Visualizzazione post con etichetta Mondadori Chrysalide. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mondadori Chrysalide. Mostra tutti i post

martedì 30 aprile 2019

recensione in anteprima: MAGISTERIUM - LA TORRE D'ORO di Holli Black & Cassandra Clare

Il Quinto Portale, il Cancello d'Oro,
è per coloro che fanno del bene nel mondo,
per coloro che intendono farlo con animo genuino.
Se il portale si aprirà e permetterà loro di passare,
vorrà dire che hanno imparato anche questa lezione.

Si conclude oggi, con l'uscita di Magisterium - La torre d'oro una bellissima avventura cominciata ormai quattro anni fa, in cui abbiamo potuto conoscere ed apprezzare tre ragazzi straordinari che, anche in questo volume, ci hanno regalato grandi emozioni. Non sarà facile dirgli addio, ma Cassandra Clare & Holly Black ci aiutano nel farlo coccolandoci con una storia che, nonostante i momenti di grande tensione, non poteva essere più "dolce" e "giusta". Tamara, Aaron e Callum sempre più uniti e forti proprio grazie alle loro debolezze avranno nelle proprie mani il destino dell'intero Mondo Magico. Tante rivelazioni e una svolta nella storia che porteranno ad un finale davvero esplosivo. Siete pronti a varcare, per l'ultima volta, le porte del Magisterium?


ATTENZIONE: ALLERTA SPOILER
SOLO PER CHI NON HA LETTO I VOLUMI PRECEDENTI

opinione di Sangueblu

domenica 28 aprile 2019

recensione: MAGISTERIUM - LA CHIAVE DI BRONZO di Holly Black e Cassandra Clare


“Benvenuti al vostro Anno di Bronzo nel Magisterium” li salutò Magister Rufus,
passeggiando avanti e indietro con la pelata scintillante.
“Forse non sarete il gruppo di apprendisti più problematici a cui abbia mai insegnato,
ma siete comunque abbastanza alti nella classifica.
Quindi cerchiamo d affrontare quest’anno in maniera un po’ diversa.”

Ma , ahimè, le cose non andranno molto diversamente dal solito… Il terzo capitolo della Serie Magisterium, La chiave di bronzo continua ad aggiungere suspance e mistero ad una storia che si fa sempre più avvincente, giocando sul filo del dubbio riguardo la strada che prenderà il protagonista, Callum. La domanda che ci continuiamo a porre è infatti se seguirà le orme del cattivo che dimora nella sua anima, seguendo un passato vissuto unicamente dalla sua anima o riuscirà invece a lasciarsi questo fardello alle spalle, rimanere sé stesso e diventare il vero eroe della storia? Nuovi cattivi si aggiungono al fronte nemico, nuove prove che il nostro trio di amici dovrà superare. Un capitolo che sembra partire in sordina rispetto ai precedenti ma che ci regalerà un finale inaspettato e sconvolgente. Preparatevi…


Opinione di Sangueblu

sabato 27 aprile 2019

recensione: MAGISTERIUM - IL GUANTO DI RAME di Cassandra Clare & Holly Black

Uno di voi fallirà.
Uno di voi morirà.
E uno di voi è già morto.
Callum sapeva quale era dei tre.

Non meno adrenalinico e avventuroso questo secondo volume della Saga Magisterium nata dal fortunato connubio Cassandra Clare ed Holly Black che, oltre ad essere grandi amiche nella vita, dimostrano che insieme, sul lavoro, sono una vera forza della natura... quasi più potenti dell'Alkahest. Proprio attorno a questo straordinario e potentissimo manufatto ruota, infatti, la trama del romanzo che si intitola, appunto, il guanto di rame, romanzo che si dimostra all'altezza delle aspettative e contribuisce a rendere la trama ancora più interessante e sorprendente. Dopo la sconvolgente rivelazione avuta da magister Joseph, Callum dovrà fare i conti con la verità e soprattutto cercare di capire da che parte sta suo padre Alastair. Ad aiutarlo in questa avventura alla ricerca del guanto di rame come sempre al suo fianco gli amici Aaron e Tamara, nonché il fedele - ed irresistibile - lupo del caos Subbuglio. Nuove rivelazioni e tanti colpi di scena in questo "secondo anno" alla scuola dei Maghi: il Magisterium.


opinione di Sangueblu

ATTENZIONE SPOILER

venerdì 26 aprile 2019

Speciale: MAGISTERIUM - L'ANNO DI FERRO di Cassandra Clare e Holly Black

A pochissimi giorni dall'uscita dell'attesissimo quinto ed ultimo libro della bellissima Serie Fantasy scritta a quattro mani da Cassandra Clare ed Holy Black noi de Il bello di esser letti abbiamo pensato di celebrare questa saga tanto amata con una ricapitolazione dei precedenti quattro volumi. Ogni giorno una recensione fino a martedì, quando sarà la volta de La torre d'oro. Partiamo dunque con il primo volume: L'anno di ferro e facciamo la conoscenza di Callum, Aaron, Tamara e tutti gli altri protagonisti di Magisterium!



"Ci sono nove maghi qui, e ciascuno è autorizzato a scegliere fino a sei candidati. Questi candidati saranno i loro apprendisti per i cinque anni che trascorreranno al Magisterium, quindi non è una scelta che un Magister faccia alla leggera. Dovete anche considerare che qui ci sono più ragazzi di quelli che verranno scelti. Se non siete stati designati, è perchè non siete risultati adatti a questo genere di apprendistato: vi prego di comprendere che potreste essere inadatti per diverse ragioni, e che indagare oltre sui vostri poteri potrebbe risultare letale. Prima che ve ne andiate, un mago vi esporrà quindi le consegne di segretezza e vi istruirà su come proteggere voi e le vostre famiglie."


Fin troppo facile - di primo acchito - paragonare questo meraviglioso romanzo al celeberrimo Harry Potter: protagonisti di giovanissima età, una scuola dove imparare ad usare e potenziare la propria magia, un Nemico pericoloso e oscuro, compagni d'avventura speciali... Ma la cosa - la vera cosa - che più hanno in comune è che sono entrambi dei capolavori! Le amiche Cassandra Clare e Holly Black, maestose da sole, superlative insieme, hanno unito le loro prestigiose "penne" per regalarci un fantasy per ragazzi assolutamente fulminante! L'ho trovato straordinario! Magico, nel senso più stretto del termine. Dire che mi ha conquistata è poco perchè sono stata assolutamente steragata da ogni piccola sfumatura di questa storia incredibile che tiene incollati alle pagine e col fiato sospeso, regalandoci tanti colpi di scena quante sono le nostre iniziali certezze e supposizioni. Le autrici infatti sono state incredibilmente brave nel proporci una storia dall'apparente aria "rassicurante" per quanto riguarda le nostre aspettative e contemporaneamente a riuscire a ribaltare ogni nostra possibile previsione. Sappiamo che ci sono un eroe e un cattivo. Ma il confine tra questi è molto sottile e assolutamente inaspettato.
In una parola geniale. L'anno di Ferro, che apre la Serie Magisterium possiede tutte le caratteristiche e i punti di forza dei canoni"classici" del Fantasy. Racconta la storia di un protagonista che ha tutti i segni distintivi dell'eroe: una tragedia nel passato, segreti e poteri magici ma con il valore aggiunto della "sorpresa".  Un romanzo di cui ci sarebbero infinite cose (positive) da dire. Su tutte una: non lasciatevelo sfuggire!!!! ... Ne resterete stupiti!


Opinione di Sangueblu

mercoledì 27 marzo 2019

recensione: LA CORTE DI ROSE E SPINE di Sarah J. Maas

"Umana, devi liberarmi e fuggire" mi avvertì,
sgranando gli occhi colmi di morte.
"Corri in casa del Signore Supremo.
Non dimenticare le mie parole
Resta con il Signore Supremo
e vivi per vedere come tutto tornerà al suo posto."

