martedì 28 marzo 2017

Esce oggi: CHI STA MALE NON LO DICE di Antonio Dikele Distefano

Non limitatevi a  chiedere "come stai"? a chi amate sul serio, perché chi sta male non lo dice 


La novità di Mondadori di oggi, 28 marzo,  è il  nuovo romanzo di Antonio Dikele Distefano, Chi Sta Male Non Lo Dice.

Un libro che parla di diversi temi molto forti e complessi: l’essere di colore, figli di immigrati, nati in Italia ma percepiti come diversi dai coetanei, la mancanza di orizzonti e di prospettive dei giovani; la droga. Una storia romantica e malinconica raccontata attraverso gli occhi dei due protagonisti Yannik e Ifem. Antonio racconta queste cose con grande sensibilità e grande delicatezza.

Seguite questo link per vedere un video in cui l'autore stesso racconta il suo romanzo.


Trama
Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall’Africa per “na Poto”, l’Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po’ più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l’amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. “Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri” le ripete continuamente. Ma pian piano quell’amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un’ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno  una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel –, ma poi si porta via tutto. Chi sta male non lo dice non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita. 

L'Autore
Antonio Dikele Distefano ha ventiquattro anni e ha origini angolane. Ha pubblicato con Mondadori i romanzi bestseller Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti? (2015) e Prima o poi ci abbracceremo (2016). 

 Il Libro
  
Editore: Mondadori Chrysalide
Prezzo:€ 12,00 
Pagine: 168    
Data pubblicazione: 28 marzo 2017        
                 

Blogtour: BIRTHDATE di Lance Rubin. RECENSIONE IN ANTEPRIMA

E' assurdo.
Ho ricevuto l'inaudito dono di un'altra vita,
e finora l'ho passata quasi tutta barricato
in un appartamento a non fare niente.
Chi se ne importa se Veronica mi respinge
e mi mette in imbarazzo?
Almeno proverò un'emozione di qualche tipo.
Non so quando morirò,
quindi devo iniziare a... be',
a prendere la vita per le palle adesso.


Con il consueto stile ironico e brillante, Lance Rubin in Birthdate tira le fila di quello che aveva lasciato in sospeso in Deathdate.  In un nuovo capitolo denso di avvenimenti che si susseguono a ritmo serrato, seguiremo passo passo Denton Little nella sua "nuova vita" che si rivelerà molto diversa da quella che si sarebbe mai aspettato. La riapparizione della sua madre biologica; una missione da compiere; una matassa da sbrogliare. Accanto a lui, in questa impresa, gli amici di sempre: Paolo, Millie e Veronica. Sorprese per tutti si nasconderanno dietro ogni angolo e, a farla da padrone, l'eterno dilemma: conoscere la data della nostra morte ci aiuterebbe a vivere meglio e a non sprecare la nostra vita e il tempo che abbiamo a disposizione?!?

opinione di Sangueblu

Sono felice di essere vivo.
Mi piace essere vivo.
Adoro essere vivo.
Lo abbiamo aspettato tanto.
Personalmente, dal momento stesso in cui ho chiuso Deathdate (recensione QUI) che mi aveva conquistata con la sua genialità ed il suo humor. Esce oggi, finalmente, il secondo libro di Lance Rubin che tira le fila della "strana" vicenda di Denton Little.  Probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso, anche se non saprei dire esattamente "cosa" ma la lettura di questo romanzo, che scorre veloce come i le lancette dei secondi di un orologio grazie al suo stile moderno e diretto, è stata comunque appagante.
Una "nuova vita" e una nuova realtà si spalanca di fronte a Denton ora che è sopravvissuto alla sua data di morte.
Ma la vita che si accinge a vivere da questo momento in poi è molto diversa da quella che si sarebbe aspettato di vivere. (Anzi, inizialmente una vita - dopo il fatidico momento - non avrebba mai immaginata in alcun modo). Sì... perchè dovrà nascondersi dovrà cambiare identità per sfuggire alla AID e scoprirà di avere un compito molto importante e che in tanti contano su di lui.
In primis la sua ritrovata madre biologica, che non era morta durante il parto come aveva sempre pensato, e l'organizzazione scientifica clandestina di cui fa parte.
Denton infatti è speciale: e non solo perchè è sopravvissuto alla sua data di morte ma perchè è i portatore "sano" del virus che potrebbe impedire la morte degli altri predestinati.
La variante del virus di Denton è contagiosa e nel giorno di morte.
Ciò lo rende una persona molto potente.

