IL BLOG NO STRESS!!! Mettetevi comodi, rilassatevi e viviamo insieme il bello di leggere e di esser letti... non solo tra le righe! Il nostro più caloroso benvenuto a tutti i sognatori e a tutti gli assetati di emozioni. Siete arrivati nel posto giusto! Nel salotto di amici fatti come voi... che amano circondarsi di carta e inchiostro... e una smisurata quantità di eBook!
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
martedì 7 maggio 2019
UN BATTITO DI CUORE
Oggi siamo liete di presentarvi un'antologia di racconti nata a scopi benefici: Un battito di cuore. L'intero ricavato dell'antologia andrà devoluto a favore dell'AIRC, per la ricerca e prevenzione contro il cancro. Un progetto generoso reso possibile da donne autrici che vogliono aiutare tutte le altre meno fortunate per dar loro un'arma in più per poter vincere la loro battaglia più importante. Nell'antologia si rincorre il tema dell'amore in tutte le sue sfumature . Un'antologia che raccoglie i racconti di: Asia Pichieri, Anisa Gjikhdima, Jane Rose Caruso, Barbara Graneris, Cristina Migliaccio, Chiara Rametta, Giovanna Tufano, Chiara K. Jones, Noemi Di Liberto, Rosanna Fontana, Antonella Maggio, Serena Brucculeri, Luana Arfani.
Sul nostro blog oggi ospitiamo Rosanna Fontana, autrice del carinissimo racconto "Un amore in saldo".
venerdì 23 marzo 2018
INCONTRO CON TEA RANNO A TdL 2018
Giovedì 8 marzo aTempo di Libri abbiamo incontrato Tea Ranno, autrice di Sentimi edito da Frassinelli, di cui vi avevo parlato QUI. E quale migliore autrice con cui chiacchierare di donne, delle sue donne, nella Festa della Donna?
Vi riporto l'intervista che ho potuto farle insieme ad un ristretto gruppo di blogger, che è più che altro il resoconto di quella che è stata una chiacchierata meravigliosa sul romanzo, sulla femminilità e tanto altro. Chiacchierata che avremmo voluto non finisse mai perché Tea Ranno è davvero una donna speciale! Con l'occasione mi sento ancora di ringraziare di cuore Cinzia, Giulia e tutta la Sperling&Kupfer per darci sempre modo di vivere queste esperienze magnifiche!
Vi riporto l'intervista che ho potuto farle insieme ad un ristretto gruppo di blogger, che è più che altro il resoconto di quella che è stata una chiacchierata meravigliosa sul romanzo, sulla femminilità e tanto altro. Chiacchierata che avremmo voluto non finisse mai perché Tea Ranno è davvero una donna speciale! Con l'occasione mi sento ancora di ringraziare di cuore Cinzia, Giulia e tutta la Sperling&Kupfer per darci sempre modo di vivere queste esperienze magnifiche!
TEA RANNO - Sentimi
L’incontro inizia con l'editore di Tea, il Signor Giovanni Francesio di Frassinelli che, innamoratosi immediatamente del romanzo appena arrivato in Casa Editrice, sottolinea una cosa a cui tiene molto e dice:
"Non credo che l’unico grande pregio del libro sia il tema. E’ chiaramente importantissimo e drammaticamente attuale, ma è anche importante l’aspetto squisitamente letterario perché è quello che mi ha colpito quando ho letto. Sono stato conquistato dallo stile: questa lingua tra italiano e siciliano… una commistione fatta di echi e di alcune parole messe qua e là in alcuni momenti. E poi, naturalmente, l’aspetto fondamentale che rende la qualità di Sentimi quella che è, è la costruzione della trama.
"Non credo che l’unico grande pregio del libro sia il tema. E’ chiaramente importantissimo e drammaticamente attuale, ma è anche importante l’aspetto squisitamente letterario perché è quello che mi ha colpito quando ho letto. Sono stato conquistato dallo stile: questa lingua tra italiano e siciliano… una commistione fatta di echi e di alcune parole messe qua e là in alcuni momenti. E poi, naturalmente, l’aspetto fondamentale che rende la qualità di Sentimi quella che è, è la costruzione della trama.
Abbiamo messo in copertina proprio la frase “cento voci una storia” proprio perché è bellissima e anche rara questa abilità che Tea ha avuto di costruire una sola storia raccontata da cento voci. Il romanzo è, anche, la storia riverberata in tutti i punti di vista delle varie narratrici. Perciò il fatto che più si va avanti e più si rimane avvinghiati perché si vuole capire come va a finire quella vicenda è una cosa molto difficile da fare a livello tecnico e aurorale.
In un romanzo così riuscire a trovare un binario che tiene tutto insieme anche da un punto di vista narrativo è un aspetto molto raro e bello."
martedì 6 marzo 2018
Agli Uffizi in compagnia di Dario Argento per la presentazione di HORROR
"Dario Argento è il Colosseo delle storie horror, un monumento, una pietra miliare. La sua capacità di fondere integrità artistica con un irriducibile senso del terrore reggerà la prova del tempo. Dario Argento è un Dio, il mio." (cit. Guillermo del Toro)
Amici lettori, oggi vi raccontiamo di una mattinata molto particolare trascorsa in compagnia di uno dei mostri sacri del cinema italiano, Dario Argento, nel giorno dell'uscita del suo primo romanzo, una raccolta di racconti, intitolata Horror. La casa editrice Mondadori, in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, ci ha invitate alla conferenza stampa di presentazione del libro nella suggestiva cornice dell’ex-Chiesa di San Pier Scheraggio all'interno degli Uffizi. Abbiamo avuto il piacere di ascoltare il maestro che ha parlato di come è nato il suo libro e del legame fra l'arte e le emozioni negative che può suscitare. Insieme a lui erano presenti il direttore della Galleria, Eike Schmidt e Roberta Scorranese, giornalista del Corriere della Sera, che ha moderato l’incontro.