CHE. COSA. E'. QUESTO. LIBRO. 
Se poteste vedere gli occhi a cuoricino che sfoggio da una settimana e poteste percepire le emozioni e il meraviglioso tumulto che ho dentro sono certa che correreste subito a comprarlo, senza andare oltre a leggere la mia recensione. Perché, fidatevi, se è vero che Sarah J. Maas è una garanzia (in assoluto la mia autrice di Fantasy e paranormal romance  preferita insieme a Cassandra Clare e J.R. Ward) con questo romanzo ci regala un vero capolavoro: epico, visionario, coinvolgente, appassionante, romantico, sensuale... In una parola? MAGNIFICO! Come magnifica è la nuova protagonista di questa nuova trilogia ambientata nel mondo dei Fae: un'eroina coraggiosa dal cuore grande che è una reinterpretazione sui generis di Belle, de La Bella e la Bestia, di cui - in un modo tutto suo e particolarmente originale - questo romanzo, per certi aspetti, è un re-telling. Capite già, quindi, che non mancherà una "bestia" (o forse più di una ^_^ )... Una bestia talmente affascinante e gentile che, senza neanche ve ne accorgiate, vi farà perdere completamente la testa: perché il romanticismo dei suoi gesti (in pieno stile Sarah J.Maas) è di quelli che penetrano in profondità e lasciano il segno e che fanno divorare una pagina dopo l'altra. Una storia d'amore "totale" che vorrete leggere e rileggere. Un romanzo Fantasy pieno di immaginazione, magia e sentimento che spalanca le porte ad una nuova, indimenticabile, avventura. Un romanzo che durante la lettura, e anche dopo, mi ha fatto pensare: "Questo è il libro più bello che abbia mai letto". Leggetelo, e provate a smentirmi!


opinione di Sangueblu

sabato 3 novembre 2018

Blogtour: L'ISOLA DEL SANTUARIO, SAGA DEL DOMINIO di Licia Troisi - Focus on IL DOMINIO DELLE LACRIME


Tocca a noi oggi approfondire uno degli aspetti della meravigliosa Saga del Dominio di Licia Troisi che vede il suo capitolo conclusivo con l'uscita de L'isola del Santuario. Ci occuperemo dell'ambientazione, ovvero il Dominio delle Lacrime: un mondo magnifico, complesso e molto verosimile che è forse uno degli elementi più affascinanti e meglio riusciti del romanzo. 
Pe crearlo Licia si è immaginata un'Europa alternativa del passato in cui il ghiaccio e il freddo hanno una presenza preponderante; soprattutto nelle regioni del nord. 


Il Dominio delle Lacrime è un continente senza confini precisi ma con delle regioni specifiche che andrò ad illustrarvi, ognuna con una lingua ben definita, delle usanze e delle popolazioni particolari; una terra pervasa dalla magia e animata da poteri antichi attraverso la presenza degli Elementali, spiriti la cui essenza è all'interno delle cose e della natura stessa.
Il suo nome, Dominio delle Lacrime, prende origine da quella che viene ricordata come un'Apocalisse per quanto riguarda popolazione e confini, quella dei Cento Giorni d'Ombra, che cambiarono completamente l'assetto di questa terra che, all'epoca del racconto, constava di cinque regni principali: Asgarö, Astoria, il Biaswad, Metalia e Albon, ma anche altre terre minori che vi illustrerò. In questo volume conclusivo ci addentreremo anche nell'Isola Sacra, Nelgoia, al di là del Grande Oceano.


venerdì 24 novembre 2017

LUCCA COMIX 2017: INTERVISTA A LICIA TROISI + VIDEO

Anche quest'anno, in occasione della cinquantunesima edizione del Lucca Comix & Games, un evento irrinunciabile per la nostra beniamina, abbiamo avuto il piacere e l'onore di incontrare Licia Troisi. A pochi giorni dall'uscita del suo libro - Il fuoco di Acrab  - noi de Il bello di esser letti insieme alle nostre amiche Le Lettrici impertinenti abbiamo fatto una bella chiacchierata sul suo ultimo lavoro e, soprattutto, abbiamo preparato una sorpresa per voi che ci seguite e per tutti i fan di Licia. Speriamo che vi divertiate a vedere il nostro video almeno quanto noi ci siamo divertite a farlo! :-)

Con l'occasione ringraziamo nuovamente Licia per la sua disponibilità e la grande simpatia, ma anche la Mondadori per darci sempre splendide opportunità e la possibilità di vivere la nostra vita da blogger a stretto contatto con i nostri autori preferiti.



Intervista


CIAO LICIA! E’ UN PIACERE RITROVARTI E AVERE LA POSSIBILITA’ DI CHIACCHIERARE CON TE!
SIAMO FELICISSIME SOPRATTUTTO DOPO AVER APPENA FINITO DI LEGGERE IL TUO ULTIMO ROMANZO, APPENA USCITO, “IL FUOCO DI ACRAB” SECONDO VOLUME DELLA SAGA DEL DOMINIO CHE CI E’ PIACIUTO MOLTISSIMO: PER I CONTENUTI PROFONDI, PER IL MONDO VARIEGATO CHE RACCONTA E I PERSONAGGI  PECULIARI CHE LO POPOLANO. 
PROPRIO RIGUARDO AI PERSONAGGI PARTIAMO CON LA NOSTRA PRIMA DOMANDA: SONO SEMPRE COSI’ NUMEROSI, COMPLESSI E VIVIDI CHE CI CHIEDIAMO SE NON TI CAPITA MAI DI SMARRIRTI, ANCHE NELLA SEMPLICE DESCRIZIONE, MAN MANO CHE SCRIVI. O SE NON TI CAPITA DI CONFONDERTI PER SBAGLIO CON DELLE CARATTERISTICHE DEI TUOI PERSONAGGI DELLE NUMEROSE SERIE PASSATE. COME FAI A DESTREGGIARTI? COME PRENDONO VITA SULLA CARTA?

Sì… mi capita tantissime volte di fare confusione sugli aspetti fisici dei miei personaggi, soprattutto quelli che non sono i protagonisti principali. Il problema è che non mi scrivo mai a parte le loro caratteristiche e certe volte devo andare a ricercarmi di che colore avete gli occhi o i capelli. Specialmente nelle Saghe in cui ci sono tanti personaggi. Periodicamente ci sono dei momenti che penso di pagare una persona per fare questo lavoro (divertentissimo!…) di spulciarsi tutti i miei libri e fare tutte le micro schede dei personaggi con tutte le caratteristiche: colore degli occhi, corre dei capelli, altezza…

Per la creazione dei miei personaggi mi ispiro tanto agli attori. Per esempio il tizio sulla copertina di Acrab è un attore - invecchiato - che si chiama Tom Riley e faceva Leonardo Da Vinci nella serie tv Da Vinci’s Demons. Sia questo attore che questa serie mi hanno ispirato tantissimo nella creazione della Saga del Dominio e del personaggio di Acrab stesso. Proprio per questo, quando mi hanno chiesto indicazioni per la creazione della copertina del secondo volume della Saga del Dominio, ho proposto proprio una referenza fotografica: quella appunto di Tom Riley. 
L’illustratore trovo sia stato molto bravo a rappresentarlo e a rendere lo sguardo… e c’è una cosa divertente. Se si prova a mettere vicino questa copertina a quella del primo volume in cui è rappresentata Myra, sembra che si guardino in cagnesco. Hanno gli sguardi puntati l’uno nell’altro. 

- I TUOI PERSONAGGI SONO MOLTO COMPLESSI MA LO SONO ALTRETTANTO I TUOI MONDI: PARECCHIO STRUTTURATI E DETTAGLIATI. NON TI CAPITA MAI DI FARE CONFUSIONE TRA UN MONDO E L’ALTRO, ANCHE DELLE TUE SERIE PASSATE?

