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martedì 31 marzo 2015

RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO di Jennifer Niven - RECENSIONE IN ANTEPRIMA



"Sei stato in ogni senso per me
tutto ciò che una persona può essere...
Se qualcuno avesse potuto salvarmi,
questo qualcuno eri tu."


Esce oggi in tutte le librerie quello che senza dubbio può essere considerato il libro dell'anno. O sarebbe anche il caso di dire "il libro perfetto" perchè è talmente un concentrato di emozioni, sentimenti e valori confezionato in uno stile sublime, semplice e straordinariamente toccante che penso sia davvero difficile incappare a breve in un altro gioiello simile. Sono riuscita a dirlo personalmente, tra le lacrime, alla stessa Jennifer Niven all'incontro con le Blogger tenutosi all'Open di Milano lo scorso sabato, 28 marzo, che ho avuto la fortuna e l'onore di moderare. Il suo è un libro indimenticabile. L'ho letto e l'ho vissuto. Ho sentito tutto.
Finito Raccontami di un giorno perfetto ho sentito che mi era rimasto qualcosa dentro che non se ne sarebbe andato mai più. Mi era entrata una scheggia di diamante nel cuore. Ha fatto tanto, tanto male. Ma quello che è rimasto dentro, intrappolato per sempre in profondità, è qualcosa di prezioso. Che rende più preziosa anche me.
Perchè sarà impossibile non ricordare e non cercare di mettere in pratica nella vita di tutti i giorni, almeno una delle tante cose che la storia di Violet & Finch mi hanno insegnato.


"Ho imparato che a questo mondo
c'è qualcosa di buono, se si sa dove cercare.
Ho imparato che non tutte le persone 
sono una delusione, me compreso,
e che sopra una collina alta 383 metri
si può provare un'ebbrezza maggiore che in cima 
a una torre, se hai accanto la persona giusta."


opinione di Sangueblu

"Posso farti una domanda?
Secondo te esiste un giorno perfetto?
Un giorno perfetto, dall'inizio alla fine.
Un giorno in cui non succede niente di tragico,
o di triste, o di ordinario.
Secondo te, esiste?"
- "Non lo so..." -
- "Te ne è mi capitato uno?" -
- No -
- Nemmeno a me. Ma lo sto cercando. -

Parlare di questo libro potrebbe sembrare la cosa più semplice del mondo, e invece, non lo è affatto. Non lo è non solo perchè mi è piaciuto oltre ogni misura, e paradossalmente parlare dei romanzi di cui mi innamoro mi sembra sempre un'impresa, ma perchè affronta una miriade di temi di di estrema importanza e di difficile "digestione". A farceli arrivare al cuore, con una semplicità e una potenza disarmanti, ci pensa la strepitosa Jennifer Niven che è stata capace di raccontarci una storia tanto dura e tanto vera con una ironia - in certi casi - e una brillantezza di rara maestria.
Una storia tra l'altro tragicamente molto attuale, visti anche i recenti trascorsi della tragedia dell'aereo Germanwings, perchè ha nel problema del bipolarismo e del suicidio il suo tema centrale.
Finch, il meraviglioso e straordinario Finch, soprannominato da tutti "Lo Schizzato" soffre appunto di questa terribile sindrome... Il "male di vivere"; quel senso di inadeguatezza, di insoddisfazione, di irrequietezza.... che lo fa passare da stati di assoluta euforia a momenti di totale black out, che lui definisce di sonno in cui spegne tutto tranne il cervello, che rifiuta di fermarsi su tutto quello su cui c'è da riflettere. Una sola domanda ridonda nella sua testa:
"Oggi è il giorno? E se non oggi, quando?"
Ha il chiodo fisso della morte, ineluttabile e necessaria quasi. Solo, come? Dove? Quando?
Ricerca e raccoglie ossessivamente le testimonianze sui vari suicidi e sulle varie tecniche per togliersi la vita. Ogni mattina, quando si sveglia, si chiede "Oggi è un buon giorno per morire?" .

Non smetterà di chiederselo anche quando conoscerà Violet, proprio sul cornicione del tetto della scuola, che porterà inaspettatamente nella sua vita quel raggio di sole, quelle piccole ma grandi cose che lo faranno sentire il re del mondo... Tutto d'oro e fluttuante.

Una storia meravigliosa quella fra Violet e Finch.
Raccontata a due voci in tutta la sua spontaneità e naturalezza.
In tutta la sua potenza e la sua spensierata follia.
Quella potenza, quella spensieratezza e quella follia, incondizionata e irrefrenabile, che si può provare solo a diciassette anni, quando ci si sente così fragili ma anche, paradossalmente così forti e invincibili. E di battaglie personali, da vincere Violet e Finch ne hanno fin troppe.
Lui ha alle spalle una famiglia disunita e una pesante storia di violenze domestiche.
E poi il problema più grande: il disturbo bipolare. Un male subdolo, invisibile. Un male che la gente intorno non può vedere come qualcosa di "esterno" come il morbillo o il vaiolo e pertanto è molto meno propensa a "capire", a comprendere, a vedere.

"Il fatto è che stavo male, sì, ma non per un'influenza.
La gente è molto più comprensiva se riesce a vedere la tua sofferenza,
e per la milionesima volta nella mia vita
vorrei tanto che mi venisse il morbillo,
o il vaiolo o qualsiasi altra malattia evidente,
in modo da facilitare la mia vita
e anche quella degli altri.
Qalsiasi cosa è meglio della verità.
Ho staccato la spina.
Ho avuto un black-out.
Un attimo prima viaggiavo alla grande
e un attimo dopo il mio cervello si è messo
a girare in tondo come un vecchio cane artritico
prima di accucciarsi.
Pensate a un lungo sonno senza sogni.


Dal canto suo Violet ha perso l'amata sorella in un tragico incidente d'auto e con lei sembrano essere morti anche tutti i suoi sogni, i suoi progetti e le sue speranze. Ha perso le "parole" che riempivano la sua vita e le sue giornate nel comune progetto dell' EleonorandViolet.com, il Magazine on line che gestiva appunto con la sorella scomparsa. Così comincia a vivere i suoi giorni portando la frangetta e indossando quei grossi occhiali che portava lei, per sentire meno la sua mancanza e farla sentire meno agli altri... E a contare i giorni che la separano al diploma, quando avrà finalmente la possibilità di lasciare l'odiato Indiana.
Non immaginerà mai di riscoprirne la bellezza e cominciare ad amarlo, proprio grazie a Finch e alle loro peregrinazioni. 
Peregrinazioni che avranno dell'"assurdo" e del meraviglioso...
Peregrinazioni che eleveranno a straordinario l'ordinario... E che faranno scoprire ai protagonisti ma anche ai lettori l'importanza delle piccole cose e la meraviglia che spesso si nasconde in ciò che apparentemente è più insignificanti o impopolare....
Peregrinazioni che insegneranno che non serve inseguire la grandezza a tutti i costi. A volte - anzi spesso - è proprio lì, davanti ai nostri occhi, in tutto il suo splendore. Ogni posto può essere brillante (a bright place); basta saperlo guardare e, magari, condividerlo con la persona giusta.

Violet scoprirà quella persona giusta proprio in Finch.
Lo farà piano piano. Grazie alla sua intelligenza, la sua caparbietà e alle autorevoli citazioni di autori importanti e a lei tanto cari come Virginia Woolf e Cesare Pavese... (autori, guarda caso, suicidi e vittime della sindrome bipolare a cui entrambi, per motivi diversi, si sentono legati) usando FaceBook come iniziale mezzo d comunicazione.
E di nuovo ho trovato anche l'uso di questo mezzo tanto pop e abusato elevato - in questo "loro" modo - a straordinario....

Violet imparerà l'amore.
Imparerà a non sentirsi più in colpa ad essere felice.
Ma imparerà anche, una volta in più, cosa siano la sofferenza, il senso di perdita e l'impotenza.

