venerdì 27 novembre 2015

REBEL. Il deserto in fiamme di Alwyn Hamilton

Rebel è davvero una bella novità per il fantasy distopico: ambientazione affascinante, contaminazione di altri generi, una storia coinvolgente e intrigante. Da leggere.



Le sue labbra premettero disperatamente contro le mie.
Le sue mani bruciavano contro la pelle nuda della mia schiena e non capivo se fosse il suo bacio a incendiarmi o se sprigionasse soltanto il fuoco che già ardeva dentro di me.
Jin si staccò prima che quel bacio ci consumasse, le mani che adesso mi stringevano il viso. "Ti senti ancora immortale, Bandito?"


Il parere di Eva Purple
Con i recenti fatti di Parigi si è fatta più urgente la voglia di conoscere meglio i popoli dell'Islam. Questo è un fantasy distopico ambientato in un deserto immaginario, c'è azione, avventura, romanticismo e la componente paranormale, come si conviene a un buon fantasy. E c'è un mondo da scoprire, oltre il velo del fantasy, un territorio fatto di polvere e miseria, di sogni riposti altrove, in un miraggio lontano, di religioni che isolano, di fame di potere, di guerre fratricide. D'altronde sappiamo che la migliore letteratura fantastica poggia su basi più che concrete, trasmette messaggi importanti, fagocita l'attualità, il dolore, la sofferenza e le risputa fuori ammantate di magia. Ma le spine e il sangue si vedono ancora.
Rebel è decisamente una novità nel panorama dei fantasy, e l'originalità non è data solo dall'ambientazione (un deserto ai confini della Terra, le donne velate, una società con delle regole molto ristrette ecc.) ma anche dalla fusione di elementi di generi diversi. Ad esempio la protagonista, Amani, è una pistolera e l'inizio del libro - la parte più efficace e più trascinante - la vede coinvolta in un torneo tra pistoleri in un'arena brulicante di scommettitori. Dunque gli ingredienti sono il western, il paranormale (verso la fine del libro alcuni personaggi scopriranno di avere dei poteri paranormali... sono stata brava a non spoilerare?) l'avventura e, dicevo, il romanticismo.
Sì perché la bella Amani dagli incredibili occhi blu - una strana rarità in quelle lande desolate che attira su di lei da sempre sguardi sospettosi - a poco a poco si innamora di Jin, "lo straniero" che ha gareggiato contro di lei nell'arena, prima che il grido di un bambino interrompesse i giochi.

Aveva il profumo del deserto. Teneva gli occhi chiusi, ma i miei erano spalancati. Da così vicino riuscivo a vedere bene la piccola cicatrice che gli segnava il labbro superiore. I nostri respiri erano fusi in uno solo. Sarebbe bastato poco per chiudere la 
distanza fra la mia bocca e quella cicatrice. 

Su tutto questo - sulla vicenda personale di Amani (il libro è scritto in prima persona), sulle sue fughe e lotte per raggiungere la libertà - si inserisce di prepotenza la guerra. Una lotta ancora sotterranea ma che già miete le sue vittime, tra il Sultano, i Gallan (guerrieri nemici a cui il Sultano ha chiesto aiuto rimanendo poi loro schiavo) e il figlio del Sultano, il misterioso Principe Ribelle che vuole fondare un nuovo impero. Sullo sfondo ci sono il deserto, notti popolati di incubi e di creature soprannaturali: i buraqi, cavalli di sabbia, i gul, incubi incarnati, i Djnni, potenti creature dalle incredibili abilità...

Il Buraqi mi era quasi addosso.
Avevo pochi secondi per decidere. Le mie gambe erano inchiodate al terreno. Volevo restare con il mio amico, anche se avrebbe significato andare incontro a morte certa. Ma il cuore mi diceva di scappare con Jin e affrontare l'ignoto.
Jin si piegò in avanti sul cavallo allungando una mano. Un proiettile mi sfiorò i piedi.
Non era una decisione. Era molto di più di un desiderio. Era istinto. Un bisogno: dovevo sopravvivere. 
Jin mi tese una mano, la afferrai e lui mi aiutò a montare.

Rebel è un libro che trascina e ammalia, ma che, lungo il percorso, perde un po' della forza dirompente con cui è partito. Sarà che la tensione tra i due protagonisti dopo un po' sfuma oppure che le pagine in cui si racconta del rifugio dei ribelli hanno un altro ritmo ma, anziché finire con il fiato sospeso e la voglia di leggere il secondo capitolo della saga, si conclude la lettura solo con un blando senso di soddisfazione.
Darò comunque una chance al secondo volume della serie perché nel complesso la mia impressione è comunque più che positiva. Rebel è un romanzo originale, una saga totalmente nuova che, seppur con qualche ombra, mi ha convinto.

PS-L'arrivo di Rebel è stato preceduto da una feroce asta per contendersi i diritti non solo inl'Italia ma anche in diversi altri Paesi. Pensate che solo negli USA erano ben otto le case editrici interessate al libro, concorrenza che ha fatto alzare esponenzialmente il prezzo... In occasione dell'uscita del romanzo, avvenuta il 21 ottobre scorso, la Giunti ha organizzato un originale contest di illustrazione al Lucca Comics.

Il libro
Editore: Giunti
Collana: Waves
Genere: Fantasy distopico
Pagine: 272
Prezzo: euro 17.00 versione cartacea, euro 8.99 ebook
NB: Rebel è il primo di una serie ma al momento non ci sono ancora date di uscite dei prossimi libri. Speriamo arrivi presto il secondo!


L'Autrice 
Alwyn Hamilton, nata in Canada, ha studiato storia dell'arte in Francia e attualmente vive a Londra. Da poco laureatasi a Cambridge, si è subito fatta notare nell'ambiente editoriale internazionale con questo esordio straordinariamente originale e affascinante.


La Trama
Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento.
Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano di Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle. Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l'ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell'acqua... Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.

2 commenti:

  1. Ciao, ma che bella recensione ^^
    Io ho davvero davvero amato questo libro, così pieno di mistero, con un’ambientazione favolosa e insolita e dei personaggi forti e intraprendenti, soprattutto femminili (amo Shazad, giusto per citarne uno), ma diciamo che anche Jin ha il suo perché *ammicca con gli occhi a cuore*
    Unica pecca le spiegazioni dell’apparato di leggende/miti e del passato del regno di Amani, troppo complesse e poco chiare a tratti, ma del tutto passabili c:

    Se vuoi dare un’occhiata alla mia recensione la trovi quiiii c:
    Rainy

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  2. Grazie Rainy per il tuo commento. Anche a me è piaciuto molto il libro anche se a metà (durante il viaggio nel deserto, prima che la protagonista sviluppasse i suoi poteri) ha avuto un momento di ralenti... ma nel complesso è davvero qualcosa di originale non trovi? Vado volentieri a leggere la tua recensione: confrontare i propri pareri è sempre interessante. In effetti le leggende/miti avrebbero avuto bisogno di un po' di spiegazione in più... Come The Queen of Tearling, che ho letto recentemente. Anche lì un po' di spiegazione in più non avrebbe guastato...

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