Dent, si trasforma quindi, anche agli agli occhi del suo migliore  amico Paolo, in sua sorta di supereroe che lui chiamerà il "De-Sicario"! Paolo che (personaggio chiave del romanzo per più di un motivo) è a pochi giorni dalla sua data di morte, che coinciderà proprio con il giorno del diploma.
La speranza di poterlo salvare da questo momento definitivo appare sempre più incerta. Rubin ci tiene in bilico su un filo sottile.

Mi si mozza il fiato.
E' morta. Haley è morta.
L'ho vista ieri, ho sentito le sue mani sul mio corpo.
Certo, in quel momento mi ha messo molto a disagio,
ma era viva. Così viva. Ora non lo è più.
Sarò stupido ma forse avevo iniziato a pensare che la morte
non si sarebbe più portata via nessuno.
Io dovevo morire e non sono morto.
Poi mia madre, morta da anni,
è saltata fuori viva e vegeta.
Come la morte ha un impatto profondo su chi sopravvive,
così forse anche la non-morte può risultare traumatica.

Questo romanzo, se pure molto ironico e divertente, non manca di porre l'accento su una riflessione esistenzialista. Quali sono le implicazioni se un essere umano fosse a conoscenza della propria "data di scadenza". Ci aiuterebbe a vivere meglio? Saremmo persone migliori? O ci sentiremmo più liberi di fare "danni" e vivere "senza regole", specialmente se sappiamo che moriremo giovani? E, in ogni caso, sapere può aiutarci in qualche modo?! Forse, come la madre di Denton, non siamo contrari alla data di morte, ma in qualche modo alla morte in sè.

"La verità è che abbiamo paura di morire
e vogliamo trovare un modo per sopravvivere"

Il motivo di sottofondo del romanzo è che per lo più le date di morte causano più dolore di quanto ne alleviano. Ma come sempre succede, ci sono interessi "altri" e giochi di potere di persone a cui invece "conviene". Ed è insito nell'essere umano la volontà di lottare per una causa quando questa ci tocca da vicino. Queste sono le fondamenta su cui si costruisce la trama avventurosa di Birthdate che saprà regalarvi ore di svago, qualche risata e, se lo volete, anche qualche riflessione.

Appuntamento a domani sul blog Le recensioni della libraia per scoprire le 10 cose da fare prima di morire!



L'autore


Lance Rubin si è laureato alla Brown University e ha lavorato come attore e come sceneggiatore. Ora si dedica a tempo pieno alla scrittura. Deathdate è il suo indimenticabile romanzo d’esordio.


Il libro

editore: De Agostini
genere: Fantasy, sci-fi YA
pagine: 351
prezzo: 14.90 euro
Rilegato
eBook: 7.99 euro

Trama

Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l'unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l'anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l'unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?

lunedì 27 marzo 2017

Blogtour: TREDICI di Jay Asher. Cronaca nera: vittime del bullismo.


Buongiorno, ci stiamo avvicinando sempre più al 31 marzo, giorno dell'esordio della serie ispirata a Tredici, che andrà in onda in esclusiva su Netfilx. Oggi vi parleremo di un argomento diverso da quelli che trattiamo di solito, un argomento drammatico e purtroppo sempre più attuale, il bullismo.

Il Libro
Editore: Mondadori  
Genere: Young Adult
Prezzo cartaceo: € 17,00 
Pagine: 240    
                                                    
Trama
 Non puoi bloccare il futuro.  Non puoi riavvolgere il passato. L’unico modo per scoprire la verità... è premere play.   

“Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori... Ve lo prometto.” Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall’altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze.  Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d’esordio di Jay Asher, è uno dei libri più letti dai ragazzi americani, e ora anche una serie televisiva prodotta da Netflix.