A differenza del lavoro che svolgo sui personaggi, sui “mondi” sono molto metodica. Ad esempio, per la Saga del Dominio, ho un compendio di circa trecentosessanta pagine in cui ho scritto tutto. Ho analizzato ogni terra, ogni regno, con le rispettive caratteristiche della flora, della fauna, della popolazione, religione e lingua. E poi ho anche il dizionario con le parole che ho usato all’interno del libro e la traduzione per ogni lingua.
E’ stato un lavorone ma ogni volta che mi serve qualcosa posso accedervi per avere tutto sotto controllo. 

QUANTO TEMPO CI HAI MESSO A FARE QUESTO COMPENDIO? 

Più o meno tre / quattro mesi a scriverlo. Poi ovviamente l’ho pensato su un arco di tempo ovviamente un po’ più lungo, perché man mano che mi venivano le idee me le appuntavo. Tutto sommato il Dominio è il mondo più complicato che ho fatto finora. Con più razze.
Quando ho cominciato a scrivere le Cronache ero divorata dalla voglia, dall’urgenza di scrivere. E questa cosa me la sono tirata dietro anche per tutte le altre cose che ho fatto dopo. Questa volta invece, con la Saga del Dominio mi sono proprio voluta abbandonare al piacere di perdermi anch’io all’interno di quel mondo. 

- LA PHOENCA: LA REGIONE DEI MONACI. PER ESEMPIO, COME E’ NATA L’IDEA DI QUESTA PARTICOLARE ZONA E QUALE PARTE HA NELLA STORIA?

In realtà tutto il dominio è come se fosse il bacino del Mediterraneo e del Nord Europa però in una visione glaciale. Parte delle terre che sono immerse nel Dominio sono Emerse. La Pohenika corrisponderebbe al Medio Oriente ma gli ho dato un’ispirazione greca. Quindi anche i nomi delle persone e delle cose sono in quell’orientamento. Inoltre per questa zona del Dominio c’è una forte ispirazione anche al Nome della Rosa. Loro sono proprio i monaci Benedettini del Nome della Rosa. (C’è anche una citazione diretta quando loro dicevano che “copiavano dei manoscritti di cui probabilmente nemmeno capivano il senso” sono cose che vengono fuori anche nel Nome della Rosa.
Ho sentito la necessità di inserirli non tanto per un riferimento religioso quanto culturale: i monasteri erano i luoghi preposti alla conoscenza e alla sua conservazione. E sono i luoghi da dove provengono e a cui sono collegati i due personaggi maschili più importanti della Saga: Acrab e Kyllen.

- SOFFERENZA E SOLITUDINE SONO I DUE TEMI CENTRALI DELLA SAGA DEL DOMINIO. CI SONO ANCHE ALTRI SOTTOTEMI CHE POTREMMO ANALIZZARE QUI INSIEME?

Io penso che sia innanzitutto l’opera di destrutturazione della povera Myra che all’inizio del libro è, tutto sommato, un personaggio abbastanza chiuso in sé stesso, completo. Lei crede di sapere “chi è” o perlomeno si è “costruita” in un certo modo, ha trovato il suo posto nel mondo ed è più o meno soddisfatta. Però poi intervengono degli elementi che la costringono a rivedersi completamente e tutta quanta la Saga è sostanzialmente questo: La perdita di tutti quanti i punti di riferimento che lei ha. Inoltre mi interessava raccontare di questo rapporto “malato” tra due persone che sono strettamente interdipendenti e che hanno costruito la loro vita l’uno sull’altro. Sembra una cosa più evidente in Myra che ha avuto come centro della sua vita, per tantissimo tempo, Acrab, ma in realtà è vero anche per Acrab perché anche la sua dipendenza da Myra è molto forte. 

Sono soli tutti e due. Non riescono a liberarsi di questa dipendenza di cui soffrono, si fanno del male reciprocamente.
Questa è una cosa che può verificarsi anche nei rapporti “padre-figlio” madre-figlia”. Il rapporto tra Myra e Acrab ha tantissime sfumature, però c’è anche il rapporto “padre-figlia” in qualche modo visto che lui è molto più grande di lei, l’ha presa quando era bambina. Io quello che vedo è che è effettivamente un rischio che si può correre quando si è genitori: considerare un figlio come una tua creatura, una porzione di te. Il rischio maggiore che può correre un genitore o almeno che io in particolare sento di correr e dal quale cerco di distaccarmi il più possibile. Dobbiamo riuscire a capire che un figlio è “un’altra persona”, quindi  Non bisogna mai dimenticare che il compito di un genitore è quello di “assistere” alla crescita di un figlio, allo sviluppo della sua personalità. Ovviamente dai molto di te in questo processo di crescita ma è comunque un’altra entità che ha un suo percorso. 
Ovviamente questa cosa non si verifica tra Acrab e Myra da momento che lui la considera proprio una sua creatura, un suo possesso esclusivo,  e anche lei stessa si è sentita così per molto tempo

- …E INFATTI NON RIESCE A STACCARSI DA LUI ANCHE NEI MOMENTI PIU’ BRUTTI, ANCHE QUANDO SCOPRE DI ESSERE STATA TRADITA NEL PEGGIORE DEI MODI…

Quando tu hai costruito te stessa intorno a una cosa poi anche quando ti rendi conto che le cose non stanno nel modo in cui hai sempre creduto è comunque difficilissimo staccarsi. Nel caso di Myra ancora più difficile perché lei non aveva altri punti di riferimento. Mi interessava analizzare questo aspetto della crescita: cioè momento in cui devi staccarti dai tuoi “maestri”, dai tuoi genitori e devi trovare la tua strada e costruirti come persona da sola. Questo è fondamentalmente il percorso di Myra che è simile infondo a quello di altri miei personaggi che l’hanno preceduta.
Probabilmente perché i miei libri sono principalmente dei romanzi di formazione. Raccontano la crescita delle persone.

- ANCHE KYLLEN E’ UN PERSONAGGIO CHE HA DEI PUNTI DI RIFERIMENTO CHE ALL’IMPROVVISO PERDE, PERò ALLO STESSO TEMPO E’ PIU’ VELOCE DI MYRA NEL RITROVARE LA SUA STRADA. PUOI PARLARCI UN PO' DI QUESTO PERSONAGGIO?

Kyllen ha anche una storia meno tragica di quella di Myra alle spalle quindi è relativamente più facile per lui. E’ indubbiamente un personaggio più “risolto”. Anche lui ha avuto i suoi maestri ma li ha abbandonati molto presto, anche sbagliando, lui sa di aver sbagliato, ma era necessario ad un certo punto allontanarsi da Aylenna. Paradossalmente, anche grazie alla sua esperienza, è quello che capisce meglio Myra; anche meglio di Acrab. Kyllen è quello che ha capito dove Myra vuole andare, dove deve andare ed è pronto ad accompagnarla e ad aiutarla a compiere la sua missione.

- VERSO LA FINE DEL “FUOCO DI ACRAB” C’E’ UN GRANDISSIMO COLPO DI SCENA CHE MI HA FATTO VEDERE ACRAB SOTTO UNA NUOVA LUCE. MI SONO CHIESTA AD UN CERTO PUNTO SE NON FOSSE LUI STESSO UN MAGO. PUOI AIUTARCI A CAPIRE MEGLIO QUESTO ASPETTO? 

Acrab ha una profondissima conoscenza di quella che è la magia dei Camminanti, ma anche quella dei Puri. Nello specifico e in riferimento all’epsodio finale a cui tu accenni, Acrab ha sotto il suo controllo un Puro e grazie a lui riesce a realizzare i suoi incantesimi, ma non è direttamente un Mago ma grazie al suo Sapere sa sempre quali incantesimi usare al momento opportuno.