E Finch troverà in Violet un motivo per sorridere.
Un motivo per restare sveglio.
Almeno per un altro po'.

Non posso dire di più.
Questo libro è un lungo viaggio pieno di scoperte, fuori e dentro di noi.
Forse mi sono sentita particolarmente toccata dall'argomento e che coinvolge così tanto da vicino la stessa autrice che vi ha riversato tanto di sè e delle sue esperienze personali. (Pensate che ha scritto questo libro in sole sei settimane!!!) ma sono certa che saprà trovare il modo di arrivare al cuore di chiunque, quali che siano le nostre personali esperienze. 
E' un piccolo grande scrigno di valori e di insegnamenti preziosi.
Non posso che consigliarlo con convinzione a tutti. Qualunque sia la vostra età.
Perchè gli Young Adult hanno molto spesso molto da dire, a tutti.


Ringrazio Valentina e Francesca che mi hanno dato l'opportunità di leggerlo e recensirlo in anteprima per voi; che mi hanno scelta per moderare il prestigioso incontro con l'autrice avvenuto sabato scorso  che nelle prossime ore vi racconterò dettagliatamente, e per fare queste meravigliose scelte editoriali che ci stanno irendendo più preziose le nostre librerie!
E da ultimo, non posso che ringraziare la splendida Jennifer Niven che è davvero una donna splendida, sia dentro che fuori. E' stato un onore conoscerla, leggerla e sentirla così vicina.
La porterò nel cuore per il resto della vita.



le opere

Raccontami di un giorno perfetto - All the Bright places

Velva Jean learns to drive

American Blond

Becoming Clementine

The Aqua Net Diaries

Ada Blackjack

The ice master




l'Autrice


Jennifer Niven vive a Los Angeles. Ama i popcorn, i rossetti, le librerie, i girasoli, i viaggi in macchina, il sushi e la serie tv Supernatural. Ma ancora di più ama dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Raccontami di un giorno perfetto è il suo romanzo d’esordio in Italia.


 * A una settimana dall'uscita, nella best-seller list del New York Times

* I diritti di traduzione del romanzo sono stati venduti in 30 Paesi per cifre da capogiro (solo in Germania il titolo è stato acquistato per 100.000 euro).

* I diritti cinematografici sono stati ceduti alla Kaplan Company. Ad interpretare il ruolo della protagonista femminile sarà la giovane star di Hollywood Elle Fanning.


RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO

editore: De Agostini
collana: Le Gemme
genere: Young Adult
pagine: 400
prezzo: 14.90 euro
Rilegato
eBook: 6.99 euro

Trama

È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L'ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d'altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d'auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l'amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l'incanto di una storia d'amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d'incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.

martedì 24 marzo 2015

IO, ROMEO & GIULIETTA di Rebecca Serle


"Si può imboccare una via e, dopo un po',
rendersi conto che non era quella che si voleva percorrere.
O si può cambiare strada per poi accorgersi che conduce
nello stesso identico punto della precedente.
Ed è qui che entra in gioco la scelta.
Perché, se è vero che non possiamo sapere dove andremo,
possiamo però cambiare la via che percorriamo,
sempre, fino all'ultimo istante.
Possiamo svoltare a sinistra, rigirare verso destra,
e ritrovarci dove mai avremmo creduto.
Il fato e il destino possono portarci solo fino a un certo punto,
perché decidono l'inizio, ma non la fine.
Il destino può condurci da qualche parte,
ma poi sta a noi proseguire e arrivare dove dobbiamo,
sta a noi decidere il finale, quando cala il sipario."

Troppo carino questo romanzo Young Adult che ci ripresenta, in una chiave attuale e assolutamente intelligente, una moderna versione della tragica e sfortunata storia di Romeo & Giulietta. Credo che la giovane Rebecca Serle sia stata in un certo senso geniale nel rimaneggiare la celeberrima storia che non manca mai di appassionare lettori (e spettatori) in uno strano ma verosimile parallelismo ai nostri tempi e dal punto di vista di un personaggio secondario e quasi sconosciuto della storia. Personaggio che, invece, secondo la Serle, da tutta la vicenda è stato profondamente influenzato e, in un certo senso, fortemente coinvolto. Due per l'appunto i presupposti principali su cui si fonda l'idea dell'autrice: "E se la più grande storia d'amore di tutti i tempi non fosse quella che ci hanno sempre raccontato?" e in secondo luogo "Che ruolo ha davvero il destino in quello che ci succede? E' tutta "colpa" del fato o invece delle nostre scelte?". Questo è quello che prova a raccontarci, con grande "licenza poetica" e uno stile fresco e disinvolto, Io Romeo & Gulietta: un romanzo molto piacevole che vi sorprenderà per la sua originalità, per i suoi colpi di genio e per la ventata di novità che offre ad un panorama di letture romance ormai sempre più spesso scontate e stereotipate. Ennesimo esempio delle scelte editoriali vincenti che ci sta offrendo la De Agostini YA che ci sta deliziando titolo dopo titolo, ed ennesima prova che nonostante il pubblico di riferimento sia quello dei giovani lettori, molto spesso la qualità dei contenuti è davvero alta e può essere in grado di soddisfare anche lettori più maturi.


opinione di Sangueblu

Ecco, queste sono caratteristiche che ci definiscono.
Il modo in cui vogliamo bene a chi ci sta accanto
e come decidiamo di dimostrarlo.
Questo fa di noi ciò che siamo.


Rosaline. La cugina di Giulietta.
Chi la ricorda, seriamente? Chi avrebbe mai immaginato che fosse così importante e che avrebbe potuto giocare un ruolo tanto determinante nelle vicende degli Sfortunati Amanti per eccellenza?!?
Ci ha pensato Rebecca Serle, che prende spunto proprio da questa ragazza, di cui Romeo sembrava follemente innamorato prima di conoscere Giulietta a quel fatidico ballo, e la trasporta ai giorni nostri, rendendola protagonista di quella che mi è sembrata una storia carinissima. Carinissima, lo ripeto, e divertente; nonostante sappiamo tutti che finirà in tragedia!

Non aspettatevi certo "il libro dell'anno" ma quello che rende straordinario questo romantico Young Adult autoconclusivo, a parte la freschezza e la spontaneità con cui ci fa pensare a certi temi, è la chiave di lettura che ci presenta l'autrice. Non solo perchè viene ribaltato il punto di vista e la storia viene vissuta di riflesso dalla nuova protagonista che non è più Giulietta ma Rosaline, ma perchè parte dai presupposti fondamentali della tragedia shackespeariana e li smonta e li analizza, adattandoli ai ragazzi di oggi: ai loro valori e alle loro domande. Che poi, fondamentalmente, sono universali, in tutte le epoche.  Quante volte infatti, in amore, ci lasciamo abbagliare dalla "novità"; quante altre ci incaponiamo invece testardamente su qualcosa che crediamo di volere a tutti i costi ma che è qualcosa che non fa per noi.... Tante sono le risposte che troverà Rosaline nel corso degli eventi. La maggior parte dettate dalla delusione e dalla sofferenza, ma tante altre grazie all'apertura alla novità; alla comprensione che anche quando il destino sembra qualcosa di "segnato" siamo noi i veri artefici delle nostre scelte e delle nostre azioni.
E siamo sempre noi che, durante il cammino, dobbiamo trovare i nostri rispettivi "Sette".
So che vi sembrerà strana questa definizione... ma lo capirete solo leggendo.
Credo sia stata una delle cose che più ho apprezzato della storia. Un qualcosa che da frivola diventa profonda e fa vedere le cose ai personaggi dalla giusta "prospettiva" e con il giusto metro di misura.