Cronaca nera: vittime del bullismo

Prima di parlarvi dei fatti di cronaca che più mi hanno colpito nella miriade di casi che purtroppo in tutto il mondo avvengono con regolarità, penso sia utile, per avere un quadro generale del fenomeno, mostrarvi i dati risultanti da una indagine ISTAT effettuata nel 2014. Da quanto emerge dall'indagine poco più del 50% degli 11-17enni ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso e violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Di questi il 19,8% è vittima assidua di una delle “tipiche” azioni di bullismo, cioè le subisce più volte al mese.  La fascia di età che maggiormente subisce ripetutamente comportamenti offensivi, non rispettosi e violenti, va dagli undici ai tredici anni (22,5%) e riguarda più le femmine (20,9%) che i maschi (18,8%). Ci sono anche delle sostanziali differenze territoriali, infatti le vittime assidue di soprusi raggiungono il 23% degli 11-17enni nel Nord del paese e considerando anche le azioni avvenute sporadicamente (qualche volta nell'anno), sono oltre il 57% i giovanissimi oggetto di prepotenze residenti al Nord. Tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e Internet, il 5,9% denuncia di avere subito ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le ragazze sono più di frequente vittime di Cyber bullismo (7,1% contro il 4,6% dei ragazzi).  Sempre secondo l’indagine ISTAT , le prepotenze più comuni consistono in offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%), derisione per l’aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%), diffamazione (5,1%), esclusione per le proprie opinioni (4,7%), aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni (3,8%).
Per prima cosa vorrei condividere con voi alcune riflessioni riguardanti la definizione stessa di Bullismo, perché leggendo Tredici prima e facendo poi una breve ricerca sui fatti di cronaca ho notato che la gravità dei fatti di cronaca, etichettati come atti di bullismo, varia molto di caso in caso. La domanda che mi sono posta è quando si può parlare di bullismo nel senso stretto del termine e quando no. Se per bullismo si intende “ spavalderia arrogante e sfrontata. In particolare, atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate specialmente in ambienti scolastici o giovanili” i fatti di cronaca riportati sui quotidiani in questi giorni o sono una versione ancora più cruda e violenta del bullismo o sono qualcosa di diverso che va oltre. Sopratutto quanto accaduto a Vigevano tra dicembre 2016 e gennaio 2017, oltrepassa a mio parere la definizione di bullismo, si tratta di atti di una ferocia e una cattiveria tali che davvero sembra impossibile siano stati commessi da ragazzi così giovani, una baby gang di adolescenti fra cui è presente anche un tredicenne. Cinque i bulli colpevoli degli atti più gravi, per mesi hanno brutalizzato uno studente di quindici anni, lo hanno violentato, ridicolizzato e fotografato durante le violenze, lo hanno tenuto sospeso su un ponte, nudo, e lo hanno costretto ad atti sessuali, lo hanno portato in giro per la città legato al collo con una catena, al guinzaglio. Tutto documentato con foto e filmati, esibiti come trofei coi compagni. I bulli, in tutto, sono una decina di ragazzi tutti minorenni, cinque di loro sono colpevoli “solo” di vandalismi sui treni e complici in una spedizione punitiva ai danni di due quindicenni che si erano permessi di denunciare alcuni comportamenti da bullo del capo branco. La vittima è uno studente al primo anno di un istituto tecnico superiore, diventato “il passatempo preferito” del branco.Il “branco” inizialmente è riuscito ad avvicinarsi alla vittima sfruttando l’ascendente che un suo compagno di classe esercitava su di lui: il quindicenne bullizzato lo credeva amico, un esempio da imitare, al punto da accettare angherie e soprusi pur di non essere allontanato ed emarginato. I carabinieri di Vigevano, dopo aver raccolto alcune segnalazioni di persone preoccupate e della madre disperata hanno in breve tempo individuato il gruppo di ragazzi. Le accuse per i ragazzi arrestati sono molto gravi, violenza sessuale, riduzione e mantenimento in schiavitù o servitù, pornografia minorile, quindi definirli bulli e non delinquenti lo trovo  un po' riduttivo.