- C’E’ SPERANZA, ALLA FINE, ALMENO PER MYRA? HAI L’ARTE DEL “MAINAGIOIA” DENTRO DI TE… PERCHE’ VUOI SEMPRE FAR SOFFRIRE COSì TANTO I TUOI PERSONAGGI? SEI DAVVERO UN PO’ “CATTIVELLA” CON LORO. QUANDO SCRIVI SEI DISTACCATA O TI LASCI COINVOLGERE?

Sì, è vero. Ne sono consapevole.
E quando scrivo sono molto distaccata. Se la storia richiede una cosa io vado dove mi guida la storia. Poi non so… magari sarò una sadica dentro, però la sofferenza per le morti dei personaggi è in qualche modo gratificante. Soffri, ma è una sofferenza catartica; perciò mi piace stimolare questa sensazione nel lettore perciò se un personaggio deve morire… muore!

- SENZA PIETA’….

(Ride…) Sì! C’è stato un tempo, all’inizio della mia carriera, per esempio alla morte di Laio, in cui ero triste. Ma adesso no. Sono davvero implacabile: chi deve morire, muore!

L’ANNO SCORSO CI HAI RACCONTATO DELLE TUE SERIE TV PREFERITE E DI COME TI INFLUENZANO E TI ISPIRANO NELLA SCRITTURA. C’E’ QUALCHE NUOVA SERIE CHE QUEST’ANNO TI HA APPASSIONATA O CHE TI STA ISPIRANDO NUOVI LAVORI? QUALI SONO I PROGETTI A CUI STAI LAVORANDO?
Sono i due libri conclusivi della Serie di Pandora e quella del Dominio. 
Ho altre due cose in ballo che però sono “altre cose” rispetto al mio solito ma ancora non c’è niente di concreto. O almeno così dirò fin quando non usciranno, perché in realtà ci sto già lavorando. Ma ancora non c’è niente di certo. E non posso svelarvi niente sul fatto che qualche Serie Tv possa aver ispirato questi nuovi progetti. (Ride)

- SE DOVESSI CONSIGLIARE AD UN LETTORE SULLA QUARANTINA CHE NON HA MAI LETTO NIENTE DI TUO CON QUALE DELLE TUE SAGHE GLI CONSIGLIERESTI PER COMINCIARE?

Senza dubbio il Dominio, perché è l’ultima che ho scritto e sono anche particolarmente soddisfatta di come è venuta. Secondo me, finora, è la cosa migliore che ho fatto, perciò consiglierei assolutamente questa, anche è per quella con delle tematiche un po’ più mature. 

- INVECE PER UN ADOLESCENTE?

Pandora, probabilmente. Lo so che sto dicendo gli ultimi ma è perché sono quelli che mi sono più vicini come scrittura e che mi sono vicini come tematiche. Inoltre per l’adolescenza Pandora va bene perché mi sono ispirata tantissimo alla mia adolescenza per scriverlo. Infondo credo di essere ancora adolescente o almeno penso che la mia adolescenza non sia mai davvero finita. Trovo giusto, per certe cose, rimanere sempre bambini: nella passione per le storie, nella passione per la vita in generale.





La Saga del Dominio


Recensione QUI







Il bello di esser letti e Le lettrici impertinenti vi salutano e vi danno appuntamento alla prossima follia libresca!

CIAO

venerdì 27 ottobre 2017

recensione: LA SAGA DEL DOMINIO. IL FUOCO DI ACRAB di Licia Troisi

Sangue per sangue.
Fino all'ultima goccia


In un romanzo epico, spettacolare e meravigliosamente complesso dal punto di vista psicologico specialmente per ciò che si cela tra le righe, proseguono le avventure di Mira, Maryanne e Kyllen nel Dominio. Ora che hanno scoperto la verità più importante e che il passato ritorna prepotentemente portando a galla pezzo dopo pezzo le ultime tessere per completare il complicato puzzle progettato da Acrab, devono solo restare uniti e capire come compiere il proprio Destino ed, ovviamente, non sarà affatto semplice.  

opinione di Sanguebud

"Un tempo giungerà un guerriero dal sangue impuro,
temprato da mille battaglie, che il Sangue purificherà.
Del sangue avrà il colore, della neve il candore.
Non si svelerà fin quando non avrà varcato la Porta del Cielo,
ove il suo sangue a Sangue mescolerà
in singolar tenzone contro il Guardiano.
Dalla morte riemergerà,
coorti di spiriti lo accompagneranno,
e a egli solo, senza vincolo di Sangue,
fino alla morte obbediranno.
Vestito dei suoi poteri, con la Lama Bianca sceglierà:
la distruzione nella Luce,
o la fine di ogni schiavitù."

Ho aspettato con ansia per un anno intero - esattamente dal momento in cui ho chiuso Le Lame di Mira - di poter leggere Il fuoco di Acrab ed ora, dopo mille emozioni e il cuore in tumulto (e un po' ammaccato), posso dire con certezza di essere caduta nella stessa identica trappola: sono già qui ad aspettare ardentemente il terzo libro che, molto probabilmente, concluderà questa magnifica Serie. 
Non ho parole per descrivervi la bellezza di questo romanzo, e di questa Serie in generale: le parole le ha trovate tutte la maestosa Licia Troisi che con la sua consueta eleganza, maestria e inventiva ci regala una storia pregna di contenuti e un'eroina, Myra, e un antagonista, Acrab, assolutamente indimenticabili.

"Tu sei la ragazzina senza voce che si è battuta
come un leone nell'arena, e sei diventata la giovane donna
che quella voce l'ha recuperata.
E' stato grazie a un uomo che non meritava la tua fiducia,
ma a volte i nemici ci aiutano di più
di quanto non facciano gli amici."

Come si evince dalla copertina e dal titolo del romanzo Acrab diventerà un vero e proprio protagonista. Dopo le rivelazioni di cui eravamo stati spettatori nelle Lame di Myra in questo secondo volume il suo personaggio si staglierà ben definito davanti ai nostri occhi in tutta la sua grandezza ma anche in tutta la sua fragilità per via di quello che via via apprenderemo riguardo il suo passato. Il romanzo, diviso in tre parti, ci permetterà di andare davvero a fondo nella sua figura e nella sua complessa personalità sia perché lui si lascerà andare in più occasioni mostrandoci la sua "vera faccia" ma anche perché verrà pian piano ricostruita la sua storia, il suo passato: dalle origini all'adolescenza, fino alla maturità e all'assunzione del suo ruolo di comando per inseguire e perseguire, sacrificando ogni cosa ed ognuno, al suo Scopo.

Due dei leitmotiv che abbiamo incontrato già nel primo romanzo - la sofferenza e la solitudine - ritornano in questo secondo volume con ancora più incisività e potenza.
E lo fanno in svariate occasioni, in una continua danza tra passato e presente, ammantandosi sempre più di significato e forza, lasciando presagire un futuro in cui, purtroppo saranno altrettanto presenti.
Forse non ci sarà pace, non ci sarà sollievo, non ci sarà redenzione né per Myra né per Acrab e forse sono proprio queste due le cose cha hanno maggiormente in comune: sofferenza e solitudine.

Geniale da parte dell'autrice la costruzione del rapporto tra i due, così intimo, così simbiotico, così complesso... Geniale la sua genesi e la sua evoluzione. Geniale perché permette all'autrice di analizzare tante sfumature che non sono soltanto funzionali alla storia ma entrano nella coscienza del lettore stimolandolo a riflettere e trovare tra le righe diverse chiavi di lettura. Fra loro sembra essere sempre presente un filo che li unisce, impossibile da spezzare.

"Aveva bisogno di lei per così tante ragioni
e in così tanti modi che gli era difficile persino spiegarlo.
Myra era al tempo stesso la pietra angolare
e il punto debole della sua strategia,
era ciò da cui dipendeva ogni cosa."