Ringraziamo la Mondadori che ci ha dato l'opportunità di vivere questa bellissima ed emozionante esperienza sia per il personaggio protagonista che per la location unica in cui si è svolto l'incontro.
venerdì 24 novembre 2017
LUCCA COMIX 2017: INTERVISTA A LICIA TROISI + VIDEO
Anche quest'anno, in occasione della cinquantunesima edizione del Lucca Comix & Games, un evento irrinunciabile per la nostra beniamina, abbiamo avuto il piacere e l'onore di incontrare Licia Troisi. A pochi giorni dall'uscita del suo libro - Il fuoco di Acrab - noi de Il bello di esser letti insieme alle nostre amiche Le Lettrici impertinenti abbiamo fatto una bella chiacchierata sul suo ultimo lavoro e, soprattutto, abbiamo preparato una sorpresa per voi che ci seguite e per tutti i fan di Licia. Speriamo che vi divertiate a vedere il nostro video almeno quanto noi ci siamo divertite a farlo! :-)
Con l'occasione ringraziamo nuovamente Licia per la sua disponibilità e la grande simpatia, ma anche la Mondadori per darci sempre splendide opportunità e la possibilità di vivere la nostra vita da blogger a stretto contatto con i nostri autori preferiti.
Sì… mi capita tantissime volte di fare confusione sugli aspetti fisici dei miei personaggi, soprattutto quelli che non sono i protagonisti principali. Il problema è che non mi scrivo mai a parte le loro caratteristiche e certe volte devo andare a ricercarmi di che colore avete gli occhi o i capelli. Specialmente nelle Saghe in cui ci sono tanti personaggi. Periodicamente ci sono dei momenti che penso di pagare una persona per fare questo lavoro (divertentissimo!…) di spulciarsi tutti i miei libri e fare tutte le micro schede dei personaggi con tutte le caratteristiche: colore degli occhi, corre dei capelli, altezza…
Per la creazione dei miei personaggi mi ispiro tanto agli attori. Per esempio il tizio sulla copertina di Acrab è un attore - invecchiato - che si chiama Tom Riley e faceva Leonardo Da Vinci nella serie tv Da Vinci’s Demons. Sia questo attore che questa serie mi hanno ispirato tantissimo nella creazione della Saga del Dominio e del personaggio di Acrab stesso. Proprio per questo, quando mi hanno chiesto indicazioni per la creazione della copertina del secondo volume della Saga del Dominio, ho proposto proprio una referenza fotografica: quella appunto di Tom Riley.
L’illustratore trovo sia stato molto bravo a rappresentarlo e a rendere lo sguardo… e c’è una cosa divertente. Se si prova a mettere vicino questa copertina a quella del primo volume in cui è rappresentata Myra, sembra che si guardino in cagnesco. Hanno gli sguardi puntati l’uno nell’altro.
- I TUOI PERSONAGGI SONO MOLTO COMPLESSI MA LO SONO ALTRETTANTO I TUOI MONDI: PARECCHIO STRUTTURATI E DETTAGLIATI. NON TI CAPITA MAI DI FARE CONFUSIONE TRA UN MONDO E L’ALTRO, ANCHE DELLE TUE SERIE PASSATE?
A differenza del lavoro che svolgo sui personaggi, sui “mondi” sono molto metodica. Ad esempio, per la Saga del Dominio, ho un compendio di circa trecentosessanta pagine in cui ho scritto tutto. Ho analizzato ogni terra, ogni regno, con le rispettive caratteristiche della flora, della fauna, della popolazione, religione e lingua. E poi ho anche il dizionario con le parole che ho usato all’interno del libro e la traduzione per ogni lingua.
E’ stato un lavorone ma ogni volta che mi serve qualcosa posso accedervi per avere tutto sotto controllo.
- QUANTO TEMPO CI HAI MESSO A FARE QUESTO COMPENDIO?
In realtà tutto il dominio è come se fosse il bacino del Mediterraneo e del Nord Europa però in una visione glaciale. Parte delle terre che sono immerse nel Dominio sono Emerse. La Pohenika corrisponderebbe al Medio Oriente ma gli ho dato un’ispirazione greca. Quindi anche i nomi delle persone e delle cose sono in quell’orientamento. Inoltre per questa zona del Dominio c’è una forte ispirazione anche al Nome della Rosa. Loro sono proprio i monaci Benedettini del Nome della Rosa. (C’è anche una citazione diretta quando loro dicevano che “copiavano dei manoscritti di cui probabilmente nemmeno capivano il senso” sono cose che vengono fuori anche nel Nome della Rosa.
Ho sentito la necessità di inserirli non tanto per un riferimento religioso quanto culturale: i monasteri erano i luoghi preposti alla conoscenza e alla sua conservazione. E sono i luoghi da dove provengono e a cui sono collegati i due personaggi maschili più importanti della Saga: Acrab e Kyllen.
- SOFFERENZA E SOLITUDINE SONO I DUE TEMI CENTRALI DELLA SAGA DEL DOMINIO. CI SONO ANCHE ALTRI SOTTOTEMI CHE POTREMMO ANALIZZARE QUI INSIEME?
Io penso che sia innanzitutto l’opera di destrutturazione della povera Myra che all’inizio del libro è, tutto sommato, un personaggio abbastanza chiuso in sé stesso, completo. Lei crede di sapere “chi è” o perlomeno si è “costruita” in un certo modo, ha trovato il suo posto nel mondo ed è più o meno soddisfatta. Però poi intervengono degli elementi che la costringono a rivedersi completamente e tutta quanta la Saga è sostanzialmente questo: La perdita di tutti quanti i punti di riferimento che lei ha. Inoltre mi interessava raccontare di questo rapporto “malato” tra due persone che sono strettamente interdipendenti e che hanno costruito la loro vita l’uno sull’altro. Sembra una cosa più evidente in Myra che ha avuto come centro della sua vita, per tantissimo tempo, Acrab, ma in realtà è vero anche per Acrab perché anche la sua dipendenza da Myra è molto forte.
Sono soli tutti e due. Non riescono a liberarsi di questa dipendenza di cui soffrono, si fanno del male reciprocamente.
Questa è una cosa che può verificarsi anche nei rapporti “padre-figlio” madre-figlia”. Il rapporto tra Myra e Acrab ha tantissime sfumature, però c’è anche il rapporto “padre-figlia” in qualche modo visto che lui è molto più grande di lei, l’ha presa quando era bambina. Io quello che vedo è che è effettivamente un rischio che si può correre quando si è genitori: considerare un figlio come una tua creatura, una porzione di te. Il rischio maggiore che può correre un genitore o almeno che io in particolare sento di correr e dal quale cerco di distaccarmi il più possibile. Dobbiamo riuscire a capire che un figlio è “un’altra persona”, quindi Non bisogna mai dimenticare che il compito di un genitore è quello di “assistere” alla crescita di un figlio, allo sviluppo della sua personalità. Ovviamente dai molto di te in questo processo di crescita ma è comunque un’altra entità che ha un suo percorso.