L’altro fatto di cronaca che mi ha colpito risale al 2015, è un esempio più classico di bullismo e trovo che si possa avvicinare molto alla storia di Hannah, la protagonista di Tredici.  Emilie, diciassette anni, viveva a Lille, in Francia, era la prima della classe ma anche la vittima dei suoi compagni, si suicidò a dicembre 2015 gettandosi dalla finestra dell’appartamento del padre, morì il mese dopo. Inizialmente le cause del suicidio furono attribuite al senso d’abbandono seguito al divorzio dei genitori ma il ritrovamento di un diario segreto ha svelato quali fossero le vere ragioni del malessere covato in silenzio da Emilie.  Da tre anni  la ragazza era solita annotare sul diario piccole sopraffazioni e grandi angherie quotidiane da parte dei compagni del Collège Notre-Dame de la Paix. I suoi genitori hanno trovato il diario e un insieme di file nel suo computer, e hanno deciso di pubblicarlo prima sul quotidiano locale La Voix du Nord e poi su Libération per mostrare «il male che può fare il bullismo a scuola».
Da quelle pagine, infatti, è venuto fuori il disagio vissuto quotidianamente tra i banchi e in mezzo ai corridoi, uno stillicidio di frecciate continue, sguardi di scherno, insulti, spinte, molestie varie e dispetti assortiti. Senza che gli insegnanti muovessero un dito anche di fronte alle manifestazioni di intolleranza più umilianti e palesi. I compagni le hanno attaccato la gomma ai capelli e tagliato le bretelle, la chiamavano clochard e la prendevano in giro per le scarpe da ginnastica consumante e per il suo abbigliamento ritenuto non abbastanza cool.
“Mi sento addosso gli sguardi degli altri. Vedo i loro sorrisetti quando mi fissano, sento che guardano le mie scarpe da ginnastica vecchie, i miei jeans sfilacciati, il mio maglione con il collo alto e il mio zainetto. Ho sentito qualcuno dirmi «barbona»”, scriveva Emilie. Ogni giorno a scuola era un incubo, soprattutto quando si trattava di attraversare il cortile, «un percorso da combattente. Schivare i colpi, i calci, gli sputi. Chiudere le orecchie per non sentire gli insulti e le prese in giro. Controllare il mio zaino e i capelli. Trattenere le lacrime». La ricreazione chiusa nella toilette, «il solo angolo della scuola dove ero sicura di poter stare tranquilla». 
Emilie amava leggere ma nemmeno i suoi soli compagni, «i libri: i miei tesori, i miei unici amici» sono riusciti a farle superare il disagio e l’umiliazione. Nessun aiuto, nemmeno dai professori che non intervenivano, scriveva, nemmeno quando i compagni la prendevano in giro apertamente durante le lezioni. I genitori, all’inizio, non si erano accorti di niente. Il perché lo spiega lei stessa nel diario: «Non volevo che sapessero, che provassero pena per me. Non volevo che si preoccupassero. E non volevo che mi aiutassero parlandone con il preside: le cose non avrebbero potuto che peggiorare». Quando si è decisa a farlo sua mamma è andata a parlarne con la scuola e le è stato risposto, che «non potevano fare niente, che il bullismo è un fenomeno troppo complicato da fronteggiare».
Quando Emilie cambiò scuola, ormai era troppo tardi: depressa,  pesava 42 chili, finì anche in ospedale ma né le cure mediche né quelle psicologiche riuscirono ad aiutarla. Poi, il suicidio e la morte. I genitori, Virginie e Yann, hanno denunciato la scuola, accusando l’istituto di omertà: docenti e dirigenti «non vogliono parlare né di violenze né di bullismo. A loro interessa solo salvare la loro reputazione». La pubblicazione del diario di Emilie, come le cassette di Hannah,  avrà lo scopo di mettere i colpevoli di fronte alle loro responsabilità, capire quanto dolore abbiano causato. I genitori non hanno visto, non hanno potuto aiutarla. Ma con la pubblicazione del suo diario hanno riscattato Émilie, nella speranza di contribuire alla prevenzione dal bullismo. Se la violenza e la crudeltà sono palesi nei fatti di Vigevano, in questo caso la gravità delle azioni dei bulli non è così evidente dall'esterno, ma i risultati sono altrettanto gravi e drammatici, sono stati gli scherzi, gli insulti, le frecciatine che un po’ alla volta, giorno dopo giorno hanno tolto ad Emilie la dignità e la voglia di vivere.
Ho scelto questi due casi fra i tanti perché sono due forme di bullismo molto diverse fra loro, nel primo caso la violenza è più diretta rispetto al secondo ma la gravità delle conseguenze per le vittime di entrambi è di pari intensità.
Vorrei ancora parlare di tutte quelle ragazze e ragazzi che hanno scelto il suicidio come ultima via d’uscita, vorrei raccontarvi di Brandy che a diciotto anni si è sparata davanti ai genitori perché i compagni le ripetevano che era brutta e grassa, di Bethany 11 anni suicida perché veniva derisa a causa di una malformazione al volto dovuta ad un tumore avuto da piccola ma è davvero un elenco drammaticamente troppo lungo di casi di cronaca nera legati al bullismo, casi che non vanno dimenticati ma che devono spingere noi adulti a trovare delle soluzioni valide e tempestive affinché questo fenomeno scompaia al più presto dalle vite dei nostri figli.