Acrab è senza dubbio, ai miei occhi, un personaggio estremamente affascinante: un fantastico e fantasioso "Leonardo Da Vinci" erudito e geniale nelle sue invenzioni, nei suoi macchinari. Uno stratega ossessivo e ossessionato, maledetto dal suo destino e dalla sua storia. In qualche modo fa innamorare anche il lettore con la sua ambiguità; facile capire come sia Myra che Gotin ne rimangano così ammaliati, affascinati dalla sua determinazione, dal suo essere visionario; facile capire come e perchè possano essergli devoti. Ma l'altro suo lato, altrettanto forte e devastante è la sua spietatezza, la sua crudeltà nel raggiungere il fine, calpestando tutto e tutti pur di raggiungere il suo scopo. La sua facilità nel mentire.

Con tutto ciò dovrà fare i conti Myra. E il prezzo è davvero molto, molto alto.
Perchè non una sola volta dovrà farne le spese: proprio con lui, l'uomo che le ha dato così tanto ma che le ha anche tolto tutto. Sempre. Ogni qualvolta ne abbia avuto l'occasione.
La famiglia, il padre, la libertà, la verginità, l'amore.

Quella di Myra è una spirale di sofferenza, di tragedia, di incertezza...
Un viaggio non più alla scoperta della verità ma un viaggio alla scoperta di sè stessa e del suo posto nel mondo quello che dovrà affrontare ne Il fuoco di Acrab. 
Ma non sarà sola: ancora una volta, al suo fianco e tra mille peripezie, ci saranno Kyllen che si mostrerà un personaggio bellissimo, dalle mille sfaccettature e Maryanne che nel proseguimento di questa avventura acquisterà sempre più spessore e fiducia in sé stessa, rivelandosi determinante e risolutiva in più di un'occasione.

Sinceramente avrei davvero tanto da scrivere, da analizzare con voi.. questo è un libro - anzi una Saga nella sua interezza -  stupendo e pieno di spunti. Ma non posso non menzionare due aspetti: quello antropologico e sociale che Licia è riuscita ad inserire grazie ad un world-building estremamente dettagliato, "studiato" e complesso. In un'Europa "fantastica" e post-glaciale completamente reinventata, esistono popoli ben definiti, con una loro identità e una lingua propria che sono funzionali alla storia e alla comprensione dei difficili equilibri sociali realmente esistenti.
Vengono affrontati temi di grande importanza e sempre attuali.

Semplicemente strepitoso!

Voto: 5 stelline

l'Autrice


Nata a Roma nel 1980, Licia Troisi è l'autrice fantasy italiana più venduta nel mondo, grazie allo straordinario successo delle "Saghe del Mondo Emerso", della "Ragazza Drago"e dei "Regni di Nashira", tutte pubblicate da Mondadori. Laureata in astrofisica con una tesi sulle Galassie Nane, collabora con l'Università di Roma Torvergata come astrofisica. Per Mondadori nel 2015 ha pubblicato anche "Dove va a finire il cielo" il suo primo libro di divulgazione scientifica.

Noi del Il bello di esser letti abbiamo avuto occasione di incontrarla personalmente alla scorsa edizione del Lucca Comix & Games e intervistarla per voi. Potete leggere la nostra bella chiacchierata cliccando QUI.

Le Opere

Cronache del Mondo Emerso

1 - Nihal della Terra del Vento
2 - La missione di Sennar
3 - Il talismano del potere

Le storie perdute
Le creature del Mondo emerso

Le Guerre del Mondo Emerso

1 - La setta degli assassini
2 - Le due guerriere
3 - Un nuovo regno

Guerrieri e creature

Leggende del Mondo Emerso

1 - Il destino di Adhara
2 - Figlia del Sangue
3 - Gli ultimi eroi

La Ragazza Drago

1 - L'eredità di Thuban
2 - L'albero di Idhunn
3 - La clessidra di Aldibah
4 - I gemelli di Kuma
5 - L'ultima battaglia

I Regni di Nashira

1 - Il sogno di Talitha
2 - Le spade ribelli
3 - Il sacrificio
4 - Il destino di Cetus

Pandora

1 - Pandora
2 - Il risveglio di Samael
3 - L'erede di Gavriel

La Saga del Dominio

1 - Le Lame di Mira   (recensione qui)
2 - Il fuoco di Acrab

Il libro

editore: Mondadori
genere: Fantasy
pagine: 330
prezzo: 19.00 euro
Rilegato
eBook: 9.99 euro

Trama

Myra ha creduto al sogno di Acrab, il condottiero che sta abbattendo uno dopo l'altro i regni del Dominio delle Lacrime. Ha creduto alla possibilità di un mondo senza schiavi, senza regnanti crudeli e maghi spietati, dove esseri umani ed elementali potessero vivere liberi e in pace. Per questo è diventata la guerriera più abile dell'esercito ribelle, per questo le sue lame a forma di mezzaluna hanno falciato nemici e sparso sangue, per questo ha rinunciato a tutto quello che non fosse guerra, combattimento e morte. Adesso, però, Myra ha capito che Acrab le ha mentito. Che è stato lui a uccidere suo padre e che l'ha salvata dall'arena e cresciuta come una figlia solo per usare il suo potere di Liberatrice. Dopo aver incontrato l'elementale che protegge la spada sacra di Phylaitek, Myra ha infatti scoperto di essere l'eroina destinata a cambiare il mondo, esattamente quello che Acrab vuole. Aiutata dai suoi nuovi compagni di viaggio, il mago Puro Kyllen e la giovane schiava Marjane, Myra intraprende così un nuovo viaggio attraverso il Dominio delle Lacrime alla ricerca del proprio destino, spazzando via guerrieri e mostri che cercano di sbarrarle la strada. Ma se riuscirà ad arrivare ad Acrab superando le sue difese, sarà in grado di uccidere l'uomo di cui è segretamente innamorata?

martedì 28 marzo 2017

Esce oggi: CHI STA MALE NON LO DICE di Antonio Dikele Distefano

Non limitatevi a  chiedere "come stai"? a chi amate sul serio, perché chi sta male non lo dice 


La novità di Mondadori di oggi, 28 marzo,  è il  nuovo romanzo di Antonio Dikele Distefano, Chi Sta Male Non Lo Dice.

Un libro che parla di diversi temi molto forti e complessi: l’essere di colore, figli di immigrati, nati in Italia ma percepiti come diversi dai coetanei, la mancanza di orizzonti e di prospettive dei giovani; la droga. Una storia romantica e malinconica raccontata attraverso gli occhi dei due protagonisti Yannik e Ifem. Antonio racconta queste cose con grande sensibilità e grande delicatezza.

Seguite questo link per vedere un video in cui l'autore stesso racconta il suo romanzo.


Trama
Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall’Africa per “na Poto”, l’Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po’ più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l’amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. “Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri” le ripete continuamente. Ma pian piano quell’amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un’ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno  una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel –, ma poi si porta via tutto. Chi sta male non lo dice non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita. 

L'Autore
Antonio Dikele Distefano ha ventiquattro anni e ha origini angolane. Ha pubblicato con Mondadori i romanzi bestseller Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti? (2015) e Prima o poi ci abbracceremo (2016). 