Ovviamente questa cosa non si verifica tra Acrab e Myra da momento che lui la considera proprio una sua creatura, un suo possesso esclusivo, e anche lei stessa si è sentita così per molto tempo
- …E INFATTI NON RIESCE A STACCARSI DA LUI ANCHE NEI MOMENTI PIU’ BRUTTI, ANCHE QUANDO SCOPRE DI ESSERE STATA TRADITA NEL PEGGIORE DEI MODI…
Quando tu hai costruito te stessa intorno a una cosa poi anche quando ti rendi conto che le cose non stanno nel modo in cui hai sempre creduto è comunque difficilissimo staccarsi. Nel caso di Myra ancora più difficile perché lei non aveva altri punti di riferimento. Mi interessava analizzare questo aspetto della crescita: cioè momento in cui devi staccarti dai tuoi “maestri”, dai tuoi genitori e devi trovare la tua strada e costruirti come persona da sola. Questo è fondamentalmente il percorso di Myra che è simile infondo a quello di altri miei personaggi che l’hanno preceduta.
Probabilmente perché i miei libri sono principalmente dei romanzi di formazione. Raccontano la crescita delle persone.
- ANCHE KYLLEN E’ UN PERSONAGGIO CHE HA DEI PUNTI DI RIFERIMENTO CHE ALL’IMPROVVISO PERDE, PERò ALLO STESSO TEMPO E’ PIU’ VELOCE DI MYRA NEL RITROVARE LA SUA STRADA. PUOI PARLARCI UN PO' DI QUESTO PERSONAGGIO?
Kyllen ha anche una storia meno tragica di quella di Myra alle spalle quindi è relativamente più facile per lui. E’ indubbiamente un personaggio più “risolto”. Anche lui ha avuto i suoi maestri ma li ha abbandonati molto presto, anche sbagliando, lui sa di aver sbagliato, ma era necessario ad un certo punto allontanarsi da Aylenna. Paradossalmente, anche grazie alla sua esperienza, è quello che capisce meglio Myra; anche meglio di Acrab. Kyllen è quello che ha capito dove Myra vuole andare, dove deve andare ed è pronto ad accompagnarla e ad aiutarla a compiere la sua missione.
- VERSO LA FINE DEL “FUOCO DI ACRAB” C’E’ UN GRANDISSIMO COLPO DI SCENA CHE MI HA FATTO VEDERE ACRAB SOTTO UNA NUOVA LUCE. MI SONO CHIESTA AD UN CERTO PUNTO SE NON FOSSE LUI STESSO UN MAGO. PUOI AIUTARCI A CAPIRE MEGLIO QUESTO ASPETTO?
Acrab ha una profondissima conoscenza di quella che è la magia dei Camminanti, ma anche quella dei Puri. Nello specifico e in riferimento all’epsodio finale a cui tu accenni, Acrab ha sotto il suo controllo un Puro e grazie a lui riesce a realizzare i suoi incantesimi, ma non è direttamente un Mago ma grazie al suo Sapere sa sempre quali incantesimi usare al momento opportuno.
- C’E’ SPERANZA, ALLA FINE, ALMENO PER MYRA? HAI L’ARTE DEL “MAINAGIOIA” DENTRO DI TE… PERCHE’ VUOI SEMPRE FAR SOFFRIRE COSì TANTO I TUOI PERSONAGGI? SEI DAVVERO UN PO’ “CATTIVELLA” CON LORO. QUANDO SCRIVI SEI DISTACCATA O TI LASCI COINVOLGERE?
Sì, è vero. Ne sono consapevole.
E quando scrivo sono molto distaccata. Se la storia richiede una cosa io vado dove mi guida la storia. Poi non so… magari sarò una sadica dentro, però la sofferenza per le morti dei personaggi è in qualche modo gratificante. Soffri, ma è una sofferenza catartica; perciò mi piace stimolare questa sensazione nel lettore perciò se un personaggio deve morire… muore!
- SENZA PIETA’….
(Ride…) Sì! C’è stato un tempo, all’inizio della mia carriera, per esempio alla morte di Laio, in cui ero triste. Ma adesso no. Sono davvero implacabile: chi deve morire, muore!
L’ANNO SCORSO CI HAI RACCONTATO DELLE TUE SERIE TV PREFERITE E DI COME TI INFLUENZANO E TI ISPIRANO NELLA SCRITTURA. C’E’ QUALCHE NUOVA SERIE CHE QUEST’ANNO TI HA APPASSIONATA O CHE TI STA ISPIRANDO NUOVI LAVORI? QUALI SONO I PROGETTI A CUI STAI LAVORANDO?
Sono i due libri conclusivi della Serie di Pandora e quella del Dominio.
Ho altre due cose in ballo che però sono “altre cose” rispetto al mio solito ma ancora non c’è niente di concreto. O almeno così dirò fin quando non usciranno, perché in realtà ci sto già lavorando. Ma ancora non c’è niente di certo. E non posso svelarvi niente sul fatto che qualche Serie Tv possa aver ispirato questi nuovi progetti. (Ride)
- SE DOVESSI CONSIGLIARE AD UN LETTORE SULLA QUARANTINA CHE NON HA MAI LETTO NIENTE DI TUO CON QUALE DELLE TUE SAGHE GLI CONSIGLIERESTI PER COMINCIARE?
Senza dubbio il Dominio, perché è l’ultima che ho scritto e sono anche particolarmente soddisfatta di come è venuta. Secondo me, finora, è la cosa migliore che ho fatto, perciò consiglierei assolutamente questa, anche è per quella con delle tematiche un po’ più mature.
- INVECE PER UN ADOLESCENTE?
Pandora, probabilmente. Lo so che sto dicendo gli ultimi ma è perché sono quelli che mi sono più vicini come scrittura e che mi sono vicini come tematiche. Inoltre per l’adolescenza Pandora va bene perché mi sono ispirata tantissimo alla mia adolescenza per scriverlo. Infondo credo di essere ancora adolescente o almeno penso che la mia adolescenza non sia mai davvero finita. Trovo giusto, per certe cose, rimanere sempre bambini: nella passione per le storie, nella passione per la vita in generale.