Continuate a seguire il blogtour domani domani su Le Recensioni delle Libraia si parlerà di come difendersi dal bullismo e dal cyberbullismo.


giovedì 16 marzo 2017

Anteprima: CARRY ON di Rainbow Rowell

Se siete appassionate di Rainbow Rowell e dei suoi libri avete ben due motivi per gioire: il primo è che il 21 Marzo uscirà Carry on, il nuovo romanzo "fan fiction" che soddisferà tutte le nostre curiosità su Simon e Baz ed il secondo... beh, tenetevi forte, perchè avrete la possibilità di incontrarla a Firenze!

Rainbow sarà presente alla libreria Feltrinelli di via de' Cerretani alle ore 18.00 per incontrare i suoi fan e firmare le copie del nuovo romanzo, e perchè no, anche dei suoi precedenti successi: Per l'@more basta un clic, Eleanor e Park e Fangirl.

CARRY ON

editore: Piemme
genere: Young Adult
pagine: 540
prezzo: 17.00 euro
Rilegato
eBook. 9.90 euro

Trama

Dividere la stanza con la persona che odi di più è come dividerla con una sirena (di quelle che stanno sulle auto della polizia, non di quelle che cercano di bloccarti quando attraversi il canale della Manica). Non puoi ignorarla, e nemmeno abituartici. Non smetterà mai di darti fastidio. Dividere la stanza con la persona che desideri più di ogni altra al mondo è come dividere la stanza con un falò. Lui non fa che ammaliarti. E tu non fai che avvicinarti troppo. Pur sapendo che non ne uscirà mai nulla di buono. Ma tu insisti finché... Be', finché non ti bruci.


Insomma, avete capito. Se, come noi, siete rimasti ammaliati dalla fan fiction creata dall'abile penna di Cath nel romanzo Fangirl e volete leggerne ancora e ancora perchè la storia di Simon e Baz vi ha incendiato il cuore e ha lasciato troppe cose in sospeso, ora troverete pane per i vostri denti! Un libro nel libro per continuare a farci sognare... 

Rainbow Rowell


Vive in Nebraska con il marito e i due figli. Il suo primo libro, Per l'@more basta un clic ha ricevuto un consenso unanime di pubblico e critica negli USA e in UK. Eleonor e Park - Per una volta nella vita, il libro che l'ha consacrata come erede di John Green, è stato segnalato da Amazon tra i migliori del 2013. Da ormai tre anni è una presenza fissa nella classifica bestseller del New York Times.

mercoledì 15 marzo 2017

Blogtour: LA MERAVIGLIA DI ESSERE SIMILI di Daniela Volontè


Daniela Volontè 
si racconta ai lettori

Che onore per noi aprire questo nuovo Blogtour per presentarvi il nuovo romanzo della nostra amata Daniela Volontè, che uscirà il 23 Marzo: La meraviglia di essere simili
In questa prima tappa Daniela si racconta a tutti i suoi fan con curiosità e vere e proprie chicche! Addirittura le sue migliori amiche ci parlano di lei, esprimendo con il cuore tante cose che pensiamo anche noi su di lei pur non conoscendola altrettanto bene! (Daniela sei fantastica e sai farti volere un gran bene!!) Speriamo che vi piaccia questo viaggio a tutto tondo nel mondo di Daniela Volontè! <3

editore: Newton Compton
genere: romance contemporaneo
pagine: 288
prezzo: 9.90
Rilegato
eBook: 4.99 euro

Trama

Per dimenticare un passato doloroso, Elisabeth ha deciso di lasciare New York e di trasferirsi nella cittadina di Watertown, dove lavorerà come insegnante nel liceo locale. Quando entra in aula, il primo giorno di scuola, non immagina certo che la sua vita stia per essere sconvolta... A cambiare ogni cosa sarà Alexander, un ragazzo di diciassette anni. Come Elisabeth, anche Alex è stato ferito, e il suo presente non va granché meglio: la madre è alcolizzata e lui deve prendersi cura della sorella più piccola, Julia, di soli sei anni. Dal loro primo incontro, Elisabeth non riesce a smettere di pensare a lui. È il dolore a unire i loro destini, eppure quando sono insieme la sensazione che provano è quella di pace. Elisabeth sa bene che non può permettersi alcun tipo di coinvolgimento: Alex è minorenne e oltretutto è un suo allievo. Ma, giorno dopo giorno, ignorare i sentimenti diventa sempre più difficile...


Buongiorno a tutti,
Come prima cosa vorrei ringraziare di cuore tutte le blogger che hanno organizzato questo splendido blogtour. Grazie tantissimo!
Quando mi hanno chiesto di scrivere questa sorta di presentazione, ammetto di essere andata un po’ nel panico. Non mi piace parlare di me, specialmente a ruota libera. Quando mi pongono delle domande, tutto è più semplice! Però ho pensato che fosse l’occasione ideale per far capire chi c’è dietro alle storie che, forse, qualcuno di voi ha letto. E così ho riflettuto su come farmi conoscere un po’ di più… Perciò, se vi può interessare, seguitemi in questo sconnesso e delirante monologo… :-D
Vi anticipo che parlerò poco di scrittura, esperienze vissute, opinioni, progetti futuri e bla bla bla… Insomma, eviterò tutto quello che potrebbe farvi sbadigliare già alla prima riga. Suddividerò quest’articolo in vari capitoletti, così sarete liberi di saltare dove v’interessa di più, evitando di narcotizzare voi… e pure me stessa.