 Il Libro
  
Editore: Mondadori Chrysalide
Prezzo:€ 12,00 
Pagine: 168    
Data pubblicazione: 28 marzo 2017        
                 

mercoledì 16 novembre 2016

anteprima: CARVE THE MARK di Veronica Roth


Soffocai un gemito. Sapevo di quale futuro parlava Ryzek:
regnare su Thuvhe, oltre che su Shotet, sconfiggere i nostri nemici,
essere riconosciuto dall’Assemblea
quale sovrano legittimo del nostro mondo.
Ma il fato incombeva minaccioso su di lui 
tanto quanto ora opprimeva Akos,
e il suo fato diceva che Ryzek avrebbe capitolato
davanti ai nostri nemici invece di conquistarli.
Gli serviva un oracolo se voleva evitare una tale rovina.
E ora ce l’aveva.
Desideravo quanto mio fratello che gli shotet fossero riconosciuti come nazione invece di essere considerati un’accozzaglia
di incivili riottosi.
E allora perché il dolore, che mai si placava,
del mio donocorrente andava crescendo a ogni istante?
«Io...» Eijeh fissava il coltello in mano a Ryzek.
«Io non sono un oracolo.
Non ho mai avuto una visione, non posso… non è possibile...»

editore: Mondadori
genere: Distopico Sci-Fi YA
pagine: 600
prezzo: 15.90 euro
Rilegato
eBook: 9.99 euro

17 GENNAIO 2017

In contemporanea mondiale, grazie a Mondadori, arriverà anche in Italia il nuovo romanzo distopico sci-fi di una delle autrici più amate, grazie alla sua trilogia Divergent. Veronica Roth torna con una storia che, sono sicura, farà di nuovo centro e ci farà provare forti emozioni: due popoli in lotta tra loro; due ragazzi su fronti opposti che dovranno decidersi se aiutarsi o distruggersi; poteri sovrannaturali tutti da scoprire per un nuovo mondo fantastico tanto affascinante quanto inquietante...
Prima di lasciarvi alla trama vi ricordo che Carve the Mark, I Predestinati è già in pre-order su tutti i principali siti on-line.
E che, se volete saperne di più, a questo link potete leggere alcune pagine in anteprima - la traduzione del capitolo 7 - da cui ho tratto la citazione in incipit, messe a disposizione dalla Mondadori.

Trama

In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un “donocorrente”, ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui. Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi. Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l’unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l’ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro...

E voi?!? Siete ansiosi di leggere questa nuova storia? Io l'ho già ordinato! 

martedì 15 novembre 2016

recensione: AL POSTO TUO. Due ragazze. Un'identità. di Michelle Painchaud



Non sono Erica. Svanirò misteriosamente nella notte insieme alla Surprise e non tornerò mai più. Non sono vera. Sono l’ombra di una ragazza morta. Un’ombra non ha amici. Una ragazza morta non prova rimorso.

Opinione di Blacksophia

Quando ho letto la trama di questo libro sono rimasta subito affascinata dall'idea di una protagonista alle prese con uno sdoppiamento di personalità, mi è sembrato un romanzo con una trama originale e molto intrigante che in effetti non ha deluso le mie aspettative.  Leggendolo ho avuto l’impressione di entrare nella mente della protagonista, una ragazza di 17 anni che è stata adottata e cresciuta da Sal, un uomo freddo e calcolatore che vive di truffe e furti e che le ha fatto sia da padre che da maestro per prepararla a diventare lei stessa una truffatrice. Una preparazione quella di Violet durata quasi tutta la vita. Violet è stata preparata a impersonare un’altra ragazza, ad essere lei fisicamente, a ragionare come lei. Erica Silverman è stata rapita quando aveva quattro anni e da allora tutti la cercano, una cittadina intera segue questa triste vicenda che vede coinvolta una ricca famiglia di Las Vegas.  Prima di Violet altre false Erica si sono presentate alla porta dei Silverman ma sono state tutte presto smascherate. Violet no, il piano di Sal è stato progettato nel modo più dettagliato possibile, nessuno può essere in grado di dimostrare in tempi brevi che quella ragazza è Violet e non Erica. L’obiettivo finale della truffa è la Surprise un quadro di inestimabile valore che si trova in casa Silverman protetto da un codice segreto che Violet deve scoprire per poter aprire la cassaforte che lo custodisce. Una volta preso il quadro Erica scomparirà e Violet riacquisterà la sua identità.  Violet riesce ad entrare nel cuore della signora Silverman a conquistare il suo affetto e la sua fiducia ma la cosa che non ha considerato sono i suoi sentimenti. Violet non vuole deludere l’uomo che l’ha cresciuta, portare a termine la missione e diventare la più grande truffatrice da quel lato del Mississippi sono i suoi unici obiettivi ma per raggiungerli deve far soffrire molte persone. Entrare nel mondo di Erica fingendosi lei dopo un po’ la destabilizza, la sua vera identità scalpita per venire fuori ma allo stesso tempo quella vita le piace, essere una ragazza normale che va a scuola, si fa degli amici e riceve l’amore di una mamma le piace e pian piano che passa il tempo l’idea di ferire le persone che la circondano diventa insopportabile.

Mi guardo le mani, che tremano. Quella era Erica, solo lei. Mi è balzata fuori dagli occhi come un cane ribelle, il mio controllo inutile come un guinzaglio di filo interdentale. Se non è Erica a venire fuori, è Violet. Dov’è finita la mia felice via di mezzo? Quel terreno neutro che ero io, su cui potevo stare senza sentirmi una pazza che vive una doppia vita? Quel terreno mi si sta sbriciolando sotto i piedi. Cede come sabbia, come cemento crepato da un terremoto. Solo un altro po’. Devo resistere solo un altro po’.

Tutto ciò che ha adesso Violet è basato su una bugia, gli amici, il ragazzo di cui si è innamorata e la sua famiglia sono legati ad una falsa lei, ad un’Erica che non esiste più e che non tornerà mai. Fra i suoi nuovi amici c'è Taylor, forse l’amica più vera di Violet. Taylor è una ragazza dark, dai modi tutt'altro che gentili che tutti evitano ma che è sincera e diretta. Lei dubita dell'identità di Erica fin da subito e non ne fa mistero, nonostante i suoi modi bruschi instaura una sorta di amicizia con Erica/Violet che è resa più vera proprio dalla consapevolezza che quella è una Erica fasulla. Interpretando Erica, Violet inizia a voler bene a tante persone ma sa che le dovrà lasciare, che quella vita non le appartiene. In molti soffriranno una volta che Erica se ne andrà ma più di tutti ne soffrirà la signora Silverman, una donna distrutta dalla scomparsa della sua bambina che vuole disperatamente credere che quella ragazza sia la figlia perduta, perché è stanca di soffrire, è stanca di vivere nell'incertezza e perché è felice con quella ragazza vicina. Io ho provato una forte empatia con questa donna e per questo una parte di me ha sperato fino all'ultimo che la sua bambina fosse ancora viva anche quando fin dall'inizio ci viene svelato qual è stata la sua sorte. Anch'io come la signora Silverman volevo disperatamente che quella fosse Erica. L’ elemento più originale del romanzo è Violet, la sua doppia identità così ben costruita, i suoi pensieri i dubbi i sensi di colpa la rendono un personaggio autentico e complesso che è riuscito a sorprendermi. Fino all'ultimo non si hanno certezze sulle sue intenzioni ma si capisce che qualcosa dentro di lei è cambiato, essere Erica in un certo senso le fa conoscere meglio anche sé stessa, i suoi desideri e i bisogni che fino a quel momento erano stati soppiantati da un unico desiderio, quello di compiacere Sal. 
L’aspetto che mi ha più turbata del libro è stato la somiglianza a fatti realmente accaduti, purtroppo storie di bambini scomparsi da un giorno all'altro esistono davvero e sono l’incubo peggiore per ogni genitore, me compresa. Nonostante questo, mi sento di consigliare questo romanzo interessante, originale e coinvolgente, un bell'esordio per questa giovane autrice.

L'autrice


Michelle Painchaud ha ventiquattro anni, è nata a Seattle ma è cresciuta alle Hawaii. Ama gli anime, i gatti e le storie travolgenti di adolescenti. Vive in California, a San Diego. Questo è il suo primo romanzo.


