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venerdì 27 gennaio 2017

BLOGTOUR GIORNO DELLA MEMORIA 27 GENNAIO 2017




Nel giorno della Memoria partecipiamo a un blogtour in cui vi consiglieremo, insieme ad altre blogger,  libri e film dedicati all'olocausto. Vi parleremo anche di storie che riguardano le nostre città per testimoniare quanto la persecuzione al popolo ebraico fosse presente anche nel nostro paese. Sono convinta che sia importante non dimenticare, perché il tempo non può e non deve cancellare una pagina così buia della storia dell'Europa. Le nuove generazioni devono conoscere e capire l'atrocità che l'uomo ha compiuto con l'olocausto perché sia chiaro a tutti a cosa può portare l'odio razziale e sopratutto perché non si ripeta.


Inizierò parlandovi di Firenze e di una storia per anni dimenticata, che è stata riportata alla luce il 29 gennaio 2009 in occasione proprio del giorno della Memoria. Vedete la bella villa della foto? Si tratta di Villa la Selva, situata nel comune di Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze. Quello che oggi è un lussuoso complesso residenziale sui colli fiorentini, è stato dal Luglio 1940 al luglio 1944 un campo di internamento civile, in cui venivano raccolti anti-fascisti, oppositori al regime e gli ebrei stranieri che non avevano ottemperato al decreto di espulsione conseguente alle leggi razziali del 1938. La villa era stata requisita al suo legittimo proprietario, l'ebreo Silvio Ottolenghi già emigrato in Palestina. Si trattava di un campo di internamento maschile con circa duecento posti letto, i cui prigionieri vivevano in precarie condizione igenico ambientali. Dall'otto settembre 1943 il campo divenne uno dei campi di concentramento della Repubblica di Salò dove venivano rinchiusi gli ebrei prima di essere trasportati al campo di Fossoli, in Emilia, e da lì poi deportati nei lager nazisti in Germania.
Onestamente non conoscevo il passato di questa villa e sono rimasta molto stupita dal fatto che oggi sia stata trasformata in un complesso residenziale, quasi a voler cancellare il suo funesto passato. Fortunatamente la sua storia è stata riportata alla luce dalla figlia di uno degli internati, che ha ritrovato il diario del padre e un album fotografico, importanti testimonianze della vita nel campo. Così Matilde Jonas ha scritto un libro, La Saga Delle Colombe, edito da Passigli Editori, che ci aiuta a non dimenticare le spesso poco evidenziate persecuzioni razziali in Italia. Nel gennaio 2009 davanti alla villa è stato inaugurato un cippo commemorativo in ricordo degli internati e delle vittime del lager fiorentino. 

Il Libro

Titolo: Un Giorno Solo Tutta La Vita
Genere: Romanzo storico
Editore: Piemme
Pagine: 309
Prezzo ebook: € 6,99
Prezzo cartaceo: € 8,93
Il libro sull'argomento che vi consiglio è Un Giorno Solo Tutta La Vita un bellissimo romanzo storico ispirato a un fatto realmente accaduto che ci fa rivivere tutta l’atrocità dell’olocausto attraverso il racconto dell’amore fra un uomo e una donna che la guerra ha separato fisicamente ma che non si sono mai dimenticati. Un libro per tutti ma che consiglio particolarmente ai giovani perché possano apprendere tutta la ferocia della Shoah  attraverso la storia delle persone che l'hanno vissuta. In questo romanzo c'è tutto quello che i libri di storia non riescono a trasmettere.  Lenka la protagonista femminile di questo romanzo spesso si interroga su quello che le sta accadendo intorno, vede il suo mondo sgretolarsi piano piano ma non immagina ciò che l’aspetta, non crede alle voci sui campi di concentramento perché le sembra impossibile che si possa arrivare a tanta crudeltà. Lenka non è poi così diversa da noi, ha avuto un’infanzia felice e agiata in una bella città come Praga, con una famiglia unita e felice, con una grande passione e talento per la pittura e con un amore bello e romantico. Una vita perfetta e serena ma proprio quando l’emozione per il primo amore è da poco entrata nella sua vita le cose iniziano a cambiare e tutte le libertà che aveva date per scontate le vengono tolte una dopo l’altra.  La vita diventa dura ma è pur sempre vita finché non arriva la deportazione e allora tutto ciò che viene dopo non si può più chiamare vita. Attraverso il racconto agghiacciante di Lenka entriamo nel lager nazista, viviamo le sue angosce, l'incredulità fino all'ultimo che l'uomo possa essere una tale bestia con i suoi simili e la voglia, nonostante tutto l'orrore, di lottare per la sopravvivenza.  Lenka e Joseph si sono amati di un amore puro ed eterno, la guerra li ha separati ma quando ormai le loro vite stanno per giungere al termine il destino li ha fatti rincontrare come se volesse loro concedere un ultimo ballo. 


L'Autrice
Alyson Richman  vive a Long Island, New York. Ha pubblicato quattro romanzi, tradotti in quindici paesi, molto apprezzati dal pubblico e dalla critica. A fare di lei un’autrice bestseller è stato Un giorno solo, tutta la vita, un vero successo del passaparola. Il suo prossimo libro sarà ambientato ai tempi della Resistenza in Italia, paese cui è particolarmente legata.


Il Film
Il film che vi consiglio  è  Train de Vie, una  tragicommedia in cui convivono comicità, dramma e malinconia, che riesce a ironizzare allo stesso tempo su ebrei, tedeschi e i comunisti.  L'autore del film è riuscito ad affrontare il tema della Shoah in un modo del tutto insolito, facendo un ritratto caricaturale di tutti i personaggi che risultano grotteschi e surreali grazie all'esasperazione dei tratti tipici della loro cultura, lasciando volutamente la crudeltà del genocidio ai margini della storia. 
Il racconto di Train de vie inizia come una favola con "c'era una volta" e si conclude con un doppio finale che arriva diretto come un pugno allo stomaco e che sembra dirci che  le favole non esistono, esiste solo la storia e quella non si cambia.

Titolo originale: Train de vie
Paese di produzione: Francia, Belgio, Romania
Anno: 1998
Durata: 103 min
Genere: commedia, drammatico
Regia: Radu Mihăileanu
Soggetto: Radu Mihăileanu

Trama
TRAIN DE VIE un film francese del 1998. E' la storia di un villaggio ebraico dell'Europa dell'Est, siamo  nel 1941 quando Shlomo un membro della comunità, avvisa i suoi compaesani che nei villaggi vicini gli ebrei stanno venendo deportati dai militari nazisti. Il consiglio degli anziani decide allora di organizzare un finto treno di deportazione in cui ogni membro della comunità avrà un ruolo, alcuni impersoneranno i militari nazisti altri i deportati, lo scopo è quello di raggiungere la Palestina passando per l'Unione Sovietica.  La comunità inizia così i preparativi per la partenza, chi si dedica a cucire i costumi, chi si occupa della messa in funzione del treno, chi si prepara ad impersonare i militari nazisti cercando di parlare tedesco senza l'accento yiddish. 
Presto nascono diversi problemi all'interno della comunità, dove ogni membro si sente troppo coinvolto nel proprio ruolo dimenticando l'appartenenza allo stesso villaggio. E' così che prendono vita una serie di buffi litigi fra finti deportati, finti ebrei convertiti al credo comunista e finti ebrei-nazisti. Il lungo viaggio per la salvezza sarà pieno di difficoltà e più volte rischieranno di essere scoperti dai veri nazisti. 