Dove scrivo? 

È una domanda che raramente mi hanno posto… E ne sono felice! Perché in verità spesso le persone s’immaginano che chi scrive abbia una vista mozzafiato su boschi verdeggianti, laghi cristallini, oppure magici panorami di grandi metropoli… Ehm, io scrivo con la testa nell’armadio! E per i più scettici, allego un paio di foto.



Pur di crearmi uno spazio (nel mio caso uno spaziettino!) ho letteralmente buttato via un po’ di vecchi vestiti del marito e mi sono impossessata di un ripiano del suo armadio, costruendomi una scrivania estraibile con tanto d’impianto elettrico. (Be’ ecco un piccolo accenno di quello che mi piace: amo i lavori di bricolage “pesante”.)


Quali sono gli elementi ricorrenti nei miei libri?

In verità, secondo me, sono solo quattro, due sono palesi, ma credo che gli altri due non li abbia mai notati nessuno. Eccoli a voi:
  • Uso sempre la narrazione in prima persona.
  • Scrivo sempre con il doppio punto di vista dei protagonisti.
  • Lago. Sì, ho scritto lago… in ogni mia storia c’è un lago, una passeggiata al lago… Sono comasca e amo tantissimo i luoghi in cui vivo, perciò se volete sopportare me, dovete prendervi anche la mia passione per i laghi!
  • Caffè. Altro punto che torna con una ricorrenza quasi maniacale… I miei personaggi bevono caffè, sempre e ad ogni ora. Grazie a un caffè s’innamorano. Davanti a un caffè discutono e spesso litigano. Con un caffè in mano si cercano e fanno la pace, si raccontano segreti inconfessabili… 
Tutto questo non perché io amo il caffè, ma perché è un’esigenza! Avete presente le Gilmore girls? Ecco, la dose di caffeina mastodontica e gli occhi chiari, sono le uniche cose che mi accomunano alle protagoniste di questa serie che ho amato moltissimo.

Cosa mi piace
  • La mia famiglia (e non aggiungo nulla, perché c’è poco da dire).
  • Leggere (soprattutto libri in cui riesco a perdermi fin dalla prima pagina).
  • Scrivere (a volte è una vera esigenza più che un semplice piacere).
  • Tiramisù.
  • Il blu (lo so, è un colore freddo, ma mi rilassa tantissimo).
  • La primavera e l’autunno (quando c’è il sole, i boschi dove abito hanno un colore stupendo e chi, come me, adora guardarsi intorno, non può fare a meno di amare i dettagli e le sfumature).
  • Il bricolage (ma non quelle cose da femmina tipo decoupage o handcrafted o embossing… Noooo!!! Amo il bricolage “pesante”, come lo definisco io. Ossia: imbiancare, aggiustare, cambiare le tubature, salire sul tetto, rifare pezzetti d’impianto elettrico, carteggiare il legno e il suo profumo, aggiustare gli elettrodomestici… Insomma, sono un maschiaccio! Andare in un centro di bricolage per me è paradisiaco quanto entrare in una libreria).
  • La mia casa (non fraintendetemi, amo vedere posti nuovi, ma casa mia è il mio rifugio, il mio luogo segreto e sacro… E come tale mi piace curarlo, pulirlo e tenerlo in ordine, anche se a volte rasento la maniacalità!)
  • Camminare, passeggiare (da sola o in compagnia, con musica o senza, sotto il sole o con l’ombrello… tutto purché io possa respirare e pensare con tranquillità).