Potrei andare per gradi ed ordinatamente a presentarvi la storia ma scelgo di non farlo. Le immagini e le emozioni si affastellano nella mia mente e nella mia memoria dandomi un quadro definitivo molto personale e trovo che sia giusto che ciascun lettore si approcci a questa semplice lettura a modo proprio, perchè solo così potrà renderla particolare e straordinaria. A trasformarla in qualcosa di più della "solita" storia romantica tra ragazzi giovani. Gli imput a cui dare valore e importanza sono molteplici e assai diversi. Per quanto mi riguarda mi vengono in mente i personaggi collaterali: le amiche di Rosaline, ognuna con il suo pazzo e sconclusionato Sette, ma sempre pronte a comprendere e a sostenere. Su tutte Charlie, e il suo cellulare sempre acceso. La divisione in atti della storia, proprio come fosse rappresentata sulla scena. La confusione e lo smarrimento di Rosaline nei confronti di Rob. Le sue speranze, le sue aspettative, la sua delusione.
Il suo dilemma sul decidere (e capire) chi sia in realtà: se il suo migliore amico o il ragazzo che le ha spezzato il cuore.
E poi Lem. Così arruffato, dinoccolato, imprevedibile e tenero.... Ricorderò i suoi capelli e la sua dolcezza. Ricorderò la sua pazienza. La sua determinazione. E il suo mazzo di violette.

Insomma ormai lo avete capito. Ricorderò questo libro perchè è diverso.
In più di un senso.
E Rebecca Serle ce lo ha dimostrato:
"La verità è che esistono tanti finali diversi per una stessa storia". Dobbiamo semplicemente scegliere il nostro, ricordandoci però che la cosa più importante sono le decisioni che prendiamo per arrivarci. Insomma...come a dire che il percorso è più importante della meta. L'importante è scegliere di essere felici. E voi, che ne pensate?

"La vita ha in serbo infinite possibilità
che non ci è dato di conoscere in anticipo.
E l'incredibile verità è che sapere quanto le cose
possano trasformarsi in un istante non mi fa più così tanta paura;
anzi mi riempie di speranza."
...
"La vita non è qualcosa che capita,
ma qualcosa che è possibile attraverso di noi e con noi.
Facciamo tutti parte di qualcosa.
Abbiamo la facoltà di scegliere.
Fare progetti è fantastico, ma poi si può finire
per accorgersi che quello che vogliamo per davvero
è proprio l'unica cosa che abbiamo dimenticato di mettere sulla lista."

I diritti cinematografici sono stati acquistati dalla Fox e non vi nascondo la mia grande curiosità e il mio immenso piacere se dovessi un giorno vedere trasposta questa scena sul grande schermo. Vorrei davvero visualizzare la scena del bacio sulla scogliera... E considerando che il romanzo è in corso di traduzione in 10 Paesi, tra cui Francia, Spagna e Germania, probabilmente questa mia speranza non sarà vana... Credo che questo romanzo riscuoterà tanto, meritato, successo.


Ringrazio di cuore Valentina e Francesca che, come sempre, mi accontentano e mi danno la possibilità di leggere libri stupendi! (Per favore, che ne dite di proporre la pubblicazione anche degli altri suoi titoli??!!) 

le Opere

Io, Romeo & Giulietta - When you were mine

Famous in love  inedito in Italia)

The edge of falling    inedito in Italia)

l'Autrice


E' una scrittrice a tempo pieno. Ama in modo ossessivo le cose di cultura pop i capelli lucidi, il caffè e lo yoga. Per il Vulture magazine di New York gestisce il blog The Vampire Diaries . Vive a Manhattan, lontano dalla Upper East Side.



IO, ROMEO & GIULIETTA
di Rebecca Serle


editore: De Agostini
genere: romance Young Adult
collana: Le Gemme
pagine: 317
prezzo: 14.90 euro
Rilegato
eBook: 6.99 euro
data di uscita: 10 marzo 2015

Trama

Rose è una ragazza acqua e sapone. Frequenta l'ultimo anno di liceo, ha due amiche di cui si fida ciecamente, ma soprattutto ha Rob, suo confidente da sempre. Solo che, ultimamente, quando lo vede, lo stomaco le si contorce e lei non capisce più niente. Potrebbe fare il primo passo ma... Rob la invita a cena e succede proprio quello che lei sperava. Sembra l'Inizio di una favola d'amore perfetta, ma Rose non ha messo In conto l'arrivo di sua cugina In città: bella, blonda, affascinante e... diabolica, Jullet è una seduttrice nata. E al ballo della scuola, quando la magica atmosfera creata dalla musica e dalle Luci promette una notte romantica, Rose la sorprende proprio con Rob. Come se fosse stato stabilito dal destino che dovesse finire così, con un lieto fine per Rob e Jullet e non per lei. L'ultima parola però non è ancora stata scritta. La più grande storia d'amore di tutti i tempi - quella di Romeo e Giulietta - come non ve l'hanno mal raccontata.

lunedì 16 marzo 2015

RACCONTAMI DI UN GIORN PERFETTO di Jennifer Niven

Sono almeno un paio d'anni che la prestigiosa Casa Editrice De Agostini ci sta deliziando con titoli sempre più emozionanti, struggenti, romantici e coinvolgenti. Romanzi indirizzati ad un pubblico giovane ma che strizzano l'occhio anche a lettori e lettrici più "mature" che tra le queste righe cercano quel qualcosa in più.
E' proprio quel "qualcosa in più", quella originalità e quell'attenzione a temi molto particolari e toccanti che ritengo siano le carte vincenti delle scelte editoriali che stanno compiendo nell'ultimo periodo. Oggi sono qui a presentarvi in anteprima un libro assolutamente incredibile: Raccontami di un giorno perfetto
Dfficile "etichettarlo" o ricondurlo a un genere ben definito. Leggere questo libro sarà una vero e proprio viaggio alla scoperta delle sensazioni, delle paure, del dolore e della perdita, ma anche dei colori, dei sorrisi, della gioia autentica delle piccole cose e del valore della vita. Raccontami di un giorno perfetto è la storia d'amore tra due ragazzi molto singolari: Theodore "lo schizzato", quello che tutti additano e un po' temono; il ragazzo schivo, un po' pazzo che cambia look e personalità come cambia il tempo... Che corre, che suona... Che lotta per restare sveglio e cerca il significato delle parole e se ne circonda. E Violet: porta la frangetta e gli occhialoni per assomigliare un po' di più a quella sorella che non c'è più... Anche lei ama le parole; le ha sempre amate tanto da voler diventare una scrittrice, ma quelle parole fanno fatica a ritornare da quando il suo unico scopo è arrivare al diploma per abbandonare la sua casa, la sua famiglia e quel paese dove non riesce più a trovare la sua serenità. Ci penserà a Theodore a fargliele ritrovare. In un modo tutto suo. In circostanze assolutamente "particolari". Con una dolcezza e una pazzia che farà sciogliere anche il nostro cuore...
In tutti i modi possibili.

editore: De Agostini
collana: Le Gemme
pagine: 298
prezzo: 14.90 euro
Rilegato
eBook:
6.99 euro

IN LIBRERIA DAL 31 MARZO 2015



Un romanzo straordinariamente toccante.
Una storia che spezza il
cuore in tutti i modi possibili.

« Un libro struggente che racconta la tenera
e imprevedibile storia d’amore di due ragazzi feriti.»
New York Times

Trama

È una gelida mattina d’inverno quella in cui Theodore Finch decide di salire sul tetto della scuola solo per capire che cosa si prova aguardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due animi fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire
la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi iniziano a provare la vertigine che li legherà nei mesi successivi. Una vertigine che per lei potrebbe essere un nuovo inizio, e per lui l’inizio della fine…


l'Autrice


Jennifer Niven vive a Los Angeles. Ama i popcorn, i rossetti,
le librerie, i girasoli, i viaggi in macchina, il sushi e la serie tv Supernatural. Ma ancora di più ama dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Raccontami di un giorno perfetto è il suo romanzo d’esordio in Italia.