"Dio esiste, Dio non esiste: che importanza ha? Vi siete mai chiesti se l'uomo esiste? Dio creò l'uomo a sua immagine... È bello: Schlomo a immagine di Dio. Ma chi l'ha scritta questa frase nella Torah? L'uomo. Non Dio, l'uomo. L'ha scritta senza modestia, paragonandosi a Dio. Dio forse ha creato l'uomo, ma l'uomo, l'uomo, il figlio di Dio, ha creato Dio solo per inventare se stesso... L'uomo ha scritto la Bibbia per paura di essere dimenticato, infischiandosene di Dio... Noi non amiamo e non preghiamo Dio, ma lo supplichiamo. Lo supplichiamo perché ci aiuti a tirare avanti: cosa ci importa di Dio per come è?, ci preoccupiamo solo di noi stessi. Allora la questione non è solo sapere se Dio esiste, ma se noi esistiamo."
Il Regista
Mihăileanu nasce a Bucarest da una famiglia ebraica. Il padre, Mordechai Buchman, di professione giornalista, dopo essere riuscito a fuggire da un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale, cambiò legalmente nome in "Ion Mihăileanu" affinché le sue origini ebraiche restassero celate e, quindi, non divenisse vittima delle discriminazioni attuate dal regime comunista di Ceaușescu, instauratasi nel paese alla fine del conflitto. Nel 1980, la famiglia Mihăileanu riesce a trasferirsi in Israele. Qui Radu vive per alcuni anni insieme ai suoi genitori, facendo la spola fra Israele e Parigi, in Francia, dove è studente presso l'Institut des hautes études cinématographiques. Una volta diplomatosi, Radu si trasferisce definitivamente nella capitale francese. Train de vie è il secondo lungometraggio di Radu Mihaileanu.
Come è egli stesso ad affermare: "L'umorismo come ebreo, è ciò che mi ha fatto sopravvivere, che ha salvato la nostra vita e la nostra memoria".

Vi lascio con un test che, se ne avete voglia, vi aiuterà a capire quanto siete informati sull'argomento.





domenica 29 maggio 2016

UNA DELIZIOSA PASTICCERIA A PARIGI di Laura Madeleine

Con cautela se lo avvicinò alla bocca. Lo annusò aspirando a fondo, godendosi il profumo ricco di burro e zucchero. Affondò i denti a un’estremità e la bocca gli si riempì di dolcezza, la crema al cioccolato soffice e liscia sulla lingua. Subito dopo arrivò la botta amara del cacao, irresistibile e ammaliante. Non somigliava a nient’altro che avesse mai assaggiato, era una sferzata di gioia per i sensi. Con tutte le sue forze cercò di salvarne un pezzo, anche un solo boccone, per dopo, per ricordarselo meglio, ma alla fine scomparve anche quello.


Un romanzo che racconta una storia d'amore dal sapore antico ambientata nella splendida cornice della Parigi dei primi del novecento.
Un alternarsi fra epoche diverse per arrivare alla soluzione di un mistero: quale segreto ha turbato per l'intera vita la coscienza  di J.G. Stevenson?
Sua nipote Petra è decisa a scoprirlo ad ogni costo.


Opinione di Blacksophia

Osservando la copertina del libro e il suo titolo mi aspettavo un romanzo più leggero e maggiormente incentrato sull'aspetto romantico della storia invece ho trovato una storia intensa con ambientazioni e personaggi descritti con cura ma che non riesce a far emergere il lato passionale del racconto. Il romanzo è diviso in due periodi temporali che si alternano, da un alto abbiamo il racconto ambientato nella Parigi del 1910 dall'altro siamo trasferiti nella Londra di fine anni '80.
È il 1988 quando Petra Stevenson dottoranda in storia all'Università di Cambridge invece di dedicarsi alla stesura della sua tesi di ricerca decide di scavare nel passato di suo nonno  J.G.Stevenson un importante storico da poco scomparso. Lo scopo di Petra è quello di salvare la memoria di su nonno che il noto biografo Simon Hall sta cercando di infangare sostenendo di essere a conoscenza di un presunto scandalo che lo coinvolse in gioventù. 
Anche Petra ha trovato degli indizi che le hanno fatto sospettare che ci fosse qualcosa nel passato del nonno che lo aveva tormentato per tutta la vita. Le indagini di Petra partono da una foto scattata a Parigi nel 1910 e da una lettera in cui suo nonno chiedeva perdono a qualcuno. Mentre da un lato abbiamo i difficili progressi di Petra nella ricerca della verità dall'altro prosegue il racconto del giovane Guillaume du Frère di Bordeaux che nel 1910, recatosi a Parigi per lavorare come operaio nelle ferrovie, incontrò casualmente una giovane donna Jeanne Clermont che cambiò per sempre la sua vita. All'inizio non è facile intuire il collegamento fra le due storie poi man mano che il racconto prosegue scopriamo che il nonno di Petra si trovava a Parigi in quello stesso periodo e che  la sua strada incrociò quella dei due giovani innamorati ma dovremo attendere la fine per capire quale fu il suo ruolo nella loro vicenda amorosa. 
L’amore fra Guillaume e Jeanne è un amore impossibile in quel periodo storico, lei è la figlia borghese del proprietario  di una delle più belle pasticcerie parigine, lui è l’ultima ruota del carro un operaio povero e sudicio che non dovrebbe neppure guardarla.
Guillaume viene trattato dai borghesi come non fosse neppure un essere umano, disprezzo e pregiudizio sono gli unici modi in cui lo guarda la parte benestante della città. Lui però non si arrende, vuole emergere dalla fogna in cui si trova e l’idea di stare vicino a quella ragazza dagli occhi azzurri gli da la forza per farlo. Grazie ad una serie di eventi fortuiti Guillaume riesce ad entrare a lavorare come apprendista chef alla pasticceria Clermont, avrà così la possibilità di stare più vicino a Jeanne e imparare un mestiere che lo affascina. Fra i due giovani nasce lentamente un amore clandestino, loro appartengono a mondi completamente diversi ma sono accomunati dalla voglia di affermare la propria personalità e sfidare così le regole imposte dalla società dell’epoca. Intanto nel 1988 Petra Stevenson sembra entrare in un vicolo cieco dopo l’altro, le sue ricerche non portano a niente di concreto ma inizia a capire che suo nonno ha in qualche modo interferito nella vita di Guillaume e ha passato anni a chiedere il suo perdono. La vita di Petra è un disastro la sua carriera universitaria appesa ad un filo ma ormai nulla le importa più del riscattare la memoria del nonno.
 Non svelerò altri particolari della trama vi dico solo che alla fine Petra riuscirà a far luce nella vita di suo nonno e nella sua, questa esperienza le farà capire quale direzione prendere per il futuro sia professionale che privato.
L’aspetto che più ho apprezzato di questo romanzo, aldilà dei personaggi ben costruiti e delle ambientazioni perfettamente descritte, è stata la capacità dell’autrice di trasportarmi da un piano temporale all'altro senza creare confusione ma anzi lasciandomi spesso sul più bello nel passaggio dal passato al presente.
L’unica cosa che mi è mancata è la passione nel raccontare il rapporto fra Jeanne e Guillaume.
Si percepisce che si tratta di un grande amore ma io non sono riuscita a viverlo. Devo dire che però non so quanto questo aspetto fosse importante per l’autrice che invece è molto brava a far arrivare al lettore altre emozioni. Io in particolare ho provato molta rabbia e frustrazione per l’ingiustizia sociale, per il modo in cui viene trattato Guillaume che è solo un ragazzo che cerca di aiutare la sua famiglia con il duro lavoro e che commette l’unico errore di innamorarsi di una ragazza che appartiene ad un’altra classe sociale e per questo viene trattato come uno dei peggiori criminali.
I sentimenti di Guillaume sono veri è un ragazzo che chiede solo la possibilità di dimostrare quanto vale, è un personaggio che ho amato nonostante l’ingenuità e l’impulsività delle sue azioni. Anche Jeanne è una ragazza forte e determinata che ha voglia di emancipazione, si sente relegata in un ruolo che non ama ma che l'appartenenza alla borghesia parigina le impone. Anche per quanto riguarda la vita amorosa di Petra ho avuto l’impressione che avesse un ruolo marginale, mentre mi sono sentita molto coinvolta quando racconta delle frustrazioni relative alla sua carriera universitaria e della rabbia nei confronti di chi vuole distruggere il ricordo di suo nonno, quando parla dei suoi sentimenti per Alex il coinvolgimento non c'è stato, il loro rapporto viene appena accennato come fosse messo lì per fare da contorno a tutto il resto.
In conclusione questo è un libro con una bella trama, dei personaggi descritti con maestria, così come le ambientazioni, una storia romantica un po' rétro senza particolari slanci passionali.