Con l'occasione ringraziamo nuovamente Licia per la sua disponibilità e la grande simpatia, ma anche la Mondadori per darci sempre splendide opportunità e la possibilità di vivere la nostra vita da blogger a stretto contatto con i nostri autori preferiti.
Intervista
CIAO LICIA! E’ UN PIACERE RITROVARTI E AVERE LA POSSIBILITA’ DI CHIACCHIERARE CON TE!
SIAMO FELICISSIME SOPRATTUTTO DOPO AVER APPENA FINITO DI LEGGERE IL TUO ULTIMO ROMANZO, APPENA USCITO, “IL FUOCO DI ACRAB” SECONDO VOLUME DELLA SAGA DEL DOMINIO CHE CI E’ PIACIUTO MOLTISSIMO: PER I CONTENUTI PROFONDI, PER IL MONDO VARIEGATO CHE RACCONTA E I PERSONAGGI PECULIARI CHE LO POPOLANO.
PROPRIO RIGUARDO AI PERSONAGGI PARTIAMO CON LA NOSTRA PRIMA DOMANDA: SONO SEMPRE COSI’ NUMEROSI, COMPLESSI E VIVIDI CHE CI CHIEDIAMO SE NON TI CAPITA MAI DI SMARRIRTI, ANCHE NELLA SEMPLICE DESCRIZIONE, MAN MANO CHE SCRIVI. O SE NON TI CAPITA DI CONFONDERTI PER SBAGLIO CON DELLE CARATTERISTICHE DEI TUOI PERSONAGGI DELLE NUMEROSE SERIE PASSATE. COME FAI A DESTREGGIARTI? COME PRENDONO VITA SULLA CARTA?
SIAMO FELICISSIME SOPRATTUTTO DOPO AVER APPENA FINITO DI LEGGERE IL TUO ULTIMO ROMANZO, APPENA USCITO, “IL FUOCO DI ACRAB” SECONDO VOLUME DELLA SAGA DEL DOMINIO CHE CI E’ PIACIUTO MOLTISSIMO: PER I CONTENUTI PROFONDI, PER IL MONDO VARIEGATO CHE RACCONTA E I PERSONAGGI PECULIARI CHE LO POPOLANO.
PROPRIO RIGUARDO AI PERSONAGGI PARTIAMO CON LA NOSTRA PRIMA DOMANDA: SONO SEMPRE COSI’ NUMEROSI, COMPLESSI E VIVIDI CHE CI CHIEDIAMO SE NON TI CAPITA MAI DI SMARRIRTI, ANCHE NELLA SEMPLICE DESCRIZIONE, MAN MANO CHE SCRIVI. O SE NON TI CAPITA DI CONFONDERTI PER SBAGLIO CON DELLE CARATTERISTICHE DEI TUOI PERSONAGGI DELLE NUMEROSE SERIE PASSATE. COME FAI A DESTREGGIARTI? COME PRENDONO VITA SULLA CARTA?
Sì… mi capita tantissime volte di fare confusione sugli aspetti fisici dei miei personaggi, soprattutto quelli che non sono i protagonisti principali. Il problema è che non mi scrivo mai a parte le loro caratteristiche e certe volte devo andare a ricercarmi di che colore avete gli occhi o i capelli. Specialmente nelle Saghe in cui ci sono tanti personaggi. Periodicamente ci sono dei momenti che penso di pagare una persona per fare questo lavoro (divertentissimo!…) di spulciarsi tutti i miei libri e fare tutte le micro schede dei personaggi con tutte le caratteristiche: colore degli occhi, corre dei capelli, altezza…
Per la creazione dei miei personaggi mi ispiro tanto agli attori. Per esempio il tizio sulla copertina di Acrab è un attore - invecchiato - che si chiama Tom Riley e faceva Leonardo Da Vinci nella serie tv Da Vinci’s Demons. Sia questo attore che questa serie mi hanno ispirato tantissimo nella creazione della Saga del Dominio e del personaggio di Acrab stesso. Proprio per questo, quando mi hanno chiesto indicazioni per la creazione della copertina del secondo volume della Saga del Dominio, ho proposto proprio una referenza fotografica: quella appunto di Tom Riley.
L’illustratore trovo sia stato molto bravo a rappresentarlo e a rendere lo sguardo… e c’è una cosa divertente. Se si prova a mettere vicino questa copertina a quella del primo volume in cui è rappresentata Myra, sembra che si guardino in cagnesco. Hanno gli sguardi puntati l’uno nell’altro.
- I TUOI PERSONAGGI SONO MOLTO COMPLESSI MA LO SONO ALTRETTANTO I TUOI MONDI: PARECCHIO STRUTTURATI E DETTAGLIATI. NON TI CAPITA MAI DI FARE CONFUSIONE TRA UN MONDO E L’ALTRO, ANCHE DELLE TUE SERIE PASSATE?
A differenza del lavoro che svolgo sui personaggi, sui “mondi” sono molto metodica. Ad esempio, per la Saga del Dominio, ho un compendio di circa trecentosessanta pagine in cui ho scritto tutto. Ho analizzato ogni terra, ogni regno, con le rispettive caratteristiche della flora, della fauna, della popolazione, religione e lingua. E poi ho anche il dizionario con le parole che ho usato all’interno del libro e la traduzione per ogni lingua.
E’ stato un lavorone ma ogni volta che mi serve qualcosa posso accedervi per avere tutto sotto controllo.
- QUANTO TEMPO CI HAI MESSO A FARE QUESTO COMPENDIO?
Più o meno tre / quattro mesi a scriverlo. Poi ovviamente l’ho pensato su un arco di tempo ovviamente un po’ più lungo, perché man mano che mi venivano le idee me le appuntavo. Tutto sommato il Dominio è il mondo più complicato che ho fatto finora. Con più razze.
Quando ho cominciato a scrivere le Cronache ero divorata dalla voglia, dall’urgenza di scrivere. E questa cosa me la sono tirata dietro anche per tutte le altre cose che ho fatto dopo. Questa volta invece, con la Saga del Dominio mi sono proprio voluta abbandonare al piacere di perdermi anch’io all’interno di quel mondo.
- LA PHOENCA: LA REGIONE DEI MONACI. PER ESEMPIO, COME E’ NATA L’IDEA DI QUESTA PARTICOLARE ZONA E QUALE PARTE HA NELLA STORIA?
