Fare la recensione di un libro che ti è piaciuto così tanto, come a me è piaciuto questo, è molto difficile. Uno perché temo di non riuscire a far arrivare tutto quello che merita, due perché rischio di diventare stucchevole a forza di complimenti. Inizierò con un avvertimento, attenzione a quando lo iniziate. Non fate come la sottoscritta che dopo una giornata in cui non riusciva a trovare il momento giusto, lo ha fatto dopo una serata in pizzeria. Volete sapere com'è andata a finire? Che alle tre e mezza del mattino, arrivata a metà libro, ho dovuto trovare la forza di chiuderlo e riporlo sul comodino! Adesso dovrei trovare un aggettivo che riesca a comunicarvi un mio giudizio sul libro e l’unico che renda l’idea di ciò che provo è STUPEFACENTE. E posso usare questo termine sia come aggettivo che come sostantivo maschile, perché come una sostanza stupefacente il libro è “capace di determinare artificiosi stati di benessere, ma nell'uso ripetuto provoca dipendenza e assuefazione”. Ecco è così che mi sento ora, mi mancano i protagonisti, e sopratutto mi manca la sensazione di benessere che ho provato leggendo. Certo starete pensando che è solo una storia d’amore, ma cosa c’è di più bello dell’amore quando è raccontato così bene da provocare forti emozioni?
Il titolo del libro è Un altro giorno ancora, e vi giuro che mentre lo leggevo, quando il finale si stava avvicinando io pensavo solo: ti prego un’ altra pagina ancora!
opinione di Balcksophia
Disarmo la sfiga, limitando il numero di persone che mi possono ferire. Da quando ho messo in pratica questa regola, la vita fa meno paura.