L'autrice


Dopo aver passato molti anni della sua infanzia a recitare in teatro, Laura Madeleine ha studiato letteratura inglese a Cambridge.
Una deliziosa pasticceria a Parigi è il suo romanzo d’esordio, anche se Laura scrive già per diversi blog e riviste online.
Il libro

Editore: Piemme
Genere: Conteporary Romance
Pagine: 324
Prezzo ebook: € 9.99
Prezzo cartaceo: € 18.50

Trama
Una famosa pasticceria. Uno scandalo senza precedenti.Un grande amore che ha superato ogni barriera.Parigi, 1909. In una stradina appartata c'è un luogo dove, a ogni ora, il profumo che si sente nell'aria è quello di zucchero a velo e crema pasticcera. La Pâtisserie Clermont è la più elegante della città, famosa per le vetrine colorate di macarons e per la gentilezza di Jeanne, la figlia del proprietario. Eppure Jeanne, dietro le apparenze di ragazza tranquilla e sorridente, ha un segreto. Un amore proibito che non può confessare a nessuno. Quando ha visto per la prima volta Guillaume du Frère, un ragazzo di Bordeaux arrivato in città per guadagnarsi da vivere come ferroviere, è stato per caso. Da allora i due non si sono più staccati, pur sapendo di non avere alcun futuro. Fino a che un terribile tradimento ha svelato a tutti il loro amore, e li ha separati, forse per sempre.Ai giorni nostri, Petra è una studentessa di storia a Cambridge, che sta studiando la vita di suo nonno, un importante storico, e si imbatte in una strana lettera a sua firma. Datata 1910, la lettera è indirizzata a un certo G. Du Frère, e chiede una cosa sola: perdono. Petra scoprirà così la storia di Jeanne e Guillaume, e la parte che vi ebbe suo nonno, gettando luce su quello che avvenne davvero.E lo farà andando a Parigi, innamorandosi a sua volta, e parteggiando sempre per quei due amanti del secolo scorso che volevano solo vivere la loro vita insieme.

martedì 10 maggio 2016

TI AMO MA NIENTE DI SERIO di Anna Chiatto



Un concentrato di ironia e saggezza, un romanzo con cui non si smette mai di ridere e di sognare, fino all'ultima pagina. Un libro solare e divertente perfetto per l'estate e per farvi tornare il buon umore se siete tristi.


Un viaggio. Ecco cos’è quella roba che chiamano amore.
Non uno di quelli che organizzi nei dettagli, in anticipo e calcolando le condizioni del meteo della parte del mondo dove vuoi arrivare.
La fregatura è che non decidi niente, scegli, se ti va bene, il compagno, poi da lì in poi è un’incognita. Hai a disposizione solo la formula “roulette”: paghi la caparra e fino all’ultimo non sai quando comincerà e dove ti manderanno. Nessun rimborso del biglietto se non sei soddisfatto.
Sai solo che stai partendo per l’inesplorato con il cuore gonfio di speranza. Controlli se hai chiuso il gas, se hai preso il passaporto, se hai messo l’avviso automatico alle mail, fai il segno della croce e vai.

Io l’ultima volta sono partita in barca. Senza remi. Un completo naufragio, e non mi hanno manco lanciato una ciambella per rimanere a galla


Opinione di Blacksophia

Questo libro mi ispirava ancora prima di leggerlo un po’ per la trama e un po’ per quello che ho letto della sua autrice, una donna con uno spiccato senso dell’umorismo e che in questo romanzo ha messo molto di se e della sua vita.
Dopo averlo letto vi posso dire che non sono affatto delusa anzi l’ho trovato superiore alle mie già rosee aspettative. Quello di Anna è un romanzo in cui non si smette mai di ridere e sognare, non solo una storia d’amore, non solo romanticismo, in questo libro ho trovato molto di più.
Ho trovato delle vere e proprie perle di saggezza sul matrimonio, ho trovato un forte incoraggiamento a credere nei propri sogni  e che si può essere ricchi anche con il conto in banca quasi vuoto quando si fa ciò che ci piace.
Mi sono divertita molto a leggere le avventure della vita di Emma giovane wedding planner napoletana che dopo alcune delusioni d’amore ha deciso di chiudere il suo cuore e dedicarsi ad organizzare i più romantici e fantasiosi matrimoni altrui. Emma lavora insieme al suo migliore amico Simone, un ragazzo stupendo che le vuole bene la incoraggia e la sostiene nei momenti difficili. Lei vive e lavora a Roma dove si è trasferita giovanissima per inseguire il suo sogno lasciando a Napoli una mamma apprensiva  e una nonna simpatica e molto moderna nonostante i suoi ottant'anni. L'altro uomo importante nella vita di Emma  è suo fratello, un giovane e affermato chef che nonostante viva a Bali le è sempre vicino.
Il romanzo ci porta nella mente della protagonista e insieme a lei entriamo nell'organizzazione dei matrimoni e assistiamo a  tutte le follie romantiche che le chiedono i suoi clienti. Non mancano gli imprevisti dell'ultimo minuto che rendono difficile e stressante un lavoro apparentemente facile e divertente.  Durante un matrimonio in stile medievale Emma   incontra un misterioso e affascinate uomo che le entrerà di prepotenza nei pensieri. Lei che non si lascia emozionare dal romanticismo, che non vuole più cadere nelle trappole dell'amore inizia a vacillare ogni volta che il destino mette lo Straniero sulla sua stessa  strada.