- LA PHOENCA: LA REGIONE DEI MONACI. PER ESEMPIO, COME E’ NATA L’IDEA DI QUESTA PARTICOLARE ZONA E QUALE PARTE HA NELLA STORIA?
In realtà tutto il dominio è come se fosse il bacino del Mediterraneo e del Nord Europa però in una visione glaciale. Parte delle terre che sono immerse nel Dominio sono Emerse. La Pohenika corrisponderebbe al Medio Oriente ma gli ho dato un’ispirazione greca. Quindi anche i nomi delle persone e delle cose sono in quell’orientamento. Inoltre per questa zona del Dominio c’è una forte ispirazione anche al Nome della Rosa. Loro sono proprio i monaci Benedettini del Nome della Rosa. (C’è anche una citazione diretta quando loro dicevano che “copiavano dei manoscritti di cui probabilmente nemmeno capivano il senso” sono cose che vengono fuori anche nel Nome della Rosa.
Ho sentito la necessità di inserirli non tanto per un riferimento religioso quanto culturale: i monasteri erano i luoghi preposti alla conoscenza e alla sua conservazione. E sono i luoghi da dove provengono e a cui sono collegati i due personaggi maschili più importanti della Saga: Acrab e Kyllen.
- SOFFERENZA E SOLITUDINE SONO I DUE TEMI CENTRALI DELLA SAGA DEL DOMINIO. CI SONO ANCHE ALTRI SOTTOTEMI CHE POTREMMO ANALIZZARE QUI INSIEME?
Io penso che sia innanzitutto l’opera di destrutturazione della povera Myra che all’inizio del libro è, tutto sommato, un personaggio abbastanza chiuso in sé stesso, completo. Lei crede di sapere “chi è” o perlomeno si è “costruita” in un certo modo, ha trovato il suo posto nel mondo ed è più o meno soddisfatta. Però poi intervengono degli elementi che la costringono a rivedersi completamente e tutta quanta la Saga è sostanzialmente questo: La perdita di tutti quanti i punti di riferimento che lei ha. Inoltre mi interessava raccontare di questo rapporto “malato” tra due persone che sono strettamente interdipendenti e che hanno costruito la loro vita l’uno sull’altro. Sembra una cosa più evidente in Myra che ha avuto come centro della sua vita, per tantissimo tempo, Acrab, ma in realtà è vero anche per Acrab perché anche la sua dipendenza da Myra è molto forte.
Sono soli tutti e due. Non riescono a liberarsi di questa dipendenza di cui soffrono, si fanno del male reciprocamente.
Questa è una cosa che può verificarsi anche nei rapporti “padre-figlio” madre-figlia”. Il rapporto tra Myra e Acrab ha tantissime sfumature, però c’è anche il rapporto “padre-figlia” in qualche modo visto che lui è molto più grande di lei, l’ha presa quando era bambina. Io quello che vedo è che è effettivamente un rischio che si può correre quando si è genitori: considerare un figlio come una tua creatura, una porzione di te. Il rischio maggiore che può correre un genitore o almeno che io in particolare sento di correr e dal quale cerco di distaccarmi il più possibile. Dobbiamo riuscire a capire che un figlio è “un’altra persona”, quindi Non bisogna mai dimenticare che il compito di un genitore è quello di “assistere” alla crescita di un figlio, allo sviluppo della sua personalità. Ovviamente dai molto di te in questo processo di crescita ma è comunque un’altra entità che ha un suo percorso.
Ovviamente questa cosa non si verifica tra Acrab e Myra da momento che lui la considera proprio una sua creatura, un suo possesso esclusivo, e anche lei stessa si è sentita così per molto tempo
- …E INFATTI NON RIESCE A STACCARSI DA LUI ANCHE NEI MOMENTI PIU’ BRUTTI, ANCHE QUANDO SCOPRE DI ESSERE STATA TRADITA NEL PEGGIORE DEI MODI…
Quando tu hai costruito te stessa intorno a una cosa poi anche quando ti rendi conto che le cose non stanno nel modo in cui hai sempre creduto è comunque difficilissimo staccarsi. Nel caso di Myra ancora più difficile perché lei non aveva altri punti di riferimento. Mi interessava analizzare questo aspetto della crescita: cioè momento in cui devi staccarti dai tuoi “maestri”, dai tuoi genitori e devi trovare la tua strada e costruirti come persona da sola. Questo è fondamentalmente il percorso di Myra che è simile infondo a quello di altri miei personaggi che l’hanno preceduta.
Probabilmente perché i miei libri sono principalmente dei romanzi di formazione. Raccontano la crescita delle persone.
- ANCHE KYLLEN E’ UN PERSONAGGIO CHE HA DEI PUNTI DI RIFERIMENTO CHE ALL’IMPROVVISO PERDE, PERò ALLO STESSO TEMPO E’ PIU’ VELOCE DI MYRA NEL RITROVARE LA SUA STRADA. PUOI PARLARCI UN PO' DI QUESTO PERSONAGGIO?
Kyllen ha anche una storia meno tragica di quella di Myra alle spalle quindi è relativamente più facile per lui. E’ indubbiamente un personaggio più “risolto”. Anche lui ha avuto i suoi maestri ma li ha abbandonati molto presto, anche sbagliando, lui sa di aver sbagliato, ma era necessario ad un certo punto allontanarsi da Aylenna. Paradossalmente, anche grazie alla sua esperienza, è quello che capisce meglio Myra; anche meglio di Acrab. Kyllen è quello che ha capito dove Myra vuole andare, dove deve andare ed è pronto ad accompagnarla e ad aiutarla a compiere la sua missione.
- VERSO LA FINE DEL “FUOCO DI ACRAB” C’E’ UN GRANDISSIMO COLPO DI SCENA CHE MI HA FATTO VEDERE ACRAB SOTTO UNA NUOVA LUCE. MI SONO CHIESTA AD UN CERTO PUNTO SE NON FOSSE LUI STESSO UN MAGO. PUOI AIUTARCI A CAPIRE MEGLIO QUESTO ASPETTO?
Acrab ha una profondissima conoscenza di quella che è la magia dei Camminanti, ma anche quella dei Puri. Nello specifico e in riferimento all’epsodio finale a cui tu accenni, Acrab ha sotto il suo controllo un Puro e grazie a lui riesce a realizzare i suoi incantesimi, ma non è direttamente un Mago ma grazie al suo Sapere sa sempre quali incantesimi usare al momento opportuno.