Il libro

Editore: Mondadori Chrysalide
genere: romanzo psicologico
data pubblicazione: 20 settembre 2016
Pagine: 276
prezzo ebook: 6,99€
prezzo cartaceo: 17,00€


Trama

Erica Silverman fu rapita all'età di quattro anni. Da allora nessuno l'ha più vista. Sono passati tredici anni, ma i suoi genitori multimilionari non hanno mai smesso di cercarla, e non hanno badato a spese per farlo. Poi, il miracolo accade. Erica ricompare. Ha diciassette anni ora. Anni interi della sua vita sono stati cancellati. È molto provata e arrabbiata. E deve imparare di nuovo chi è e da dove viene. Ma c'è un particolare, di cui quasi nessuno è a conoscenza: lei non è Erica Silverman. Violet è la figlia adottiva del più grande truffatore di Las Vegas. Ha passato la sua intera esistenza a prepararsi a vestire i panni di una ragazza che non ha mai conosciuto. Ha lo stesso gruppo sanguigno di Erica, e, grazie alla chirurgia plastica e all'inganno, anche la sua stessa faccia, il suo stesso corpo e il suo stesso DNA. E poi conosce ogni dettaglio della vita dei Silverman, così come è perfettamente in grado di simulare i sintomi del disturbo post traumatico da stress che le servirà per ingannarli. Perché il piano agghiacciante di suo padre ha uno scopo ben preciso: farla rimanere abbastanza a lungo a casa Silverman per rubare un quadro leggendario di loro proprietà. Ma una volta entrata a far parte, per la prima volta nella sua vita, di una vera famiglia, qualcosa in Violet inizia a incrinarsi. Quando la tua vita è stata plasmata sulla manipolazione e l'inganno, il rischio inevitabile è di perderti nelle tue stesse bugie.

lunedì 7 novembre 2016

INTERVISTA A LICIA TROISI - Lucca Comix&Games 29 ottobre 2016

Grazie alla Mondadori e alla splendida Anna Da Re in occasione della cinquantesima edizione del Lucca Comix & Games abbiamo avuto la possibilità e l'onore di intervistare privatamente la Regina italiana del Fantasy per ragazzi: la leggendaria Licia Troisi.
Con un gruppo ristretto di blogger, amiche anche nella vita, abbiamo potuto fare una bella chiacchierata per scoprire la nuova Saga del Dominio appena nata dalla penna di Licia e scoprire qualcosa in più sul suo mondo, sul suo lavoro e sui suoi interessi. Con grande simpatia e la consueta gentilezza e il brio che la contraddistinguono, Licia non si è tirata mai indietro e ha risposto a tutte le nostre domande che abbiamo cercato di riassumere in questo post che, speriamo, vi piacerà!





Com'è nata l'idea che ha dato vita alla Saga del Dominio? Che tipo di ricerche per costruire un racconto come questo?

L'idea iniziale da cui è nato il romanzo è stata il freddo.
Tutto è partito da un progetto secientifico di cui avevo sentito parlare che ipotizzava di "acchiappare" un asteroide e portarlo in orbita intorno alla Luna per studiare e prendere dei minerali. Dunque io da questo spunto ho immaginato cosa potrebbe succedere se questo asteroide si schiantasse sulla Terra dando vita ad una specie di Era Glaciale. Il freddo è tutto ciò che è rimasto da queste elucubrazioni e l'idea di partenza. Dopodiché mi sono immaginata una specie di "Europa alternativa" del passato in cui ci sia una sorta di epoca glaciale, in cui il ghiaccio e il freddo occupano grande spazio. Specialmente nella parte a nord del territorio.


Da questa idea è nato poi, pian piano, tutto il resto.
Ho voluto creare un mondo molto più complesso, ricco e caotico rispetto a quelli dei precedenti romanzi. Una sorta di Europa immaginaria in cui spariscono i confini e in cui ho cercato di dare una lingua, un etnografia, una religione, usi e costumi a tutti i popoli che si trovano all'interno del Dominio.  Se si guarda la cartina disegnata nel romanzo si potrà notare come non esistano dei veri e propri Confini ma come si sviluppino i vari elementi geografici (Montagne, Valli, Mari) e come ad ogni zona corrisponda un preciso popolo con i suoi usi e costumi e una propria lingua che mi sono divertita ad inventare prendendo ispirazione dalle lingue che effettivamente si parlano nel nostro mondo, storpiandole un po'. Non essendo una linguista non ho voluto prendermi troppe libertà nell'invenzione lasciandomi ispirare dalle lingue già esistenti. Soprattutto il tedesco.

Quanto hai impiegato a scriverlo tutto?

Da quando ho avuto l’idea iniziale e ho cominciato a buttare giù tutti gli appunti fino a quando poi effettivamente è stato scritto,  è passato un anno e mezzo / due. La mera scrittura credo abbia preso più o meno sei mesi. (Anche perché l’ho scritto tre volte ed è stata una cosa per me abbastanza lunga).

Di tutte le tue eroine forti valorose e determinate ce n’è una a cui vorresti assomigliare di più o in cui ti identifichi di più?

In realtà no. Non c'è nessuna in particolare a cui vorrei assomigliare perchè in loro tendo a mettere tante delle mie debolezze perciò mi assomigliano soprattutto nei difetti.
C'è un aspetto ridondante in tutte le mie eroine, che torna tutte le volte e in qualunque mia opera: la forza fisica che contemporaneamente si sposa alla fragilità emotiva, psicologica. Forse solo Sophie e Pan sono un pochino diverse. Questo può dipendere dal fatto che anche io all'esterno vengo percepita come una persona sicura di sè e tranquilla ma solo perchè fingo bene; invece dentro c'è il casino più totale... Sto cercando di porre rimedio e mettere un argine a questo fatto! LOL 
Però questo dualismo e questa contrapposizione tra fragilità interiore e forza esteriore mi piace molto e forse è per questo che la faccio tornare sempre nei miei libri. Mi piace la contraddizione nei personaggi, soprattutto sul piano fisico e interiore.
Probabilmente anche questa è una cosa autobiografica. Io, per esempio, dieci anni fa sono dimagrita 20 chili quindi sono cambiata molto anche fisicamente ed evidentemente questo fatto di non sentire, all’epoca, una corrispondenza tra come mi sentivo io dentro e il mio aspetto esteriore viene fuori all’interno dei miei romanzi attraverso i miei personaggi.
Però, nell'ispirazione dei miei personaggi femminili, credo di aver attinto molto anche a Caska di Bersek uno dei personaggi femminili che amo di più perché secondo me ha proprio questa caratteristica di essere una combattente molto molto forte, se la vede anche con gli uomini tranquillamente, però è anche molto fragile dal punto di vista psicologico e questa contrapposizione mi è sempre piaciuta.

Che fonte di ispirazioni hai per creare i costumi le usanze e le armi dei personaggi delle tue storie? Quanta inventiva e quanta rielaborazione di ricerche che fai?

Non te lo so dire direttamente perché quando scrivo ci finiscono dentro tutte le cose che mi hanno colpito e ci finiscono in modo inconscio, quindi non ti saprei dire ogni singola parte da dove viene, sono molto visiva quando scrivo, dentro la mia testa mi vedo scorrere il film di quello che succede. Credo però che la fonte di ispirazione principale sia proprio per l’estetica fantastica, viene soprattutto dai fumetti anche certi movimenti soprattutto nelle battaglie vengono da qualcosa che ho letto nei fumetti o ho visto negli anime.
Ad esempio ad un certo punto, non ricordo in quale libro credo proprio nelle cronache un personaggio blocca una lama con il piede ed è una scena famosissima di Berserk un certo punto Griffith il co-protagonista che batte il protagonista saltando sulla sua lama e bloccandola. Quindi credo che soprattutto venga fuori dai manga perché l’estetica delle armi e delle armature la trovo estremamente curata, molto più curata di quanto accada nel fumetto occidentale o almeno in un modo che a me piace di più. 

Con il Fantasy ti distacchi da quello che è il tuo lavoro e dai tuoi studi accademici. L’anno scorso abbiamo avuto il piacere di vederti di scrivere di un argomento che è il tuo, come ti sei sentita a scrivere di una cosa che ti appartiene profondamente nella vita di tutti i giorni e cosa hai ricevuto dai lettori che ti hanno apprezzata anche da questo punto di vista?