  • A una settimana dall’uscita, nella bestseller list del New York Times.

  • I diritti di traduzione del romanzo sono stati venduti in 30 Paesi per cifre da capogiro (solo in Germania il titolo è stato acquisito per 100.000 euro).

  • I diritti cinema sono stati ceduti alla Kaplan Company. Ad interpretare il ruolo della protagonista femminile sarà la giovane star di Hollywood Elle Fanning, sorella di Dakota e interprete del recente successo Maleficent.

DeA è il marchio che contraddistingue la narrativa per ragazzi di De Agostini Libri. Una lunga storia di successi editoriali, fino ai più recenti bestsellers  della saga di Divergent, firmati da Veronica Roth.  DeA è un contenitore di narrativa di qualità, che si rivolge a un pubblico di giovani lettori a partire dai 12 anni e in cui si distingue una rosa selezionata di romanzi middle-grade per lettori delle scuole medie e una nutrita produzione di letteratura young adult.


DIE FOR ME di Amy Plum


Una nuova lettura Urban Fantasy che regala una magnetica storia d'amore, un'ambientazione romantica (quale città è più romantica di Parigi?!?), creature sovrannaturali decisamente originali, un pizzico di suspance e adrenalina, e tanti personaggi simpatici e affascinanti. Parte oggi, grazie anche alla De Agostini che ce l'ha portata in Italia, la Serie Revenant: sono certa conquisterà un gran numero di fan perchè sarà difficile resistere al fascino di Vincent e alle sensazioni che l'abile scrittura di Amy Plum saprà offrire ai lettori e alle lettrici di tutte le età. Sebbene sia un libro principalmente indirizzato ad un pubblico giovane, può sicuramente piacere infatti anche ad un pubblico più maturo grazie ai temi trattati, alle dinamiche e alle implicazioni psicologiche che scattano tra i protagonisti e al fascino della nuova mitologia sovrannaturale creata dall'autrice. Die for me ha il pregio dell'originalità e la garanzia dei più vincenti e strutturati capisaldi del genere. Il risultato? Un piccolo gioiello della narrativa fantastica; fresco ed entusiasmante. Non farà che farci bramare il suo seguito!


opinione di Sangueblu


La prima volta che ho visto la statua nella fontana
non avevo idea di cosa fosse Vincent.
Ma ora, guardando la bellezza eterea delle due figure allacciate
- l'affascinante angelo dai lineamenti duri, cupi, interamente
concentrato sulla donna dal corpo morbido e lucente,
adagiata tra le sue braccia distese -
non potevo fare a meno di coglierne il simbolismo.
L'espressione dell'angelo sembrava disperata.
Tormentata. Ma allo stesso tempo fragile.
Come se sperasse che fosse lei a salvarlo, e non viceversa.
E all'improvviso mi tornò in mente il nomignolo
che Vincent mi aveva dato: mon ange.
Angelo mio.
Rabbrividii, ma non per il freddo.
Secondo Jeanne, Vincent era cambiato dopo che mi aveva incontrato,
come se gli avessi dato "nuova vita".
Forse si aspettava che gli salvassi anche l'anima?

Die for me strega già dal prologo.
Sono stata rapita fin dalle prime righe che hanno incatenato la mia attenzione e solleticato la mia curiosità catapultandomi completamente in un'atmosfera suggestiva: tormentata e romantica...
In un qualcosa dove tutto sarebbe stato possibile... Fin da subito si intravede, infatti, un protagonista maschile magnetico e affascinante ma anche una protagonista femminile caparbia e determinata.
Ci stuzzica un Vincent bello e dannato, forse pericoloso ma sicuramente irresistibile...
In genere, quando i romanzi cominciano così, è difficile sbagliarsi: saranno un'esperienza gratificante e soddisfacente, non fosse altro per lo stile della scrittura che, già dalle prime righe, si dimostra di buona qualità. Ma Amy Plum fa molto di più! E' riuscita ad abbinare alla sua scrittura piacevole, fluida, diretta ed evocativa anche una storia originale, rivisitando figure "storiche" della letteratura Urban Fantasy ovvero divinità immortali, zombie ; angeli e  non morti creando i Revenant (che danno appunto nome alla Serie). La sua idea è, a mio parere, assolutamente vincente. Era tanto che si avvertiva il bisogno di una sorta di rinnovamento dell'aspetto paranormale delle letture Young Adult. In Die for me questo c'è, finalmente, ma abbinato con intelligenza ai punti forti che sono diventati ormai i capisaldi del genere Urban Fantasy ossia un amore impossibile totalizzante e romantico, problemi esistenziali dettati da tragedie del passato, amicizie e tradimenti.

Katie non è il solito personaggio goffo e insicuro, ma proprio l'opposto. Sarà per questo che mi è piaciuta tanto. Pur soffrendo per la tragedia recente che le ha strappato i suoi genitori e trovatasi a reinventarsi una vita sconvolta in un'altra città, non si arrende all'autocommiserazione ma cerca di trovare ogni giorno il suo equilibrio, non chiudendosi alla vita e seguendo le sue passioni: l'arte e la lettura, un buon thè in una delle tranquille caffetterie della città che tanto ama e che in qualche modo le appartiene: Parigi. La città in cui, insieme alla sorella Giorgia hanno passato ogni estate dalla loro infanzia, insieme ai nonni materni. Parigi che diventerà la cornice suggestiva, ma anche un po' inquietante vista l'altra faccia che ne scopre, del suo incontro con Vincent.
Bello da impazzire, misterioso e affascinante.
Proprio lui si rivelerà l'amore della sua vita. Nonostante tutto: la sua vera natura e le tante difficoltà frapposte tra loro. Niente di nuovo fin qui, potrebbe obiettare qualcuno di voi.
Cosa c'è di tanto speciale quindi nella loro storia e in questo romanzo?
A parte la tenerezza e la bellezza del sentimento d'amore che nasce tra i due, che sboccia dopo iniziali incomprensioni e presunte antipatie, ciò che è apprezzabile è l'approccio di entrambi al costruire un rapporto duraturo; il percorso che ognuno di loro farà per accettare la situazione e riuscire a stare insieme. E visti i trascorsi di dolore e di perdita di Kate la cosa ha, secondo me, un valore aggiunto. Una "dimostrazione" ancora più grande da parte sua di amore e accettazione per Vincent. Vincent è infatti un revenant: una persona destinata a salvare gli altri anche a costo della sua stessa vita e pertanto a morire e ritornare. Kate dovrà vincere la sua paura e il suo dolore all'idea di perderlo ancora e ancora e ogni volta rivivere anche un po' del dolore per la morte dei suoi genitori.