- C’E’ SPERANZA, ALLA FINE, ALMENO PER MYRA? HAI L’ARTE DEL “MAINAGIOIA” DENTRO DI TE… PERCHE’ VUOI SEMPRE FAR SOFFRIRE COSì TANTO I TUOI PERSONAGGI? SEI DAVVERO UN PO’ “CATTIVELLA” CON LORO. QUANDO SCRIVI SEI DISTACCATA O TI LASCI COINVOLGERE?
Sì, è vero. Ne sono consapevole.
E quando scrivo sono molto distaccata. Se la storia richiede una cosa io vado dove mi guida la storia. Poi non so… magari sarò una sadica dentro, però la sofferenza per le morti dei personaggi è in qualche modo gratificante. Soffri, ma è una sofferenza catartica; perciò mi piace stimolare questa sensazione nel lettore perciò se un personaggio deve morire… muore!
- SENZA PIETA’….
(Ride…) Sì! C’è stato un tempo, all’inizio della mia carriera, per esempio alla morte di Laio, in cui ero triste. Ma adesso no. Sono davvero implacabile: chi deve morire, muore!
L’ANNO SCORSO CI HAI RACCONTATO DELLE TUE SERIE TV PREFERITE E DI COME TI INFLUENZANO E TI ISPIRANO NELLA SCRITTURA. C’E’ QUALCHE NUOVA SERIE CHE QUEST’ANNO TI HA APPASSIONATA O CHE TI STA ISPIRANDO NUOVI LAVORI? QUALI SONO I PROGETTI A CUI STAI LAVORANDO?
Sono i due libri conclusivi della Serie di Pandora e quella del Dominio.
Ho altre due cose in ballo che però sono “altre cose” rispetto al mio solito ma ancora non c’è niente di concreto. O almeno così dirò fin quando non usciranno, perché in realtà ci sto già lavorando. Ma ancora non c’è niente di certo. E non posso svelarvi niente sul fatto che qualche Serie Tv possa aver ispirato questi nuovi progetti. (Ride)
- SE DOVESSI CONSIGLIARE AD UN LETTORE SULLA QUARANTINA CHE NON HA MAI LETTO NIENTE DI TUO CON QUALE DELLE TUE SAGHE GLI CONSIGLIERESTI PER COMINCIARE?
Senza dubbio il Dominio, perché è l’ultima che ho scritto e sono anche particolarmente soddisfatta di come è venuta. Secondo me, finora, è la cosa migliore che ho fatto, perciò consiglierei assolutamente questa, anche è per quella con delle tematiche un po’ più mature.
- INVECE PER UN ADOLESCENTE?
Pandora, probabilmente. Lo so che sto dicendo gli ultimi ma è perché sono quelli che mi sono più vicini come scrittura e che mi sono vicini come tematiche. Inoltre per l’adolescenza Pandora va bene perché mi sono ispirata tantissimo alla mia adolescenza per scriverlo. Infondo credo di essere ancora adolescente o almeno penso che la mia adolescenza non sia mai davvero finita. Trovo giusto, per certe cose, rimanere sempre bambini: nella passione per le storie, nella passione per la vita in generale.
La Saga del Dominio
Recensione QUI
Il bello di esser letti e Le lettrici impertinenti vi salutano e vi danno appuntamento alla prossima follia libresca!
CIAO
lunedì 7 novembre 2016
INTERVISTA A LICIA TROISI - Lucca Comix&Games 29 ottobre 2016
Grazie alla Mondadori e alla splendida Anna Da Re in occasione della cinquantesima edizione del Lucca Comix & Games abbiamo avuto la possibilità e l'onore di intervistare privatamente la Regina italiana del Fantasy per ragazzi: la leggendaria Licia Troisi.
Con un gruppo ristretto di blogger, amiche anche nella vita, abbiamo potuto fare una bella chiacchierata per scoprire la nuova Saga del Dominio appena nata dalla penna di Licia e scoprire qualcosa in più sul suo mondo, sul suo lavoro e sui suoi interessi. Con grande simpatia e la consueta gentilezza e il brio che la contraddistinguono, Licia non si è tirata mai indietro e ha risposto a tutte le nostre domande che abbiamo cercato di riassumere in questo post che, speriamo, vi piacerà!
Con un gruppo ristretto di blogger, amiche anche nella vita, abbiamo potuto fare una bella chiacchierata per scoprire la nuova Saga del Dominio appena nata dalla penna di Licia e scoprire qualcosa in più sul suo mondo, sul suo lavoro e sui suoi interessi. Con grande simpatia e la consueta gentilezza e il brio che la contraddistinguono, Licia non si è tirata mai indietro e ha risposto a tutte le nostre domande che abbiamo cercato di riassumere in questo post che, speriamo, vi piacerà!
Com'è nata l'idea che ha dato vita alla Saga del Dominio? Che tipo di ricerche per costruire un racconto come questo?
L'idea iniziale da cui è nato il romanzo è stata il freddo.
Tutto è partito da un progetto secientifico di cui avevo sentito parlare che ipotizzava di "acchiappare" un asteroide e portarlo in orbita intorno alla Luna per studiare e prendere dei minerali. Dunque io da questo spunto ho immaginato cosa potrebbe succedere se questo asteroide si schiantasse sulla Terra dando vita ad una specie di Era Glaciale. Il freddo è tutto ciò che è rimasto da queste elucubrazioni e l'idea di partenza. Dopodiché mi sono immaginata una specie di "Europa alternativa" del passato in cui ci sia una sorta di epoca glaciale, in cui il ghiaccio e il freddo occupano grande spazio. Specialmente nella parte a nord del territorio.
Ho voluto creare un mondo molto più complesso, ricco e caotico rispetto a quelli dei precedenti romanzi. Una sorta di Europa immaginaria in cui spariscono i confini e in cui ho cercato di dare una lingua, un etnografia, una religione, usi e costumi a tutti i popoli che si trovano all'interno del Dominio. Se si guarda la cartina disegnata nel romanzo si potrà notare come non esistano dei veri e propri Confini ma come si sviluppino i vari elementi geografici (Montagne, Valli, Mari) e come ad ogni zona corrisponda un preciso popolo con i suoi usi e costumi e una propria lingua che mi sono divertita ad inventare prendendo ispirazione dalle lingue che effettivamente si parlano nel nostro mondo, storpiandole un po'. Non essendo una linguista non ho voluto prendermi troppe libertà nell'invenzione lasciandomi ispirare dalle lingue già esistenti. Soprattutto il tedesco.