E poi ripenso a lui. A quegli occhi e l’aria sorniona. Non l’ho sognato, vero? Giurerei di averci parlato davvero. Ci ho parlato sul serio. Deve essere reale. Magari ho così bisogno di un nuovo amore che visualizzo le persone, come i bambini che fuggono dalla realtà e condividono i giochi con qualcuno che non esiste. Ecco! Forse io ho il “principe azzurro immaginario”. Appare, mi seduce, poi mi invita a cena e passo il resto della vita con lui che non mi farà mai soffrire.
Non mi metterà il cuore in un frullatore per farne una centrifuga. Non mi tradirà, non mi dirà bugie, non mi lascerà per rimettersi con l’ex velina con le gambe più lunghe della capitale dopo che IO l’ho reso migliore.

Emma cercherà senza successo di resistere all’affascinante  Paco e dopo vari incontri casuali fra loro inizia una bella relazione, un'intesa perfetta ma dietro la perfezione si nasconde un segreto. Quando anche il  lavoro ha finalmente imboccato la via del successo ecco che arriva la svolta che non ti aspetti e tutto sembra compromesso.Tradimento è la parola che ora Emma sente distruggerle il cuore, un doppio tradimento dalle persone su cui aveva riposto la propria fiducia. Ancora lacrime e delusione per Emma che dovrà trovare in se la forza di andare avanti e farsi valere ma anche quella di perdonare.
Io ho adorato ogni personaggio presente in questo romanzo e più di tutti la sua protagonista ironica e forte, sempre sull’orlo di una crisi di nervi ma pronta a non lasciarsi travolgere e ritrovare la forza per risolvere i problemi.

 Quelle come me.
Che si emozionano a ogni prima volta.
Che hanno un sogno nel cassetto. E un’altra decina nella scarpiera.
Che cercano un sorriso di riserva.
Che basta un gesto per conquistarle e uno sguardo per innamorarsi.
Che hanno il coraggio di dire, e mai quello di stare zitte.
Che non vogliono la commedia romantica ma la favola quotidiana.
Che non devi dire “bella” ma “brava”.
Che hanno sempre qualcosa da raccontare, e che devi sempre stare a sentire.
Che lottano per una giusta causa o vanno via per una altrettanto giusta.
Che quando le trovi sei un po’ fortunato e un po’ fottuto.

Non posso fare a meno di consigliarvi questo libro e sono sicura che anche voi ci troverete molto di più di una storia romantica, sono sicura che riderete e vi emozionerete che alla fine sarete felici di aver condiviso i sogni di Emma.

L'AUTRICE

Anna Chiatto femmina, napoletana e del cancro.  In altre parole un uragano potrebbe prendere il suo nome.
Dice che esistono gli scrittori e quelli che raccontano storie. Lei, ha sempre una storia da raccontare.  Lascia il suo paesino in provincia di Napoli  ad appena diciotto anni e gira il mondo.  Oggi vive a Roma,  l'unica città capace di adottatarla.
Dice sempre quello che pensa. E poi lo scrive nel suo blog "Tutti lo pensano ma io lo dico."
Le cose di cui non riesce a fare a meno sono tre: la sua nonna,  i grassi saturi,  viaggiare.
Organizzatrice di eventi e wedding planner, con un trascorso nel meraviglioso mondo dell’editoria.

Il suo romanzo d'esordio: Ti amo ma niente di serio è stato pubblicato ad Aprile 2016 da Piemme.

IL LIBRO
Editore: Piemme
Genere: Contemporary romance
Prezzo: 17,50€ cartaceo, 9,90€ Ebook
Pag.324

La Trama

Emma non crede nell’amore. Forse perché in passato si è preso gioco di lei più di una volta e l’ha convinta a non cadere mai più nelle sue spire. Decisa a fare carriera, l’unica cosa che conta davvero, ha pensato di trasformare la sua visione cinica e razionale dei sentimenti in un punto di forza e, soprattutto, in una professione: la wedding planner.
Certo l’apprendistato non è stato facile, alle dipendenze di un pazzo affetto da manie di grandezza che con l’intento di “formarla” le ha fatto pagare bollette, ritirare i vestiti in tintoria, comprare sonniferi nel cuore della notte e assecondare ogni bisogno di Fru e Fru, i suoi deliziosi chihuahua. Ma ora che Emma si è messa in proprio, il sogno sembra quasi divenuto realtà. Lavora senza sosta, esaudendo i desideri delle spose con le richieste più svariate: dal matrimonio medievale a quello vegano, dall’armatura alle slitte trainate da cavalli sulla sabbia, il tutto condito da un’unica, immancabile e falsissima frase: «Vorrei che fosse una cosa semplice».
Emma, però, non ha calcolato che nella sua vita apparentemente perfetta e priva di coinvolgimenti emotivi possa arrivare un uomo misterioso e irresistibile, capace di far desistere il suo fervente credo anti-amore. E forse, per una volta, sarà lei a dover dire qualche sì.


martedì 15 marzo 2016

ANATOMIA DI UN CUORE INNAMORATO di Sara Mengo - GIVEAWAY e INTERVISTA


Non è un mistero per chi ci segue, quanto mi sia piaciuto il romanzo di Sara Mengo dal titolo Anatomia di un cuore innamorato uscito per Piemme lo scorso 12 gennaio per Piemme. ( QUI la mia recensione). Oggi, la dolcissima Sara ha deciso non solo di deliziarci con una sua piacevole intervista ma ci ha scelti come testimonial per mettere in palio due copie autografate del suo libro! Le semplici regole per partecipare le scoprirete alla fine dell'intervista. 


INTERVISTA a Sara Mengo

Sangueblu - Chi è Sara Mengo?
Sara Mengo - Sai, sembra sempre così facile dire chi si è, invece io trovo sia la domanda più difficile a cui rispondere. Sono una persona che si è posta degli obbiettivi importanti nella vita. Credo nei miei sogni e, anche se non sono tutti così facili da realizzare, mi impegno sempre al massimo per riuscirci. Vivo ogni emozione, vivo il mio adesso e cerco di costruire il mio futuro. Di preciso, forse non lo so ancora bene chi sono, ma magari più avanti saprò risponderti meglio a questa domanda.