E' stato molto bello perché è una cosa che volevo fare da tanto tempo. Ho iniziato a fare divulgazione astronomica più o meno contemporaneamente a quando ho iniziato i primi libri al quarto anno di fisica. Mentre stavo preparando gli esami di indirizzo, il professore del laboratorio di astronomia mi propose di lavorare al museo di astronomia presso l’osservatorio di cui era il direttore e da lì iniziai a fare divulgazione astronomica oralmente e mi è sempre piaciuto tantissimo, più che fare scienza, e visto che mi stavo rendendo conto che la mia carriera stava andando più verso la scrittura che verso l’astronomia volevo trovare un modo per conciliare le due cose: l’aspetto narrativo e l’astronomia.
E’ stato complicato all’inizio perché dovevo trovare la mia voce, un modo di esprimermi in questo nuovo campo, perché avevo fatto divulgazione solo oralmente. Avevo scritto sul blog ma un libro deve avere un tono diverso.  E’ stato divertente e alcune persone mi hanno detto guarda che ci piaci di più come divulgatrice che come scrittrice di narrativa! :-)

C’è una serie tv a cui sei particolarmente legata?

Probabilmente Lost perché è stata la prima che mi ha aperto questo mondo delle serie tv questa nuova ondata nella quale siamo ancora immersi. Anche perché quando lo guardavo me lo sognavo la notte! Feci persino la Lost Experience, un gioco interattivo su internet con una miriade di siti dove cercare gli indizi…  Poi, alla fine, come è finito non mi è piaciuto probabilmente gli sceneggiatori avevano solo l’idea del mistero e non sono riusciti a tirare le fila della storia ma resta comunque che è stata una Serie bellissima e i singoli episodi sono stupendi.  (A parte qualcuno come quello in cui spiegano i tatuaggi di Jack su cui nessuno si era mai fatto domande! LOL) Adesso mi sto appassionando a Vikings. E' uno spettacolo!! Una serie in cui si picchiano tantissimo e la trama va velocissima.  

A cosa stai lavorando in questo momento?

Sto scrivendo il terzo libro della Serie di Pandora.  Saranno quattro ,quindi è il penultimo, però succede un botto di roba e il problema è riuscire a tenere insieme tutte queste cose che succedono.

Sempre ambientato a Roma?

Sì, sempre Roma e dintorni. Un pezzettino scritto ai Castelli, dove vivo io, e forse stavolta ci metterò una cosa vista in un'altra città ma farò finta che sia a Roma! Ho visto una cosa a Parigi e da quando l’ho vista ho pensato di metterla nel libro! Siccome c’è una cosa simile a Roma penso che la adatterò perché sembra proprio fatta apposta per le atmosfere di Pandora. Ma ancora non lo so con certezza.
Non parlo mai troppo delle cose che sto scrivendo perché poi a volte cambiano e non le troviamo più nella stesura finale.

Quando inizi una serie hai già un’idea generale che va dall’inizio alla fine o la crei in corso d’opera?

Cerco di sapere sempre tutto. L’inizio la fine e il filo principale li conosco fin dal principio. Poi scrivo anche i dettagli, ma questi spesso cambiano perché un conto è farsi in testa la trama poi quando inizi a scriverla è diverso e ti rendi conto se una cosa non funziona oppure no; ma comunque mi serve avere quello schema per sapere a che punto sono e cosa deve succedere dopo.
Ho sempre pensato che un libro è una specie di viaggio e lo scrittore è il tuo Cicerone e lui la strada la deve sapere altrimenti ci perdiamo tutti, però non tutti gli scrittori lavorano così e si lasciano trascinare dalla storia.

Per il personaggio di Acrab a chi ti sei ispirata?

La prima idea di lui è venuta fuori con Leonardo Da Vinci del telefilm “Da Vinci’s demons”: personaggio pazzo e inventore. Contemporaneamente volevo un uomo con un obiettivo di conquista, quindi un Alessandro Magno. Acrab è un mix tra i due.


Il rapporto fra Acrab e Myra. Il legame fra loro all’inizio sembra più di tipo genitoriale: Acrab ha un atteggiamento quasi paternalistico e poi diventa quasi amoroso.  E’ stata una mia impressione il fatto che all’inizio lui sembrasse una mera guida e dopo invece c’è questo coinvolgimento o se è proprio come volevi far evolvere il loro rapporto?

All’inizio avevo pensato che il loro rapporto dovesse essere estremamente complesso, tanto che anche la componente amorosa dovesse essere presente. Ma mi ero fatta dei problemi perché sembrava di essere sul filo dell’incesto poi mi sono resa conto che la storia tirava in quella direzione. Tantissime cose del modo in cui Acrab vede Myra sono state aggiunte successivamente alla prima stesura mi rendevo conto che era quella la direzione, perché mi intrigava di più un rapporto del genere perché alla fine questo libro parla dei rapporti un po’ malati fra genitori e figli.
Malati in tanti sensi perché io sono diventata mamma e mi sono resa  conto di quanto bello sia questo amore tra madre e figli ma anche quanto pericoloso può essere perché è una cosa assolutamente totalizzante. La prima cosa che pensi quando diventi genitore è che  tu vuoi una tua copia. Tendi a pensare di voler costruire una persona... ma poi però passa il tempo e ti rendi conto che questa cosa è giustamente impossibile perché hai a che fare con un’altra persona; un altro individio. La puoi aiutare; le puoi dare parte di te; però poi quella persona giustamente si farà il suo percorso e questo lo devi accettare.
Ma molta gente questo non lo accetta e io volevo raccontare proprio questa cosa.

Le cover dei tuoi romanzi sono tutte spettacolari! Intervieni personalmente nelle scelte degli illustratori e grafici?

No, in linea di massima lascio il campo libero a loro. La copertina è un fatto editoriale e mi affido alla casa editrice che ne sa più di me. Io le vedo e do un giudizio. Qualche volta  abbiamo cambiato qualcosa, come ad esempio la cover della versione economica di Pandora, all’inizio troppo infantile rispetto a come l’avevo immaginata.
Le cover a cui ho lavorato di più sono quelle nuove delle “Cronache del mondo emerso” dove abbiamo dei ritratti dei personaggi, dove ho dato molte indicazioni.

Qual è la prima persona che legge i tuoi romanzi?

Mio marito. Lo legge un po’ per volta. Dopo di lui tocca al mio editor.

Come scegli i nomi dei personaggi?
In genere li prendo dai nomi delle stelle, anche Myra è una stella.
Gli altri personaggi provengono da nomi storpiati, molti anche solo perché mi piace il suono.

Hai mai riletto un libro dopo averlo pubblicato?

No. Primo perché quando c’è il momento della correzione delle bozze devo leggere tutto il libro in una giornata, una cosa davvero devastante e praticamente cominci a odiarlo. Secondo perché è definitivo, se trovo qualcosa che non mi piace non posso più cambiarle e mi arrabbio. Devo dire che dovrei smettere di adottare questa politica perché comincio a non ricordarmi bene i miei primi libri. Fortuna che c’è Wikipedia!

Quali libri leggi? 

Di tutto. Sto leggendo un fantasy al momento: “Il colore della magia” di Terry Pratchett.
Prima di questo ho letto “Le solite sospette” di John Niven (autore di "A volte ritorno"); un libro meraviglioso e comico. 

Che rapporto hai con la musica? 
La musica può essere fonte di ispirazione, ma non la ascolto quando scrivo perché mi distrae. 
Ascolto rock-metal melodico. I Muse sono il mio gruppo preferito. E poi mi piace Lady Gaga, perché la sua eccentricità mi ricorda me stessa. Mi piace come persona e per via della sua voce. E per il percorso artistico che ha fatto.


Grazie infinite a Licia Troisi che ci ha dedicato un'ora del suo tempo tutta per noi e ad Anna Da Re che ha reso possibile questo indimenticabile incontro.






QUI la mia recensione a Le lame di Myra,
primo volume della Saga del Dominio.