Quanto hai impiegato a scriverlo tutto?
Da quando ho avuto l’idea iniziale e ho cominciato a buttare giù tutti gli appunti fino a quando poi effettivamente è stato scritto, è passato un anno e mezzo / due. La mera scrittura credo abbia preso più o meno sei mesi. (Anche perché l’ho scritto tre volte ed è stata una cosa per me abbastanza lunga).
Di tutte le tue eroine forti valorose e determinate ce n’è una a cui vorresti assomigliare di più o in cui ti identifichi di più?
In realtà no. Non c'è nessuna in particolare a cui vorrei assomigliare perchè in loro tendo a mettere tante delle mie debolezze perciò mi assomigliano soprattutto nei difetti.
C'è un aspetto ridondante in tutte le mie eroine, che torna tutte le volte e in qualunque mia opera: la forza fisica che contemporaneamente si sposa alla fragilità emotiva, psicologica. Forse solo Sophie e Pan sono un pochino diverse. Questo può dipendere dal fatto che anche io all'esterno vengo percepita come una persona sicura di sè e tranquilla ma solo perchè fingo bene; invece dentro c'è il casino più totale... Sto cercando di porre rimedio e mettere un argine a questo fatto! LOL
Però questo dualismo e questa contrapposizione tra fragilità interiore e forza esteriore mi piace molto e forse è per questo che la faccio tornare sempre nei miei libri. Mi piace la contraddizione nei personaggi, soprattutto sul piano fisico e interiore.
Probabilmente anche questa è una cosa autobiografica. Io, per esempio, dieci anni fa sono dimagrita 20 chili quindi sono cambiata molto anche fisicamente ed evidentemente questo fatto di non sentire, all’epoca, una corrispondenza tra come mi sentivo io dentro e il mio aspetto esteriore viene fuori all’interno dei miei romanzi attraverso i miei personaggi.
Però, nell'ispirazione dei miei personaggi femminili, credo di aver attinto molto anche a Caska di Bersek uno dei personaggi femminili che amo di più perché secondo me ha proprio questa caratteristica di essere una combattente molto molto forte, se la vede anche con gli uomini tranquillamente, però è anche molto fragile dal punto di vista psicologico e questa contrapposizione mi è sempre piaciuta.
Però, nell'ispirazione dei miei personaggi femminili, credo di aver attinto molto anche a Caska di Bersek uno dei personaggi femminili che amo di più perché secondo me ha proprio questa caratteristica di essere una combattente molto molto forte, se la vede anche con gli uomini tranquillamente, però è anche molto fragile dal punto di vista psicologico e questa contrapposizione mi è sempre piaciuta.
Che fonte di ispirazioni hai per creare i costumi le usanze e le armi dei personaggi delle tue storie? Quanta inventiva e quanta rielaborazione di ricerche che fai?
Non te lo so dire direttamente perché quando scrivo ci finiscono dentro tutte le cose che mi hanno colpito e ci finiscono in modo inconscio, quindi non ti saprei dire ogni singola parte da dove viene, sono molto visiva quando scrivo, dentro la mia testa mi vedo scorrere il film di quello che succede. Credo però che la fonte di ispirazione principale sia proprio per l’estetica fantastica, viene soprattutto dai fumetti anche certi movimenti soprattutto nelle battaglie vengono da qualcosa che ho letto nei fumetti o ho visto negli anime.
Ad esempio ad un certo punto, non ricordo in quale libro credo proprio nelle cronache un personaggio blocca una lama con il piede ed è una scena famosissima di Berserk un certo punto Griffith il co-protagonista che batte il protagonista saltando sulla sua lama e bloccandola. Quindi credo che soprattutto venga fuori dai manga perché l’estetica delle armi e delle armature la trovo estremamente curata, molto più curata di quanto accada nel fumetto occidentale o almeno in un modo che a me piace di più.
Con il Fantasy ti distacchi da quello che è il tuo lavoro e dai tuoi studi accademici. L’anno scorso abbiamo avuto il piacere di vederti di scrivere di un argomento che è il tuo, come ti sei sentita a scrivere di una cosa che ti appartiene profondamente nella vita di tutti i giorni e cosa hai ricevuto dai lettori che ti hanno apprezzata anche da questo punto di vista?
E' stato molto bello perché è una cosa che volevo fare da tanto tempo. Ho iniziato a fare divulgazione astronomica più o meno contemporaneamente a quando ho iniziato i primi libri al quarto anno di fisica. Mentre stavo preparando gli esami di indirizzo, il professore del laboratorio di astronomia mi propose di lavorare al museo di astronomia presso l’osservatorio di cui era il direttore e da lì iniziai a fare divulgazione astronomica oralmente e mi è sempre piaciuto tantissimo, più che fare scienza, e visto che mi stavo rendendo conto che la mia carriera stava andando più verso la scrittura che verso l’astronomia volevo trovare un modo per conciliare le due cose: l’aspetto narrativo e l’astronomia.
E’ stato complicato all’inizio perché dovevo trovare la mia voce, un modo di esprimermi in questo nuovo campo, perché avevo fatto divulgazione solo oralmente. Avevo scritto sul blog ma un libro deve avere un tono diverso. E’ stato divertente e alcune persone mi hanno detto guarda che ci piaci di più come divulgatrice che come scrittrice di narrativa! :-)
C’è una serie tv a cui sei particolarmente legata?
Probabilmente Lost perché è stata la prima che mi ha aperto questo mondo delle serie tv questa nuova ondata nella quale siamo ancora immersi. Anche perché quando lo guardavo me lo sognavo la notte! Feci persino la Lost Experience, un gioco interattivo su internet con una miriade di siti dove cercare gli indizi… Poi, alla fine, come è finito non mi è piaciuto probabilmente gli sceneggiatori avevano solo l’idea del mistero e non sono riusciti a tirare le fila della storia ma resta comunque che è stata una Serie bellissima e i singoli episodi sono stupendi. (A parte qualcuno come quello in cui spiegano i tatuaggi di Jack su cui nessuno si era mai fatto domande! LOL) Adesso mi sto appassionando a Vikings. E' uno spettacolo!! Una serie in cui si picchiano tantissimo e la trama va velocissima.