S. - Descriviti in tre aggettivi
S. M. - Dolce (dicono gli altri), complicata (questo lo dico anch'io), passionale (dipende con chi).

S. - Nella tua presentazione biografica leggiamo che hai due insostituibili passioni: il fonendoscopio e la penna. Quando hai cominciato a scrivere?
S. M. - La scrittura è sempre stata una parte importante della mia vita, nonostante abbia intrapreso studi di carattere nettamente più scientifico che letterario. Diciamo che è diventata una passione insostituibile da quando mi sono resa conto che, per me, rappresenta una terapia: mi ha aiutata moltissimo e mi fa stare bene. Ho iniziato la stesura di questo romanzo dopo la fine di una relazione, dopo una grande delusione d'amore. Ero in una fase difficile da superare, sempre triste, depressa... a tratti rassegnata. La scrittura è il mio rifugio, il mio porto sicuro, quel luogo, per me ormai irrinunciabile, in cui riesco ad allontanare i cattivi pensieri e a creare storie e personaggi che mi aiutano a recuperare il sorriso, quando a volte viene a mancare.
In un certo senso posso dire che la scrittura mi ha salvata.

S. - Tu studi medicina come la protagonista del romanzo, Celeste. C'è qualcosa di autobiografico in questo libro?
S. M. - L'ambiente ospedaliero-universitario fa parte della mia vita, mi è venuto istintivo ambientare la storia in un fittizio ospedale italiano. C'è molto di me in questo romanzo, del mio modo di vedere la medicina e l'amore; Celeste stessa mi somiglia molto per alcuni aspetti del suo carattere, non posso negarlo: è una ragazza romantica, emotiva e determinata a realizzare i suoi sogni. Però no, la storia non è autobiografica ma frutto della mia fantasia.

S. - Sei una grande appassionata di fiction ospedaliera. Sono sicura che i tuoi lettori, ed io per prima, siano curiosi di conoscere il tuo virtuale "dream cast" dei personaggi. hai voglia di raccontarcelo?
(Se hai pensato a qualcuno in particolare).
S. M. - Che bella domanda! Questa non me l'aveva ancora fatta nessuno e sono felice di risponderti. Sì, esiste. Infatti, man mano che scrivevo, pensavo a come potessero essere nella realtà i miei personaggi. Questo è il cast internazionale dei miei sogni, ma mi piacerebbe tanto conoscere anche quello dei lettori!
Giorgio Ferranti: nel romanzo Celeste dice spesso che i suoi capelli le ricordano quelli di Patrick Dempsey in Grey's Anatomy... io credo che a Luca Argentero calzerebbero alla perfezione i panni di un Dottor Stranamore tutto italiano! 
Fabio Zaffiri: Kevin Spacey
Leonardo Compositi: Bradley Cooper
Laura Tagliamonti: Luisa Ranieri
La Regina delle Tenebre: Uma Thurman
Il Professor Tombali: Luca Zingaretti
e infine Celeste: Emily VanCamp.

S. - C'è una canzone - o più di una - che possono aver fatto da colonna sonora al tuo libro durante la stesura? Una sorta di playlist associata al romanzo?
S. M. - La canzone che, in assoluto, rappresenta per me la colonna sonora di questo romanzo è: All of me di John Legend. La adoro e la trovo perfetta. Poi sì, ce ne sono altre, infatti Celeste ogni tanto ha le cuffie alle orecchie e le canzoni che ascolta accompagnano la storia. Per citarne alcune: Fields of gold di Sting, Il mio canto libero di Battisti, Wish you were here dei Pink Floyd, Just breath dei Pearl Jam e molte altre ancora, che incontrerete lungo la lettura.

S. - Qual è il personaggio di cui è stato più divertente scrivere e qual è, se ne esiste uno, il tuo personaggio preferito all'interno del romanzo?
S. M. - Mi sono divertita molto a scrivere di Leonardo. I battibecchi tra lui e Giorgio li rileggo sempre con un sorriso. Per quanto riguarda un personaggio preferito però... no, non ce n'è uno in particolare perchè, in ognuno di loro, c'è una piccola parte di me. Li amo tutti allo stesso modo.

S. - Qual è la cosa che più ti piacerebbe rimanesse impressa nei lettori dopo la lettura del tuo libro?
S. M. - Sai qual è la cosa più bella per me quando incontro i lettori o quando mi scrivono? E' scoprire ciò che li ha catturatiin questo romanzo, ciò che porteranno con sè dopo aver voltato l'ultima pagina. E non è mai la stessa cosa per tutti. Ognuno vive emozioni diverse pur leggendo le stesse identiche parole. Quindi non c'è una cosa in particolare che vorrei restasse impressa, perchè ciò che cattura il lettore in un libro credo sia una cosa molto intima e soggettiva, che varia in base al proprio vissuto e allo stato d'animo che si ha nel momento in cui si legge. Come dice Celeste in Anatomia di un cuore innamorato: "Mi piace capire cosa colpisca gli altri in un romanzo che ho già letto, perchè ognuno interpreta certe frasi a modo suo, le fa proprie e sente quel libro vicino, come un amico fedele che li comprende." Ecco, quello che spero è che i miei lettori possano trovare nel mio libro quel genere di amico, oltre che la fonte di qualche ora di svago, divertimento ed emozione.

S. - Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai in cantiere nuovi romanzi ed altre idee? Possiamo aspettarci un seguito di Anatomia di un cuore innamorato? (Io personalmente spero di leggere ancora di Leo che è uno dei miei personaggi preferiti!)
S. M. - Leo pare sia piaciuto proprio molto, ne sono davvero felice! Come ti dicevo prima, scrivere per me è una terapia e sento il bisogno di continuare a farlo, per cui sì, nella mia mente le idee si rimescolano sempre rapide creando nuove storie e nuovi personaggi. C'è già qualcosa in cantiere, ma non posso ancora anticiparti nulla... dita incrociate! ;-)

S. - Hai un consiglio o un suggerimento da dare a chi vorrebbe diventare scrittrice? E uno invece a chi, come te, vorrebbe diventare un medico?
S. M. - A chi vorrebbe diventare scrittrice, essendo io ancora agli inizi, più che un consiglio posso raccontare la mia esperienza e, in base a questa, spero di essere loro di aiuto. Io prima di questo romanzo non conoscevo nulla del mondo dell'editoria, se non dal punto di vista di una lettrice. Terminata l'ultima stesura del mio manoscritto, ho cercato informazioni nel web scoprendo il mondo delle agenzie letterarie. Ecco, personalmente credo che senza Rossano Trentin, il mio agente (che saluto e che non ringrazierò mai abbastanza), non sarei mai arrivata fino a qui. So che ogni scrittore ha alle spalle esperienze diverse, in base alla mia però, posso dire che trovare un agente letterario che creda nell'autore e nel suo lavoro aiuta molto per far arrivare il proprio manoscritto sulla scrivania dei grandi editori.
A chi sogna di diventare medico... beh, questa più che una professione è un po' una missione. Te lo senti proprio nascere dentro il desiderio di intraprendere questa strada. Una strada non facile, nessuno vi dirà che lo è, ma è una strada che saprà ripagarvi per tutte le ore trascorse chini sui libri di testo. Come dice Celeste: "Questo mestiere è, semplicemente, come tutti i grandi amori: Totalizzante e tormentante, ma così passionale che, senza di lui, lo so benissimo, non potrei mai vivere perchè quel grazie che sento pronunciare da chi - anche per merito di tutte quelle notti insonni trascorse cercando di memorizzare tomi e tomi di informazioni che potessero fare la differenza - ce l'ha fatta a non sedersi più sulla scomoda sedia che sta su quel dannato lato della scrivania, sa ripagare per tutto... infondendomi ancora la speranza di poter diventare un medico degno di questo nome."
Quindi, che stiate desiderando di fare il medico, lo scrittore, il cantante o l'astronauta: qualunque sia il vostro sogno, non mollate mai!