Revenant in francese significa spettro.  L'etimologia della parola in realtà significa "colui che ritorna". Il revenant è una creatura sovrannaturale a cavallo tra una divinità e uno zombi, come ammette la stessa autrice Amy Plum, ma che ha molto a che fare con gli angeli per via del suo ruolo e la sua funzione. Ha infatti il "compito" di salvare la vita alle persone, quasi fosse un angelo custode e ha il potere di rinascere, in carne ed ossa, tutte le volte che muore per salvare la vita di chi decide di aiutare. In questa sua immortalità è molto vicina a un' entità divina, ma poichè tecnicamente è un morto, anche se cammina e respira a tutti gli effetti, può essere considerato uno "zombi". Ma c'è di più: è immortale (a meno che non venga fatti a pezzi e bruciati i suoi resti) ma può morire, per poi rigenerarsi. Quando si rigenera torna all'età anagrafica in cui è morto la prima volta. Ma finchè non muore di nuovo il tempo per lui passa come per qualsiasi altro essere umano. Tuttavia è talmente forte e insopprimibile il suo innato istinto di sacrificio per salvare la vita alle persone che è inevitabile che prima o poi il processo di morte-rinascita si ripeta, in un ciclo pressochè infinito. Quando il revenant non muore deve sottostare ad una sorta di "ciclo interno" di rigenerazione che consiste nel periodo di dormienza, ossia in uno stato di morte apparente in cui "ricarica le batterie", e rigenera le forze. Il primo giorno è di black-out assoluto mentre negli altri due giorni lo spirito si distacca dal corpo e, in forma eterea, può spostarsi e comunicare telepaticamente con gli altri revenants.
Ovviamente ci sono anche le creature antagoniste e i cattivi in questo Universo si chiamano numa.
Sono revenant, ma il loro scopo non è salvare vite. E' distruggerle. Non diventano immortali morendo per salvare qualcuno; si conquistano l'immortalità prendendo delle vite. Non sono semplici assassini, ma persone che hanno tradito qualcuno causandone la morte. Sono malvagi e pericolosi; e non muoiono mai perchè continuano ad uccidere, spingendo per lo più le loro vittime al suicidio. Il tipo di attività che svolgono nella vita reale li aiuta molto: possiedono bar e night-club come copertura per i loro affari sporchi, traffici di droga e prostituzione. In un mondo come il loro tradimento e omicidio sono all'ordine del giorno. I Revenant combattono con i numa una guerra all'ultimo sangue e cercano di ucciderli perchè per loro ormai non c'è più possibilità di redenzione, a differenza delle loro vittime umane per cui ci può ancora essere una possibilità di salvezza.

Non vi sembra un'idea grandiosa?
Vedrete, sarà una lettura elettrizzante anche grazie a tutti gli altri personaggi collaterali che faranno da supporto ai nostri due protagonisti innamorati: Ambrose e Jules, i due più cari amici di Vincent, entrambi carismatici, altrettanto affascinanti e dalla battuta facile (favolosi!!!) poi la sbarazzina e incostante Giorgia, la sorella maggiore di Kate che molto avrà da imparare in questa storia... E i loro nonni parigini che sono davvero spassosi e intelligenti nel loro essere al passo coi tempi. I due gemelli Charlotte e Charles (mi hanno fatto entrambi molta tenerezze, sebbene per motivi diversi). Piano piano ho cominciato anche ad apprezzare Jean Baptiste; mi è sembrato molto meno duro di quello che voleva far apparire e ho la forte sensazione che riservi qualche segreto importante da svelare in futuro alla nostra Kate...

Un libro davvero piacevole ed entusiasmante che ci presenta una storia intensa, dinamica e ricca di colpi di scena. Secondo me ha solo un difetto, anzi due: si fa leggere troppo in fretta (nonostante le sue 416 pagine!..) e fa desiderare troppo di averne ancora, e ancora, e ancora!...
Speriamo che la De Agostini ci faccia arrivare presto i libri successivi!



La Serie "Revenants"

1 - Die for me
2 - Until I die
2,5 - Die for her (novella)
3 - If I should die
3,5 - Die for me (novella)

L'Autrice



Cresciuta in Alabama, Amy Plum si è trasferita prima a Chicago, poi a Parigi, dove è rimasta per cinque anni, e infine a Londra, dove si è laureata in Storia dell’Arte Medievale.
Ora vive a Parigi insieme ai suoi due figli e scrive a tempo pieno. 




DIE FOR ME

di Amy Plum
editore: De Agostini
genere: Urban Fantasy YA
pagine: 416
prezzo: 14.90 euro
Rilegato
1° libro Serie Revenants

Trama

"Mi chiamo Kate, ho sedici anni e ho visto morire i miei genitori in un terribile incidente d'auto. Da quel momento niente è più stato come prima. All'improvviso, mi sono ritrovata con il cuore infranto e la vita impacchettata in una valigia, costretta a lasciare tutto per trasferirmi a casa dei miei nonni. A Parigi. E lì ho incontrato Vincent. Bello, misterioso e spaventosamente affascinante, Vincent Delacroix è apparso dal nulla e ha sconvolto il mio mondo. Di nuovo. Perché Vincent non è un ragazzo come gli altri. Dietro ai suoi occhi blu come il mare si nasconde un segreto che affonda le radici nella notte dei tempi. Un segreto che lo costringe a mettere in pericolo la sua vita ogni giorno, per sempre. Così, proprio ora che le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto, mi trovo davanti a una scelta difficilissima: devo proteggere ciò che ancora rimane della mia esistenza - e della mia famiglia - oppure rischiare tutto... per un amore impossibile?".

FOUR. UNA SCELTA PUO' LIBERARLO di Veronica Roth


Ad ormai poche settimane dalla proiezione cinematografica del secondo, attesissimo, episodio della Serie Divergent, la De Agostini ci fa un gradito regalo pubblicando Four: una bella ed interessante appendice ad una delle saghe distopiche più appassionanti ed amate. Protagonista proprio l'affascinante e un po' misterioso Quattro che, dopo la lettura di questi racconti, per noi non avrà più segreti! 

L’ultimo attesissimo capitolo della saga di Divergent.
Una raccolta di momenti indimenticabili,
un viaggio di sola andata nel cuore di Tobias.

Le 288 pagine del libro contengono ben quattro racconti di momenti specifici della vita di Tobias e si concludono con tre piccoli cammei su famosi momenti vissuti con Tris, solo guardati dalla prospettiva di Quattro. Una chicca imperdibile per tutti i fan di Divergent e della superlativa Veronica Roth. I primi tre episodi TRASFAZIONE - INIZIATO e FIGLIO si svolgono prima dell'incontro con Tris e raccontano come Tobias acquisti sempre più forza nel suo percorso da Abnegante a Intrepido. Nell'ultimo, TRADITORE, che cronologicamente coincide con la parte centrale di Divergent, Tobias conosce Tris. Siete curiosi? Ne avete ben d'onde... Ma non disperate: lo trovate già da oggi, in tutte le librerie!


Opinione di Sangueblu

Con quale scelta potrei convivere?
Non con gli Eruditi. Non con i Candidi.
Non con gli Abneganti, da cui voglio scappare.
E neanche nei Pacifici, perchè sono troppo disperato per farne parte.
La verità è che voglio che la mia scelta sia come 
un coltello affondato dritto nel cuore di mio padre,
che lo ferisca con tutto il dolore, l'imbarazzo e la delusione possibili.
C'è una sola scelta che può farlo.
Lo guardo e lui annuisce.
Mi incido nel palmo un taglio così profondo che mi vengono
le lacrime agli occhi. Sbatto le palpebre per cacciarle indietro
e serro la mano in un pugno per raccogliervi il sangue.
I suoi occhi sono uguali ai miei,
di un azzurro così scuro che quando c'è poca luce
come in questo momento sembrano neri,
come buchi scavati nel cranio.
Sento la schiena pulsare e bruciare;
la camicia sfrega sulla pelle scorticata,
la pelle in cui ha scavato solchi con la cintura.
Apro la mano sopra i carboni. 
Li sento bruciare nello stomaco, mi sento pieno fino a scoppiare di fuoco e fumo.
Sono libero.


Non sono il perfetto figlio Abnegante,

condannato a farsi divorare completamente dal sistema
e a sparire nell'anonimato.
Al contrario, sono il primo trasfazione Abnegante
dopo più di dieci anni.

Ancora una volta, addentrarsi tra le pagine di Veronica Roth è un'esperienza totalmente coinvolgente e sensazionale. E' davvero una maestra nel trascinare completamente il lettore nel suo mondo e farlo sintonizzare immediatamente con la situazione e soprattutto con i pensieri e le sensazioni dei suoi personaggi. Le sono davvero grata di aver pensato di scrivere anche questa piccola parentesi sul mitico Quattro, personaggio assai straordinario ed indimenticabile per tutto quello che ci ha fatto vivere nella Saga di Divergent, permettendoci non solo di trascorrere ancora un po' di tempo con lui, ma soprattutto di conoscerlo più in profondità, andando a scoprire qualcosa in più sul suo passato e sulla sua personalità; su quelli che sono stati i suoi pensieri più intimi e le motivazioni che hanno fatto scaturire le sue scelte. E così, nonostante potessimo pensare di conoscere già tutto, la Roth ci smentisce, donandoci tasselli importanti per ricostruire quel complesso - e meraviglioso - puzzle che è Tobias Eaton che, pian piano e sotto i nostri occhi, si trasformerà nel Quattro che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, ma con qualcosa in più.