Cosa non mi piace
  • Shopping (Odio provarmi vestiti e scarpe. Se non fosse per il timore di sbagliare taglia, prenderei tutto online).
  • Gioielli (Spesso mi scordo di mettere pure la fede nuziale e credo di indossare lo stesso paio di orecchini da almeno 5 anni…).
  • Incoerenza e falsità (non ci sono spiegazioni per questo, non sopporto le persone incoerenti e false).
  • I cibi piccanti (mi fanno venire le orecchie rosse).
  • Il caldo (soffro di pressione bassa, molto bassa, perciò non tollero il caldo estivo mescolato all’umidità).
  • Andare per locali (Sarà l’età o che mi manca il fisico, ma non amo la vita notturna. A una serata in discoteca ho sempre preferito una tisana con le amiche – la tisana è per loro, ovvio, io vado di caffè).
Cosa vorrei che dicessero di me:
Che sono vera e coerente. Che ho la testa sulle spalle e piedi ben ancorati al terreno. E che non sono tanto male come mamma… 

Cosa dicono veramente di me le mie migliori amiche 
Ho chiesto a chi mi conosce da più di trent’anni di scrivere qualche riga di presentazione e quello che leggerete è ciò che ne è saltato fuori… Giuro che ho fatto il copia e incolla! ;-)

Chiara:
“Difficile scegliere poche parole per descriverla, Daniela è cocciuta, determinata, un concentrato di idee ed energia travestito da donna tranquilla e dimessa. Sprizza creatività da ogni poro, ma la nasconde sotto strati di pacatezza e troppa modestia. Tutto di lei è arte narrativa, anche le parolacce, veri sproloqui di rara letteratura! Un'amica attenta e sincera, una rarità”.

Raffaela:
“La prima parola che mi viene in mente è appassionata…di sicuro…e determinata… perché quando decide di impegnarsi in un progetto, di qualsiasi tipo sia, ci si butta con passione, tenacia, precisione e…sì… anche con creatività e fantasia, fino alla fine!! 
E’ un’amica umile e generosa, sensibile, sempre pronta ad ascoltarti, aiutarti, per offrirti una spalla su cui piangere o ridere, per condividere con te momenti belli e meno belli…
Figlia, moglie e madre amorevole… ma anche severa, e un po’ nevrotica…se necessario!!
Insomma, una persona ricca di sorprese, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e perché no di conferme…certo…chi non lo è …e ripetendo parole di altri…pronta a rimettersi in discussione e reinventarsi, quando la vita lo ha richiesto… Credo che questa sia la qualità che più ammiro in lei…poiché le permette di non cedere mai alle numerose prove della vita, ma dopo i primi momenti di scoraggiamento, di rialzarsi in piedi più forte di prima!!
Grande Dany!! Ti voglio bene!! Grazie di essere nella mia vita.
Un abbraccio”

Luana:
“Daniela è la persona più coerente e più se stessa che conosco… Da sempre lei:
Disponibile all’accoglienza e all’
Ascolto dei problemi miei e di tutti.
Nella vita unica e vicina… vicina di vita e vicina di casa!
Inimitabile
Eroica nella sua capacità di reinventarsi e mettersi in gioco…
Leale nel senso più assoluto… con gli altri e soprattutto con il suo dare amore e
Amicizia.”

Marika:
Daniela:  io non saprei identificare una serie di aggettivi con cui descriverla...
Non ci sono aggettivi adeguati per poter esprimere ciò che lei è e ciò che per le amiche rappresenta.
La presenza... sempre e comunque, in tutte le situazioni, in tutti i momenti... quelli belli, in cui si ride e si dicono scemate e quelli brutti, in cui si buttano le braccia al collo e si inizia a singhiozzare.
La fermezza... la decisione, ma anche la fantasia e la creatività espresse e fatte sperimentare a chi le sta intorno.
La decisione e la capacità organizzativa...
Non ho più cambiato la posizione degli elementi della cucina da quando mi ha aiutato a sistemarli!
Anche l'ossessività, se vogliamo, e la paura... tutte però gestite con la sua grande capacità di affrontare e tenere testa alla vita con tutte le sue difficoltà e con tutte le sue montagne da scalare, con tutti i pesi da portare...
La gioia della condivisione e del poter contare su di lei... sempre... in qualunque momento della giornata e della vita.
Ci sarebbero tantissime cose da scrivere ma ovviamente come sempre tutto quello che accade è una velatura negli occhi che annebbia la vista...
Non potrei immaginare il mio cammino senza la presenza di Daniela al mio fianco...

Base sicura in cui rifugiarsi e con cui condividere, discutere ma poi tornare come prima, come quando si passavano intere giornate a guardare le nuvole e a sognare.


Continuate a seguirci, tante nuove tappe vi aspettano. Appuntamento a domani su Bookish Advisor. Elisabeth e Alexander vi parleranno del loro amore impossibile!


domenica 12 marzo 2017

Premio selezione BANCARELLA sessantacinquesima edizione: I sei libri vincitori.

Il 10 marzo, presso  il Conservatorio Guido Cantelli di Novara, ha preso il via la 65ª edizione del Premio Bancarella, presentando i 6 libri vincitori del Premio Selezione 2017. 