S. - Grazie per essere stata così gentile da risponderci ed essere stata in nostra compagnia.
Grazie a te cara Sara (Sangueblu) e grazie al tuo fantastico blog! E' stato un piacere rispondere alle tue domande! Un forte abbraccio a tutti!





In palio due copie con dedica,
autografate dall'autrice Sara Mengo!

Vincere una delle due copie in palio è molto semplice: siete anche voi degli appassionati delle serie televisive con protagonisti i camici bianchi? Commentate dicendoci qual è il vostro medico preferito delle fiction (italiane o straniere) e perché!
Una copia andrà al commento più simpatico, originale e/o pertinente e verrà scelta da noi del Bello di Esser Letti; l'altra verrà invece estratta a sorte tra tutti coloro che hanno commentato, attraverso il form di Random.org qui sotto.

E' facoltativo condividere il giveaway sui vostri social (direttamente dalla pagina fb del Bello di Esser letti) e "piacizzare" la pagina del blog ma, chi lo farà o ci segnalerà di averlo già fatto, avrà assegnato un ulteriore numero per l'estrazione ed aumentare così le possibilità di vincere. Avete tempo fino al 30 di marzo! 



giovedì 28 gennaio 2016

ANATOMIA DI UN CUORE INNAMORATO di Sara Mengo - recensione

"Tutti dicono che il cervello sia l'organo
più complesso del corpo umano,
da medico potrei anche acconsentire.
Ma come donna vi assicuro che
non vi è niente di più complesso del cuore,
ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi.
Nei ragionamenti del cervello c'è logica,
nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni."
                                                                                     RITA LEVI MONTALCINI


Catturata inesorabilmente già dal prologo, ho divorato Anatomia di un cuore innamorato con un sorriso costantemente stampato sulla faccia. Ve lo giuro... non mi ha mai abbandonato - eccezion fatta per un piccolo e particolarissimo momento in cui invece mi si è appannato lo sguardo per la commozione, insieme alla protagonista Celeste, nel leggere la meravigliosa lettera del Sig. Vincenzo. E quel sorriso è ancora qui, a tirarmi gli zigomi, mentre raduno le idee per potervi parlare di questo libro straordinariamente brillante. Ve lo giuro... è stato amore al primo sguardo, o per meglio dire, amore alla prima riga. La scrittura ironica e vivace di Sara Mengo, così come i personaggi a cui ha dato vita, mi hanno completamente conquistata, regalandomi ore di gioia, spensieratezza e tenerezza, e aprendomi uno scorcio da cui guardare la carriera medico-universitaria non solo da vicino, ma quasi in prima persona, tanto ci si sente partecipi ai pensieri di Celeste e a tutto quello che le capita. Un romanzo assolutamente delizioso, imperdibile per tutte le appassionate di contemporary romance ma anche per tutti quei lettori che ricercano una narrativa frizzante ma con qualcosa in più della "semplice" storia d'amore. Insomma... un romanzo praticamente perfetto che ci mostrerà (e ci ruberà) il cuore; in ogni accezione possibile. 


opinione di Sangueblu

Di rado va come ci aspettiamo che vada.
Per la precisione, mai.

Questa è una delle tante ed incisive frasi - celebri o originali - che vanno ad aprire ogni capitolo del romanzo (adoro i capitoli "col titolo!!)  e ho scelto proprio questa per presentarvi la mia recensione, perché, tra tutte, credo sia la più emblematica a rappresentare Anatomia di un cuore innamorato. Per tutti noi infatti, e nello specifico per Celeste, il cuore è davvero qualcosa di imprevedibile e di insondabile. Nonostante possiamo essere in grado di conoscerne anatomicamente ogni atrio ed ogni ventricolo, il suo modo di "battere" e di "pulsare", ha una vita propria che va ben al di là della mera meccanica. Ha una testa propria. Ragioni proprie.
E continua ad averle anche quando tutto non va secondo i nostri piani o come ci aspetteremmo che sia. Ossia, per la maggior parte del tempo perchè, il più delle volte, la vita non è altro che un grande imprevisto. (...che però, alla fine, ci porta esattamente dove dobbiamo essere!)

Celeste, la ventisettennne protagonista di questa storia, è una studentessa della Facoltà di Medicina a Trieste. Una ragazza intelligente, briosa, autoironica e piena di vita che, insieme al suo gruppo di amici chiassosi e affiatati - il Gruppo del Mercato, come li definirà il professor Zaffiri - vivrà il suo ultimo anno di Università, tra lezioni, tesi e tirocini, facendo i conti non solo con il cuore dei suoi pazienti ma soprattutto con il suo: ballerino, ubriaco, appassionato.
Inizialmente diviso tra due uomini "impossibili" e apparentemente irraggiungibili.... fino a quando succederà un qualcosa (ahimè non posso svelarvi nulla!) che innescherà una serie di eventi, combinati tra loro, che daranno vita ad una storia spassosa e che, nella dichiarata volontà dell'autrice (e ci riesce benissimo) emoziona e fa identificare nei batticuori e nelle lacrime di Celeste i propri innamoramenti e le proprie delusioni d'amore e soprattutto un lieto fine a quella che, credetemi, è una bellissima storia d'amore, di amicizia e di vita.

Ho adorato ciascun personaggio che fa la sua apparizione nella storia: Teresa, Giulia, Paolo, Andy, ma anche Flora, Leonardo, Stefano Carli, il Sig. Pravisdomini. Naturalmente Leonardo, Fabio e, su tutti, Giorgio Ferranti. Nessuno ruberà la scena a Celeste ma ciascuno di loro, a suo modo, avrà dei tratti talmente vividi e precisi da catturare il vostro interesse e la vostra attenzione, conquistando un po' di affetto e simpatia. Ci riesce perfino quello Yogurt scaduto di Laura Tagliamonti che, non solo per il fatto di cambiare "colore" al nome di Celeste con la stessa frequenza con cui cambia il colore delle sue caleidoscopiche scarpe dai tacchi vertiginosi ci strapperà ben più di un sorriso!