Non tutti forse sanno, infatti, che proprio Tobias doveva essere inizialmente il protagonista e la voce narrante di Divergent, fino a che l'autrice non si rese conto, ad un certo punto, che come narratore non era adatto alla storia che voleva raccontare. Solo quattro anni dopo, una volta ripreso in mano il progetto, l'autrice trovò finalmente il personaggio perfetto per dare slancio alla narrazione: una ragazza Abnegante pronta a mettere alla prova il proprio valore, come sappiamo bene... Tobias non è mai scomparso, ma è entrato nella storia come Quattro: istruttore, amico e alleato di Tris.

Nel primo episodio: Trasfazione vivremo il momento della Scelta. Apprendiamo da vicino - sentendo quasi il frizzore delle percosse e l'umiliazione dei rimproveri - quanto sia penosa e svantaggiata la posizione di Tobias, vittima dei soprusi e della violenza del padre, crudele e autoritario ma anche della claustrofobica sensazione di dover appartenere ad una categoria predefinita in cui non si riconosce totalmente. Assistiamo "dall'interno" a quelli che sono i processi mentali che lo porteranno a fare una scelta che nessuno si sarebbe mai aspettato da lui: quella di appartenere agli Intrepidi e diventare appunto un Trasfazione. Una vera rarità tra gli Abneganti, e ancor di più nel suo caso dal momento che suo padre, Markus Eaton, è alla guida della sua Fazione. Ma lui vuole andarsene.
Qualunque scelta, qualunque fazione pur di lasciarsi alle spalle suo padre e la sua crudeltà.
Lontano da un mondo in cui le persone sanno essere solo umili e contrite, che condannano qualsiasi forma di auto-indulgenza.
Lontano....
Verso qualsiasi forma di libertà... Quella stessa libertà che, attraverso i suoi piccolo gesti, aveva imparato da sua madre.

"E' stata mia madre a insegnarmi
a rubare momenti di libertà come questo,
anche se non se ne è accorta. Io la osservavo quando se li prendeva:
scivolava fuori casa la sera, dopo che mio padre si era addormentato,
e poi rientrava di nascosto
appena la luce del sole cominciava a ricomparire
dietro i palazzi. Se li prendeva anche quando era con noi,
fermandosi a occhi chiusi davanti al lavello,
così distante con la mente che non mi sentiva nemmeno se parlavo."

Quella stessa libertà che non smetterà di ricercare e di "rubare" anche se per brevi momenti, quando vivrà i suoi momenti di iniziazione e anche quando diventerà un Intrepido a tutti gli effetti.

Sarà bello, anche se un po' doloroso, scoprire i retroscena della sua infanzia. Scopriremo con più precisione quello che in Divergent avevamo solo immaginato.
Vivremo insieme a Tobias le sue quattro paure, che gli sono valse il suo nuovo nome da Intrepido.
Conosceremo delle sfaccettature inaspettate della strana personalità di suo padre Marcus che, nonostante la crudeltà e la rigidità, a suo modo ha cercato di proteggerlo da sè stesso e dalla sua "diversità". Per primo infatti si era accorto della spiccata divergenza del figlio e nonostante tutto si è premurato di metterlo in guardia per eludere il sistema.
La divergenza di Tobias rivestirà in questo romanzo un ruolo molto importante.
Veronica Roth ce la presenterà gradualmente ma con potenza facendocela assimilare in maniera molto potente tanto che saremo completamente immedesimati nella situazione. Faremo la conoscenza di nuovi - e importanti personaggi come Amar - ma ritroveremo anche vecchie conoscenze , come Tori o Eric, che daranno un importante contributo all'aggiunta di importanti tasselli che costruiscono quello che è Quattro/Tobias.

Vivremo l'incontro con sua madre e la scoperta delle menzogne che la davano per morta.
Scopriremo attraverso i suoi occhi la rete di complotti e bugie che stanno intessendo Intrepidi ed Eruditi. Insieme a Quattro prenderemo una posizione e decideremo da che parte stare!

Attraverso questi quattro racconti scopriremo le tante sfaccettature del suo animo. Ne verrà fuori un personaggio ancora più bello e complesso di quello che già avevamo imparato a conoscere ed amare grazie alla lettura della Saga. Lo vedremo crescere, acquisire quella sicurezza che ci aveva tanto affascinato. Verranno esaltate tutte quelle qualità che lo rendono uno dei personaggi di carta e inchiostro più carismatici ed affascinanti....

La Serie "Divergent"

1 - Divergent  ( recensione QUI )
2 - Insurgent  
3 - Allegiant  ( recensione QUI )


L'Autrice


Vive con il marito a Chicago e si dedica alla scrittura a tempo piano. Ha esordito giovanissima con Divergent (pubblicato da De Agostini libri nel 2012). Il primo volume di una trilogia distopica a cui hanno fatto seguito Insurgent e Allegiant, bestseller mondiale che ha raggiunto i vertici della classifica del “New York Times”.

FOUR
UNA SCELTA PUO' LIBERARLO 
di Veronica Roth

editore: De Agostini
genere: distopico
pagine: 288
prezzo: 14.90 euro
Rilegato
( 4° libro Serie "Divergent" )

Trama

Veronica Roth ci riporta nella Chicago distopica di Tris,
raccontando i momenti fondamentali della vita di Quattro
e regalandoci così un viaggio nella mente
del tenebroso e tormentato protagonista maschile di Divergent.

Quando per Tobias Eaton – il figlio del leader degli Abneganti – arriva il Giorno della Scelta, il ragazzo non ha dubbi: vuole andarsene dalla fazione che per sedici anni è stata la sua prigione e allontanarsi dalla furia del padre violento. Per il suo nuovo inizio sceglie di unirsi agli Intrepidi, perché desidera imparare da loro a sconfiggere le proprie paure e a essere coraggioso. Con un nuovo nome, “Quattro” comincia l’addestramento, che lo porta ben presto a scalare la classifica degli iniziati e ad attirare su di sé l’interesse delle più alte sfere dirigenziali, che lo vorrebbero trasformare nel più giovane capo fazione che gli Intrepidi abbiano mai avuto. Ma è davvero così… oppure c’è qualcosa di più inquietante dietro gli intrighi attuati dai leader Intrepidi? Due anni dopo, Quattro – disgustato dalle trame della sua fazione – è pronto a fare la propria mossa e a lasciarsi di nuovo tutto alle spalle, ma l’arrivo di una giovane iniziata cambia ogni cosa. Perché, grazie a lei, Quattro scopre un lato di sé che non credeva di possedere. Grazie a lei, potrebbe tornare a essere semplicemente Tobias.