             

                       

I librai, interpretando del gusto dei lettori e valutando le potenzialità commerciali, hanno insignito del Premio Selezione Bancarella i seguenti autori:

Alessandro Barbaglia: “LA LOCANDA DELL’ULTIMA SOLITUDINE”, (Mondadori)(recensione qui)
Valeria Benatti: “GOCCE DI VELENO”, (Giunti)
Cristina Caboni: “IL GIARDINO DEI FIORI SEGRETI” (Garzanti)
Jung Myung Lee:"LA GUARDIA IL POETA E L'INVESTIGATORE", (Sellerio)
Lorenzo Marone:“MAGARI DOMANI RESTO”, (Feltrinelli)
Matteo Strukul:“I MEDICI” (Newton Compton)

Gli autori hanno presentato alla stampa e al pubblico le proprie opere in prima nazionale proprio a Novara.

L’evento è stato condotto dal giornalista e scrittore Marco Cubeddu, con uno stile vivace e coinvolgente.

Il Presidente del Premio Bancarella 2017 Marcello Simoni, vincitore del Premio Bancarella 2012 con il libro “Il Mercante dei Libri Maledetti” (Newton Compton), ha introdotto la manifestazione parlando della sua esperienza e di come il Premio Bancarella lo abbia consacrato tra gli autori italiani più venduti.  
La presentazione dei libri si è svolta con modalità inconsuete e innovative, ogni autore era affiancato da un testimonial che ha “raccontato” il libro come se fosse un buon vino, una vera  "degustazione letteraria", culminata nella lettura da parte di ciascun autore di un brano significativo.

Fra le novità più importanti che hanno caratterizzato l’esordio della 65ª edizione del Premio Bancarella ci fa piacere sottolineare il coinvolgimento di numerosi blogger che si occupano di lettura ed editoria con lo scopo di allargare anche alla rete la discussione e gli approfondimenti relativi ai libri finalisti. Questa collaborazione vedrà la presenza dei blogger anche nelle altre tappe del Premio e alla finale a Pontremoli.

Inoltre la partnership tra Bancarella e Festival dei Giovani  e la community  NOI SIAMO FUTURO: per consolidare il rapporto tra il Premio e il mondo dei giovani e della scuola.

Ecco i prossimi eventi in cui sarà impegnato il Bancarella e in cui saranno presenti gli autori con i libri finalisti:

  1.  Ravenna, dove vi sarà un incontro con gli studenti delle scuole superiori della città, 
  2. Cesena sempre con gli studenti delle scuole superiori. 
  3.  Cesena, si terrà una manifestazione dove verrà consegnato agli autori il “Premio Selezione    Bancarella 2017”. 
  4. Sesto San Giovanni incontro con gli autori.
  5.  Carrara per concludere il ciclo di presentazioni. 


Domenica 16 luglio in Piazza della Repubblica a Pontremoli, a partire dalle ore 21, il notaio aprirà le buste con i voti dei librai che compongono  la Giuria del Premio. Dallo spoglio verrà incoronato il vincitore della 65ª edizione del Premio Bancarella.

venerdì 10 marzo 2017

Anteprima: TREDICI di Jay Asher


Oggi vi segnaliamo l'uscita prevista per il 14 marzo di TREDICI di Jay Asher edito da Mondadori, un libro che affronta con durezza il tema del bullismo. L'uscita del libro anticipa di qualche giorno l'uscita su Netflix della serie TV ad esso ispirata.   Con questa serie, in arrivo il 31 marzo, Netflix si conferma una piattaforma TV on demand moderna e attenta ai gusti di un pubblico giovane e appassionato di lettura.  




Trama
 Non puoi bloccare il futuro.  Non puoi riavvolgere il passato. L’unico modo per scoprire la verità... è premere play.   

Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori... Ve lo prometto.” Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall’altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze.  Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d’esordio di Jay Asher, è uno dei libri più letti dai ragazzi americani, e ora anche una serie televisiva prodotta da Netflix. 

Il Libro

Editore: Mondadori Chrysalide 
Genere: Young Adult
Prezzo cartaceo: € 17,00 
Pagine: 240    
                               Pubblicazione: 14 marzo 2017                             

  L'autore

 Jay Asher vive in California, è stato bibliotecario e libraio in ogni tipo di libreria, da quelle indipendenti a quelle di catena. Tredici è il suo romanzo d’esordio e, fin dalla pubblicazione, nel 2007, è stabilmente nella classifica dei bestseller del «New York Times». Ora è anche una serie originale Netflix in tredici puntate.