Riguardo alla storia d'amore, che apparentemente sulle prime può sembrare un triangolo, non posso sbottonarmi troppo. Posso solo dirvi che Giorgio Ferranti è a dir poco incantevole... e mai scontato. Come accennavo più sopra la vita è davvero imprevedibile e di imprevisti (e di malintesi) ne succederanno tanti e la lettura non sarà mai piatta o banale. Tra baci al buio, ambigue conversazioni in camere mortuarie e piuttosto inopportune confidenze i nostri protagonisti - e noi con loro - non avranno modo di annoiarsi!

Mi sento particolarmente legata a questo libro e forse è anche per questo che l'ho apprezzato tanto. C'è stata, oltre alla dinamica sentimentale, un'altra forma di immedesimazione in cui mi ha coinvolto: mio papà era un medico. E rileggere così, nero su bianco, tutto ciò che concerne l'essere Medico - che non è affatto soltanto una "professione" - e anche rivedere con gli occhi di una studentessa (quasi medico ormai) impegnata in prima linea, tutto quello che c'è dietro l'essere un bravo dottore (cosa costa non solo arrivarci ma anche conviverci tutti i giorni) mi ha toccata profondamente.
Sara Mengo, a sua volta studentessa in medicina nella sua vita reale, analizza con lucida, disincantata ma altrettanto appassionata chiarezza tutto quello che un Medico prova e vive ogni giorno. Un bravo medico, aggiungerei. Insomma... ho rivisto mio padre...
L'ho rivisto col suo camice bianco. Ma me e lo sono immaginato anche ragazzo, durante i suoi studi. Mosso da grandi sogni e nobili ideali: quegli stessi che poi ha messo in pratica, ogni giorno, nella sua vita. L'ho immaginato teso per i difficili esami; emozionato per tutto quello che lo aspettava; pieno di quel coraggio e quella buona volontà che hanno sempre toccato l'anima e il cuore di tutti i suoi pazienti. Ma purtroppo l'ho anche rivisto dall'altra parte della scrivania, come dice Celeste; ho ricordato la sua malattia, il percorso che ha compiuto e la dignità con cui lo ha affrontato, fino al suo ultimo respiro. Auguro a Sara di diventare quel bravo medico che sogna di essere, per entrare nella Vita degli altri e portare quell'aiuto e quella speranza che si percepisce voglia donare al mondo anche attraverso le righe del suo libro.
Le auguro anche però, nel frattempo, di continuare anche la carriera di scrittrice perchè non solo ha ampiamente dimostrato di essere molto brava ma anche perchè non può lasciarci così in sospeso dopo quell'ultima pagina così carica di futuri sviluppi (e conseguenze).

Ringrazio infinitamente la Piemme per avermi fatto questa graditissima, meravigliosa ed altrettanto inaspettata sorpresa quando mi ha fatto portare dal corriere questa piccola perla!
Grazie per avermi fatto conoscere questa fantastica scrittrice che è anche - e soprattutto - una fantastica persona! Cara Sara, abbiamo bisogno di persone come te, in questo mondo!
Evviva tutti quelli che, quando si innamorano, sanno essere sempre degli adolescenti ubriachi!

Quando mi innamorai di lui
era già troppo tardi per tornare indietro.
Avete presente quegli amori folli?
Quelli in cui ci sente in balia della confusione fin dal primo istante?
Quelli che logorano nel profondo e non lasciano dormire la notte,
quelli che portano a fantasticare di giorno
e costringono a strafogarsi di Nutella
per superare lo psico-trauma dell'incertezza di cosa prova l'altro?
Ecco, io mi innamorai in quel modo di un uomo
che non sapevo se potesse essere mio;
eppure decisi ugualmente di lasciarmi cullare
dall'eterna speranza che,
 un giorno, lui mi sarebbe appartenuto.
Decisi testardamente di amarlo,
che ci fosse o meno la possibilità di un lieto fine.

L'Autrice


Nata nel 1986 in provincia di Venezia, vive a Trieste dove studia Medicina e Chirurgia. Dipendente dalle serie TV che hanno per protagonisti i camici bianchi - da ER a Chicago Hope, da Dr. House a Grey's Anatomy - Sara sogna di fare il medico fin da bambina. Inguaribile romantica, adora libri e film che raccontano storie d'amore, correre sul lungomare al tramonto e mettere i propri pensieri nero su bianco. Dice di avere due sole insostituibili passioni: il fonendoscopio e la penna.


ANATOMIA DI UN CUORE INNAMORATO
di Sara Mengo

editore: Piemme
genere: Narrativa - Contemporary romance
pagine: 299
prezzo: 18.50 euro
Rilegato
eBook: 9.99 euro

Trama

Celeste ha ventisette anni e studia medicina. Peccato che tra lei e la laurea si frappongano ostacoli di non poco conto. Primo fra tutti il desiderio di innamorarsi. Sogna l'uomo perfetto e la storia capace di toglierle il fiato, ma è fatalmente vittima di innamoramenti improvvisi e passeggeri, spesso decisamente fuori luogo. Un giorno il suo ideale di uomo sembra prendere le sembianze di Giorgio Ferranti: medico trentacinquenne, ora gentiluomo d'altri tempi, ora seduttore incallito, ora completamente indifferente ai sentimenti altrui; certamente affetto da una curiosa forma di bipolarismo. La storia d'amore con Giorgio, la malsana infatuazione per la carismatica voce del docente di cardiologia, il primario cinquantenne Fabio Zaffiri, e l'amicizia con quattro compagni di studi, apparentemente "indegni di praticare la professione medica", condurranno Celeste nel vivo di una brillante commedia romantica, tra lezioni, insolite ubriacature, fughe a Parigi, confondenti autopsie e ferree gerarchie cui sembra inutile anche solo pensare di ribellarsi. Un'altalena costante tra cuore e ragione, fino ad arrivare al lieto fine (anche se, come sempre accade, tutto diverso da quello che si aspettava).

mercoledì 27 gennaio 2016

GIORNATA DELLA MEMORIA 2016

In occasione della giornata della memoria vi consigliamo tre libri per non dimenticare il passato e riflettere sul presente.


Una storia d’amore ispirata a un fatto realmente accaduto che ci fa rivivere tutta l’atrocità dell’olocausto attraverso il racconto dell’amore fra un uomo e una donna che la guerra ha separato fisicamente ma che non si sono mai dimenticati. Un libro per tutti ma che consiglio particolarmente ai giovani perché possano apprendere tutta la ferocia della Shoah  attraverso la storia delle persone che l'hanno vissuta. In questo romanzo c'è tutto quello che i libri di storia non riescono a trasmettere. Lenka e Joseph si sono incontrati, si sono innamorati e si sono amati di un amore puro ed eterno. La guerra li ha separati ma quando ormai le loro vite stanno per giungere al termine il destino li ha fatti rincontrare come se volesse loro concedere un ultimo ballo. 