ALLEGIANT di Veronica Roth


Questa non è una di quelle recensioni che si possono scrivere "a cuor leggero" una volta chiuso il libro. Questo è uno di quei romanzi che, per trovare le giuste parole per parlarne, come un buon vino rosso, va lasciato decantare... Ossigenare.... Perchè è proprio di aria ciò di cui più ho sentito la necessità una volta arrivata all'epilogo. Non tanto di fazzoletti - consigliati da tenere comunque a portata di mano - o di frasi rassicuranti. Non avevo bisogno di un happy-ending - che sicuramente non mi aspettavo - ma il mio è stato (e in un certo senso lo è ancora) un autentico bisogno di ossigeno. Leggere Allegiant è stato devastante.
In ogni senso possibile del termine, sia positivo che negativo. Quindi mi scuso con tutti voi se, nonostante la promessa, ieri non sono riuscita a scrivere e a farvi leggere la mia recensione in anteprima. Ero ancora scossa... e ho dovuto prendermi del tempo.
Non definirei Veronica Roth un'autrice sadica, come ho letto più volte in alcuni commenti.  La descriverei piuttosto disincantatamente geniale. E paradossalmente un concentrato di tutte quelle caratteristiche che descrive nelle sue fazioni: è candida nel sottoporre al lettore, con una potenza sconcertante, perfino le più ovvie (e profonde) verità. E' erudita nella sua analisi meticolosa e quasi chirurgica della società e dell'animo umano. E' pacifica nel suo cercare il bene assoluto, la concordia e l'armonia fra le persone (La vita ci ferisce tutti quanti. E non c'è modo di sottrarsi ai suoi colpi. Ma possiamo guarire se ci curiamo a vicenda). E' abnegante perchè non esita a sacrificare i suoi personaggi per un bene più alto e per dare un senso ad una storia che possa insegnarci qualcosa in più. E soprattutto è un' intrepida, perchè ha scritto una trilogia incredibile: dura, cruda, potente, esaltante e pregna di messaggi, insegnamenti e scelte coraggiose.

Allegiant è il finale mozzafiato della trilogia distopica che ha catturato milioni di lettori in tutto il mondo. Un amore travolgente, un’avventura al di fuori degli schemi.

Opinione di Sangueblu

"Immagino che una fiamma che brucia con tanta intensità
non sia destinata a durare".

Due anni fa mi innamorai di Divergent.
E' stato uno di quei libri che più mi hanno colpita e che più cose mi hanno lasciato dentro. Cose che hanno continuato ad avere un'echo a distanza di tempo, a cui mi piace ripensare, e che mi piace condividere con chi mi chiede consigli di lettura. Mi stupì per la sua originalità e la sua forza; per i messaggi sociologici e filosofici universali di cui si faceva, con una certa naturalezza e semplicità, portavoce per quelle nuove generazioni a cui si rivolgeva. Tant'è che spesso mi trovo ad affermare che se fossi un'insegnante di scuole superiori la proporrei ai miei studenti come lettura di gruppo perchè è senza dubbio un libro che offre molti spunti di riflessione e di discussione.
Insurgent, nonostante gli aspetti di pregio e i grossi colpi di scena e le loro implicazioni, peccava invece un po' del "difetto del libro di mezzo" e soprattutto a mio avviso sembrava concentrarsi un po' troppo sul rapporto amoroso tra Tris e Quattro ( Beatrice e Tobias ) anzichè sulla storia vera e propria e sugli aspetti sociologici e morali che invece esplodono prepotentemente - e con una potenza devastante - in quest'ultimo atto della trilogia: Allegiant.

Come ho scritto più sopra non è certo un'impresa facile scrivere una "recensione" di un libro come questo. Specialmente a caldo. Difficile trovare le parole e quasi impossibile scegliere di cosa parlare, perchè sono talmente tanti gli aspetti che vanno al di là di quello che è il concatenarsi degli eventi della trama (già di per sè ricca, densa e articolata) che quasi non saprei da dove cominciare. 
Quello che sento di dire di primo acchito è che non sono affatto delusa da come Veronica Roth ha deciso di concludere il suo lavoro, la sua storia, e quella di Beatrice e Tobias.
Avrei potuto sentirmi arrabbiata, affranta, amareggiata, insoddisfatta....
Ma invece quello che mi viene da cuore di scrivere, dopo aver lasciato decantare in queste ore le molteplici emozioni che mi hanno sconquassato l'animo per cinquecentotrentatre pagine  è che ho letto un libro stupendo.
Che mi ha fatto male ma che mi ha anche soddisfatta.
Perchè l'autrice è stata sia un'abile regista - che ci ha fatto vivere visivamente ogni singola scena del suo racconto - ma anche una grande sceneggiatrice. Di raro talento nel dare ai suoi personaggi una vera vita, una concreta personalità piena di sfaccettature. La sua grande sensibilità è in grado di rendere più sensibile anche il lettore stesso perchè, man mano che gira le pagine, affina la sua ricettività, il suo sesto senso, la sua empatia verso i personaggi con i quali riesce a costruire un invisibile ma sempre più forte legame, che durerà fino all'ultima pagina, e anche oltre.

E' ovvio che la gran parte della nostra attenzione - e soprattutto del nostro cuore - sarà rivolta a Tris e Quattro, ma anche tutti gli altri personaggi, buoni o cattivi che siano, avranno un ruolo importante non solo all'interno della trama come attori e motori di certi avvenimenti ma anche come delle piccole ma fortissime calamite che attireranno tutti i nostri sentimenti, della più vasta gamma possibile, dall'odio alla stima, dalla repulsione alla simpatia, dal disprezzo alla comprensione, dall'imperscrutabilità al perdono, dall'efferatezza alla dolcezza.

La trilogia di Divergent è un treno in corsa, proprio come quel treno misterioso di metallo d'argento che percorre a tutta velocità la città di Chicago, tanto noto ai suoi abitanti e tanto caro agli intrepidi... 
Dal primo libro all'ultimo in un unicuum dal ritmo serrato e mozzafiato (fortunati in un certo senso quelli che avranno modo di leggerli uno dopo l'altro , ora che sono tutti a loro disposizione!..) che trascina il lettore nell'abisso di quello che può essere l'animo umano... Le guerre; le ingiustizie; le differenze che dividono e a cui sembra non esserci mai soluzione, se la soluzione devono essere il controllo e la menzogna. Un treno che viaggia in paesaggi desolati e crudeli... Che sembra portare in stazioni poco sicure e inaffidabili.

...Ed è proprio così.
La sensazione fortissima di star leggendo qualcosa di pericoloso.
Di instabile. Di devastante.
Che è vero essere proprio quello che ci aspettiamo da letture di questo genere - distopico - ma con la Roth, libro dopo libro, vale il detto che "si passa dalla padella alla brace", se me lo concedete. Lo scenario peggiora sempre più, perfino quando sembra materialmente impossibile. Abbiamo due ragazzi che nella loro breve vita hanno conosciuto solo menzogne e violenza. Sono profughi di una guerra perpetua e pedine di una rivolta che a loro sembra una guerra immensa ma non è altro che una battaglia all'interno di una Guerra più grande, che non ha mai avuto fine. Cavie umane per un insospettabile esperimento globale.
Due ragazzi che all'improvviso - come tutti i loro concittadini (e come ognuno di noi) al di là delle diversità e delle fazioni - scoprono di essere due puntini minuscoli ed insignificanti all'interno di un mondo sconosciuto, immenso e sconfinato.
Cosa, allora, potrà renderli unici?
La loro identità? Le loro azioni? I loro ricordi?
Perchè al di là di quello che possono dirci gli altri sono proprio le nostre azioni, le nostre scelte che ci qualificano e ci caratterizzano. Sono i nostri ricordi che ci danno la nostra identità.
Ed è il perdono che ci rende degni ed anche liberi.

Mi rendo conto di aver detto tutto e niente.
Allegiant e tutta la Serie di Veronica Roth è un qualcosa di difficilmente descrivibile e classificabile. 
E' qualcosa che va letto. Che va sperimentato. Punto.
Sulla propria pelle.
Con CORAGGIO.
Così come lo hanno sperimentato Tris e Quattro. Mettendosi in gioco. Amandosi. Perdonandosi. Lottando. Dando il tutto per tutto pur di lasciare un segno. Anche quando la vita, la società, il mondo intero vuole schiacciarti. Perchè la vita, anche se spesso fa schifo, vale la pena di essere vissuta.
Per i momenti in cui non fa schifo.