A cosa stai lavorando in questo momento?
Sto scrivendo il terzo libro della Serie di Pandora. Saranno quattro ,quindi è il penultimo, però succede un botto di roba e il problema è riuscire a tenere insieme tutte queste cose che succedono.
Sempre ambientato a Roma?
Sì, sempre Roma e dintorni. Un pezzettino scritto ai Castelli, dove vivo io, e forse stavolta ci metterò una cosa vista in un'altra città ma farò finta che sia a Roma! Ho visto una cosa a Parigi e da quando l’ho vista ho pensato di metterla nel libro! Siccome c’è una cosa simile a Roma penso che la adatterò perché sembra proprio fatta apposta per le atmosfere di Pandora. Ma ancora non lo so con certezza.
Non parlo mai troppo delle cose che sto scrivendo perché poi a volte cambiano e non le troviamo più nella stesura finale.
Quando inizi una serie hai già un’idea generale che va dall’inizio alla fine o la crei in corso d’opera?
Cerco di sapere sempre tutto. L’inizio la fine e il filo principale li conosco fin dal principio. Poi scrivo anche i dettagli, ma questi spesso cambiano perché un conto è farsi in testa la trama poi quando inizi a scriverla è diverso e ti rendi conto se una cosa non funziona oppure no; ma comunque mi serve avere quello schema per sapere a che punto sono e cosa deve succedere dopo.
Ho sempre pensato che un libro è una specie di viaggio e lo scrittore è il tuo Cicerone e lui la strada la deve sapere altrimenti ci perdiamo tutti, però non tutti gli scrittori lavorano così e si lasciano trascinare dalla storia.
Per il personaggio di Acrab a chi ti sei ispirata?
La prima idea di lui è venuta fuori con Leonardo Da Vinci del telefilm “Da Vinci’s demons”: personaggio pazzo e inventore. Contemporaneamente volevo un uomo con un obiettivo di conquista, quindi un Alessandro Magno. Acrab è un mix tra i due.
Il rapporto fra Acrab e Myra. Il legame fra loro all’inizio sembra più di tipo genitoriale: Acrab ha un atteggiamento quasi paternalistico e poi diventa quasi amoroso. E’ stata una mia impressione il fatto che all’inizio lui sembrasse una mera guida e dopo invece c’è questo coinvolgimento o se è proprio come volevi far evolvere il loro rapporto?
All’inizio avevo pensato che il loro rapporto dovesse essere estremamente complesso, tanto che anche la componente amorosa dovesse essere presente. Ma mi ero fatta dei problemi perché sembrava di essere sul filo dell’incesto poi mi sono resa conto che la storia tirava in quella direzione. Tantissime cose del modo in cui Acrab vede Myra sono state aggiunte successivamente alla prima stesura mi rendevo conto che era quella la direzione, perché mi intrigava di più un rapporto del genere perché alla fine questo libro parla dei rapporti un po’ malati fra genitori e figli.
Malati in tanti sensi perché io sono diventata mamma e mi sono resa conto di quanto bello sia questo amore tra madre e figli ma anche quanto pericoloso può essere perché è una cosa assolutamente totalizzante. La prima cosa che pensi quando diventi genitore è che tu vuoi una tua copia. Tendi a pensare di voler costruire una persona... ma poi però passa il tempo e ti rendi conto che questa cosa è giustamente impossibile perché hai a che fare con un’altra persona; un altro individio. La puoi aiutare; le puoi dare parte di te; però poi quella persona giustamente si farà il suo percorso e questo lo devi accettare.
Ma molta gente questo non lo accetta e io volevo raccontare proprio questa cosa.
Le cover dei tuoi romanzi sono tutte spettacolari! Intervieni personalmente nelle scelte degli illustratori e grafici?
No, in linea di massima lascio il campo libero a loro. La copertina è un fatto editoriale e mi affido alla casa editrice che ne sa più di me. Io le vedo e do un giudizio. Qualche volta abbiamo cambiato qualcosa, come ad esempio la cover della versione economica di Pandora, all’inizio troppo infantile rispetto a come l’avevo immaginata.
Le cover a cui ho lavorato di più sono quelle nuove delle “Cronache del mondo emerso” dove abbiamo dei ritratti dei personaggi, dove ho dato molte indicazioni.
Qual è la prima persona che legge i tuoi romanzi?
Mio marito. Lo legge un po’ per volta. Dopo di lui tocca al mio editor.
Come scegli i nomi dei personaggi?
In genere li prendo dai nomi delle stelle, anche Myra è una stella.
Gli altri personaggi provengono da nomi storpiati, molti anche solo perché mi piace il suono.
Hai mai riletto un libro dopo averlo pubblicato?
No. Primo perché quando c’è il momento della correzione delle bozze devo leggere tutto il libro in una giornata, una cosa davvero devastante e praticamente cominci a odiarlo. Secondo perché è definitivo, se trovo qualcosa che non mi piace non posso più cambiarle e mi arrabbio. Devo dire che dovrei smettere di adottare questa politica perché comincio a non ricordarmi bene i miei primi libri. Fortuna che c’è Wikipedia!
Quali libri leggi?
Di tutto. Sto leggendo un fantasy al momento: “Il colore della magia” di Terry Pratchett.
Prima di questo ho letto “Le solite sospette” di John Niven (autore di "A volte ritorno"); un libro meraviglioso e comico.
Che rapporto hai con la musica?
La musica può essere fonte di ispirazione, ma non la ascolto quando scrivo perché mi distrae.
Ascolto rock-metal melodico. I Muse sono il mio gruppo preferito. E poi mi piace Lady Gaga, perché la sua eccentricità mi ricorda me stessa. Mi piace come persona e per via della sua voce. E per il percorso artistico che ha fatto.
Grazie infinite a Licia Troisi che ci ha dedicato un'ora del suo tempo tutta per noi e ad Anna Da Re che ha reso possibile questo indimenticabile incontro.
QUI la mia recensione a Le lame di Myra,
primo volume della Saga del Dominio.
Etichette:
#intervista,
#Mondadori,
eventi,
Fantasy,
Fantasy YA,
intervista,
La saga del Dominio,
le lame di Myra,
Licia Troisi,
Mondadori,
Mondadori Chrysalide
Iscriviti a:
Post (Atom)