L'Autrice
Americana, vive a Long Island, New York. Ha pubblicato quattro romanzi, tradotti in quindici paesi, molto apprezzati dal pubblico e dalla critica. A fare di lei un’autrice bestseller è stato Un giorno solo, tutta la vita, un vero successo del passaparola. Il suo prossimo libro sarà ambientato ai tempi della Resistenza in Italia, paese cui è particolarmente legata.
Editore: Piemme
Genere: Romanzo Storico
Pagine: 309
Prezzo cartaceo: 8,93
Prezzo ebook: 6,99

TRAMA
Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Joseph Kohn scorge tra gli invitati una donna dall'aria familiare. Gli occhi azzurro ghiaccio, l'ombra di un tatuaggio sotto la manica. Il presentimento gli toglie il respiro. Le chiede di mostrargli il braccio; non importa se è scortese, lui deve sapere. La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato. E allora le dice: "Lenka, sono io. Joseph. Tuo marito". Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1939. Lenka e Joseph sono due studenti ebrei, si conoscono poco prima dello scoppio della guerra, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte. Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti Lenka decide di restare, perché non ci sono biglietti a sufficienza per la sua famiglia. Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento. In mezzo all'orrore, fa ciò di cui è capace, dipingere, unico modo per dare colore a ciò che è privato di luce, per dare forma a ciò che non si può descrivere. Mentre Joseph, in America, si specializza in ostetricia: solo aiutare a dare la vita gli consente di non farsi trascinare a fondo dalle voci di chi non c'è più. Quando ormai si crederanno perduti per sempre, ci sarà un nuovo inizio per entrambi.


Un libro adatto ai bambini che tratta la Shoah in modo semplice delicato ma senza trasformarla in una favola. Un libro per bambini ma che ci fa capire quanto dai bambini ci sia da imparare. Una storia di amicizia nell'Italia della Shoah, l’incontro fra due bambini che gli adulti hanno reso diversi ma loro quella diversità non riescono proprio a vederla. 


“ Mentre tornavano indietro, Carlo decise di fare una domanda all'amico, perché a breve non ne avrebbe più avuto l’occasione.
-L’altro giorno hai detto che sei ebreo, vero? Volpe annuì, continuando a camminare. – Sì.
- Che cos'è esattamente un ebreo?
- Un ebreo sono io. 
- Carlo lo osservò con attenzione sotto la luce della luna. – Non mi sembri molto diverso da me.
- per i fascisti gli ebrei non appartengono alla “razza italiana”, - disse Volpe, come se questo dovesse chiarire le cose a Carlo. In verità Carlo si sentiva molto confuso. Volpe parlava la sua stessa lingua ed era nato in una città a poche decine di chilometri da dove era nato lui: cosa avrebbe dovuto essere se non un italiano?”
“ – Ma i bambini?- chiese allora. – Non dovrebbero appartenere tutti ad una stessa categoria?”

L'Autrice

Marta Palazzesi nata nel 1984, vive e lavora a Milano. Dopo la laurea in Architettura, ha iniziato a collaborare con case editrici e agenzie letterarie come scrittrice, traduttrice e consulente. Grande appassionata di storia, tra le sue letture preferite ci sono i romanzi ambientati nella Seconda guerra mondiale.

Genere: Romanzo storico per ragazzi
Editore: Einaudi Ragazzi
Pagine: 120
Prezzo cartaceo : € 8,50

TRAMA
Carlo vive in una fattoria sulle montagne sopra Varese insieme ai genitori. Per lui la guerra è qualcosa di vago e lontano, ma tutto cambia quando scopre un bambino nascosto nei boschi che circondano la sua casa. Volpe ha pochi anni più di Carlo e gli racconta tutto quello che lui, bambino ebreo, è stato costretto a subire dall'entrata in vigore delle leggi razziali. La speranza è una sola: riuscire a raggiungere la "ramina", la rete che separa l'Italia dalla Svizzera. Sono in tanti a cercare di farlo, e sono in tanti a venire traditi senza pietà dai passatori che, pur di intascarsi la taglia, consegnano gli ebrei alle autorità a pochi metri dalla salvezza. Una storia sul confine tra il bene e il male: la storia di un bambino che sapeva da che parte si trovasse l'uno e da che parte si trovasse l'altro, e di come cercò di ricordarlo agli adulti, che quel confine lo avevano tracciato, ma chissà perché non erano più in grado di vederlo. Età di lettura: da 8 anni.



Una storia d'amore nata durante la guerra, in un campo di lavoro inglese, tra un soldato italiano e una donna inglese. Un sentimento acerbo, istintivo, ma che ha la forza degli affetti autentici e che resiste per oltre Cinquant'anni. In mezzo, la prigionia, la libertà, la miseria, la nostalgia di casa, la voglia di ricostruire, di lasciarsi alle spalle un passato di incubi e provare a vivere di nuovo. Un altro modo di leggere la Memoria, con leggerezza e perché no, una bella storia sentimentale. "Perché l'amore è un fiore da cogliere sull'orlo dell'abisso." (Stendhal)

"Sì, ti amero per sempre anch'io", disse lui, concentrando lo sguardo su quei due cerchietti che luccicavano tra le mani, timoroso quasi di lasciarsi sfuggire qualche pensiero di più.
Ada e Olindo uscirono mano nella mano. Una ventata gelida li colpì, si abbracciarono forte e poi lentamente presero la strada verso casa.
Il buio, la neve, il ghiaccio. No, non c'era più nulla. C'erano loro e loro soltanto.

L'Autrice

 

Irene Pavan è nata nel 1977 a San Donà di Piave (VE) dove vive, sposata con due figli. Ha una laurea in economia aziendale e lavora nell'ambito della comunicazione e del marketing per i prodotti di lusso.
Il romanzo "Solo per dirti addio", nella versione inedita, si è classificato terzo al premio nazionale Charles Bukowski del 2014.

La Trama


“Ti amerò per sempre” queste furono le ultime parole che il soldato Olindo disse ad Ada nel campo di lavoro di Liverpool, prima di essere rimpatriato in Italia.
Prima di fronteggiare la miseria di ciò che restava della sua casa e della sua famiglia dopo gli eventi bellici. Prima di doversi rimboccare le maniche e lavorare nell’asfalto rovente della nascente autostrada del Sole. Prima di dimenticare del tutto il suo amore inglese.
Oggi Olindo è un ottantenne con una moglie premurosa e una famiglia numerosa stretta attorno a sé. Un uomo affetto da un male incurabile che conta i giorni che lo separano dalla fine.
In una giornata di sole però riceve una lettera dall’Inghilterra. È sua nipote Irene a tradurla per lui, che ha dimenticato le parole di quella lingua, e a trasportarlo indietro di cinquant’anni. In una notte di Natale buia e nevosa. Quando tutto sembrava ancora possibile.
Una storia vera, intensa e commovente, sullo sfondo degli eventi bellici della seconda Guerra Mondiale. Un amore che supera i confini e la guerra, e che resiste, folle e disperato, per oltre cinquant’anni.


Genere: narrativa
Editore: Nuovadimensione
Pagine: 272
Prezzo cartaceo: € 16.00