"Ci sono così tante forme di coraggio in questo mondo.
A volte essere coraggiosi significa dare la vita
per qualcosa di più grande di te,
o per un'altra persona.
A volte significa rinunciare a tutto quello che conosci,
a tutte le persone che ami,
per un bene più grande.
A volte non si tratta che di sopportare il dolore
a denti stretti e sforzarsi,
giorno dopo giorno, di costruire
un lento cammino verso una vita migliore."


Un libro unico!

Ringrazio con tutto il cuore Francesca, Valentina e la De Agostini per avermi dato la possibilità di leggere Allegiant con anticipo e rinnovo le mie scuse per non essere riuscita a postare la mia recensione prima di questo momento perchè ero sul serio - e lo sono  ancora - sopraffatta dalle emozioni che questa lettura mi ha dato. 



La Serie "Divergent"

1 - Divergent  ( recensione QUI )
2 - Insurgent
3 - Allegiant


L'Autrice


Vive con il marito a Chicago e si dedica alla scrittura a tempo piano. Ha esordito giovanissima con Divergent (pubblicato da De Agostini libri nel 2012). Il primo volume di una trilogia distopica a cui hanno fatto seguito Insurgent e Allegiant, bestseller mondiale che ha raggiunto i vertici della classifica del “New York Times”.

ALLEGIANT
di Veronica Roth


editore: De Agostini
pagine: 544
prezzo: 14.90 euro
Rilegato
( 3° libro Trilogia "Divergent" )

Trama

La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il “sistema per fazioni” era solo il frutto di un esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato. Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l’amore e il sacrificio.

DIVERGENT di Veronica Roth


ECCEZIONALE!

Divergent è l'ennesimo esempio di come un libro nato e concepito per Giovani Adulti (YA) possa essere incredibilmente INTELLIGENTE, PROFONDO e assolutamente consigliabile anche ad un pubblico adulto che leggendolo avrebbe un'occasione di fare un salto di qualità rispetto alle solite letture di intrattenimento... e avrebbe il piacere di trovare della vera FILOSOFIA riadattata in chiave "fantastica", o per la precisione distopica.

Se fossi una professoressa di liceo, lo farei leggere a tutti i miei studenti, tanti sono gli spunti di riflessione e di dibattito che offre. ( Altro che Italo Svevo e la sua Coscienza di Zeno... o tutte quelle "palle" che fanno disamorare i ragazzi alla lettura! Non dico che non siano importanti, ma sarebbe bello "svecchiare" un po' i programmi e proporre romanzi moderni, intelligenti e ben scritti, che meglio facciano rapportare i giovani con una società "contemporanea", con problemi e riflessioni attuali! - Scusate la digressione... ma è una delle cose che ho pensato leggendo questo meraviglioso libro! ... ^_^ )

Divergent è un Romanzo POTENTE.
Ambientato in una futura società ideale (tipica proprio del genere distopico) è talmente pieno di concetti, di sentimenti, di messaggi da non poter lasciare indifferente neanche il lettore più "distratto" o più "superficiale".
Grazie ad una storia incalzante ed avvincente imprigiona il lettore catapultandolo al centro della narrazione, in un vortice irrefrenabile di PENSIERO E AZIONE che crea dipendenza!
Divergent è un libro impossibile da chiudere... ogni capitolo ti fa bramare il successivo con un'avidità e una frenesia sempre più intensa e inarrestabile.
E quando avviene che si debba chiudere per ritornare alla vita "reale" ( si parla di un libro di 480 pagine...) ti tiene comunque inchiodato.
Il pensiero è sempre lì... Fisso.
A domandarti cosa succederà il momento successivo.
A chiederti come sia possibile creare una storia tanto perfetta, tanto intensa.
A scoprirti realmente coinvolto in quella che altro non è che una grande metafora del nostro mondo; della nostra vita; della nostra crescita.

Ognuno di noi imposta la propria vita in un certo modo.
Ognuno di noi ha le proprie inclinazioni...
che non derivano necessariamente dalla famiglia o dal diretto "ambiente" di provenienza.
Specialmente oggi, nella società globale e informatizzata, sappiamo tante cose, possiamo scegliere tante cose; possiamo ESSERE tante cose...
Intrepidi; Abneganti; Eruditi; Pacifici; Candidi.
Chi di noi non è almeno una di queste cose?
Chi non riconosce almeno uno dei valori intrinseci a ciascuna condizione:
Coraggio; Altruismo; Intelligenza; Gentilezza; Onestà ?
C'è una sola qualità fra queste, più importante, su cui deve fondarsi la nostra vita?
Ma possiamo realmente essere una cosa soltanto?
Dobbiamo proprio scegliere qualcosa per essere veramente e totalmente noi stessi?
E può essere una condizione, una credenza in uno di questi valori, migliore dell'altra?

Queste e tante altre sono le domande che Divergent ci pone, non dandoci esattamente le risposte perchè vuole che siamo noi a trovarle, dentro di noi, stimolati dal racconto delle vicende e dei pensier di Beatrice, Tris, una protagonista che sarà difficile da dimenticare... così come Quattro, il suo istruttore, e tutta la serie di personaggi che gli ruotano intorno.
Ognuno con la specifica funzione di far emergere e sviluppare qualcosa di importante all'interno della storia, ognuno a rappresentare un'aspetto della vita, essenziali a far sviluppare la personalità della protagonista, che partirà credendosi debole e impaurita, ma che invece si scoprirà forte e coraggiosa.
Ma anche molto altro!...

Divergent è ADRENALINA ALLO STATO PURO...
Divergent è forse un po' l'essenza di ognuno di noi...
Sicuramente IO sono una Divergente.

Questo libro è come se fosse stato scritto apposta per me!
...Ma vedrete che scoprirete che è stato scritto anche apposta per voi!

Ha ben descritto l'essenza del libro la definizione del Wall Street Journal in quarta di copertina ( una volta tanto veritiera...) che dice: "Una moderna metafora dell'adolescenza, in cui dobbiamo continuamente superare esami, affrontare la separazione dai nostri cari, chiederci angosciati se siamo adatti, e decidere se e quando dire a tutti come si "diverge" dal gruppo."

IMPERDIBILE! ...Sul serio!
Uno dei libri piu' belli mai letti, di sempre!


Serie "Divergent"

1 - Divergent
2 - Insurgent   ( recensione QUI )
3 - Allegiant   ( recensione QUI )

4 - FOUR: una scelta può liberarlo  ( recensione QUI )



l'Autrice




Vive con il marito a Chicago e si dedica alla scrittura a tempo piano. Ha esordito giovanissima con Divergent (pubblicato da De Agostini libri nel 2012). Il primo volume di una trilogia distopica a cui hanno fatto seguito Insurgent e Allegiant, bestseller mondiale che ha raggiunto i vertici della classifica del “New York Times”.

DIVERGENT

editore: De Agostini
pagine: 480
prezzo: 16,90 euro
Rilegato 
( 1° libro Trilogia )


TRAMA: La società distopica in cui vive Beatrice Prior è suddivisa in 5 fazioni, ognuna delle quali è consacrata a una virtù: sincerità, altruismo, coraggio, concordia e sapienza. Il momento cruciale nella vita dei cittadini è il Giorno della Scelta, che cade allo scoccare del 16° compleanno: ogni giovane sceglie a quale fazione votare il proprio futuro. Ora tocca a Beatrice, e la sua scelta non solo sorprenderà tutti, ma segnerà per sempre il suo destino. Nella fase iniziale altamente competitiva, la protagonista rinominando se stessa (Tris), lotta per determinare chi sono realmente i suoi amici, interrogandosi se la sua  storia d'amore possa adattarsi alla vita che ha scelto.
Catapultata in un mondo duro e violento Beatrice scoprirà le crepe di una società che è tutto tranne che perfetta. Una società che la vorrebbe morta se scoprisse il suo segreto... Perché 

Beatrice non è una ragazza qualunque, lei è una divergent. Una diversa.