martedì 27 febbraio 2018

Recensione: NOWHERE GIRLS di Amy Reed

Adesso nel corridoio le ragazze camminano un po' più a testa alta,
incrociano gli sguardi, sorridono ad altre compagne che prima
non si sarebbero sognate nemmeno di salutare.
Custodiscono un segreto che, come il sole, le scalda e le illumina.


Ce ne fossero di libri così! Profondo, istruttivo, delicato ma non per questo meno incisivo ed efficace nel trattare un tema tanto sensibile come il bullismo sessuale. E non solo il "sesso" adolescenziale viene qui raccontato e analizzato soprattutto dal punto di vista psicologico ma anche l'amicizia, la famiglia, la solidarietà, il coraggio e anche una "laica" ed intelligente visione religiosa delle cose dato che, ancora, influenza notevolmente gran parte della società moderna. Se fossi un'insegnante di lettere delle medie senza esitazione lo assegnerei ai miei alunni, maschi e femmine indistintamente, perchè trovo che Nowhere girls sia un romanzo estremamente istruttivo ed importante per la formazione di un giovane adulto e, se letto con attenzione e giusto spirito critico, possa essere un valido aiuto per le ragazze nell'approcciarsi con l'altro sesso ma soprattutto con sè stesse. E per i ragazzi un incentivo a considerare le ragazze come individui e trattarle sempre con rispetto. Da oggi in tutte le librerie vi aspetta questo romanzo, particolare e bellissimo, che vi consiglio assolutamente di non perdere! 



opinione di Sangueblu

"Hai sentito parlare delle Nowhere girls, vero?"
Amber annuisce e per un attimo lo sguardo è meno duro.
"Vuoi venire al prossimo incontro?" propone Grace.
"Penso che ti piacerebbe. Ci divertiamo un sacco, sai?"
"Cosa fate di preciso?"
"Chiacchieriamo. Si discute di tutto. Più che altro dei maschi, in effetti."
"Quindi ve ne state lì sedute a lamentarvi dei ragazzi?"
"Sì, ma parliamo anche di altro." risponde Grace.
"Per esempio?"
"Beh, di come non farci più infastidire."

Siamo in una piccola cittadina, chiusa e bigotta, dove l'apparenza e la buona reputazione sono la prima cosa che conta. E' per questo che quando Lucy Moynihan viene ripetutamente violentata dopo essere stata forzatamente ubriacata ad una festa da tre ragazzi della sua scuola non solo nessuno le crede ma viene anche ostracizzata e trattata da puttana.
Un'intera comunità insensibile al suo dolore che buttava acido su ferite aperte e impossibili da rimarginare. Una situazione talmente devastante che porterà Lucy lontano da quella città, anche se il suo "fantasma" quella città non lo abbandonerà mai. Tutti in fondo al cuore sanno. E' solo più facile non pensarci...
Ma tre ragazze in quella scuola di pensare a Lucy non smetteranno.
Anzi.
La prenderanno a baluardo della loro "crociata" per cercare di cambiare le cose in quella scuola nelle loro vite e in quelle delle compagne e chiedere giustizia.

Grace, Rosina ed Erin.
Tre personaggi meravigliosi e talmente fuori dagli schemi da essere considerate "le strambe" saranno invece l'idea e il perno per una vera rivoluzione tutta la femminile. Sono loro, con il loro coraggio, il loro entusiasmo e il loro pizzico di follia a fondare le Nowhere Girls: un gruppo segreto, aperto a tutte le ragazze della scuola Prescott High, per poter parlare, confrontarsi e cercare di trovare una soluzione alla violenza dei maschi. Violenza che non è solo sessuale in senso fisico. Ma anche e soprattutto psicologico. Pretendono il rispetto che meritano e chiedono giustizia per Lucy Moynihan.
Fermare gli stupri. Perché lo stupro non è sesso, ma potere, violenza, controllo.

Le Nowhere girls saranno un gruppo nutrito ed eterogeneo. 
Ed è proprio questa "diversità" uno dei maggiori punti di forza del romanzo. 
Ci sono diverse etnie, diversi background familiari, diversi orientamenti sessuali e religiosi. Diversi modi di vedere le cose, la vita, il sesso. Diverse esperienze.
(Noi avremo modo di conoscerle tutte grazie a capitoli che daranno voce a tutte, singolarmente o in collettivo.)
Arrivano una dopo l'altra: Melissa Sanderson, ex cheer-leader e amore di Rosina; Elise Powell, fissata con lo sport; Sam Robeson, del gruppo di teatro; Margot Dillard, presidente del corpo studentesco; Lisa Sutter, capitano delle ragazze pon-pon; Serina Barlow, ex tossica; le pettegole Connie Lancaster e Allison Norman; Jenny e Lily, le vecchie amiche di Lucy; le primine con i capelli multicolore, Krista e Trista. Tutte ragazze che di norma non si guarderebbero neppure... e invece eccole là, tutte insieme. Unite.
Una meravigliosa occasione di confronto fra tutte le ragazze della scuola che da "nemiche" si trasformano in alleate. Non ci sono più barriere, non ci sono più invidie, rancori, dissapori o pregiudizi.
Capiscono che possono aiutarsi a vicenda, anziché farsi la guerra.
Tutte si trovano unite, solidali, schierate dalla stessa parte per raggiungere il loro obbiettivo: punire i colpevoli; cambiare lo status quo delle cose, affermare se stesse, la propria essenza , il proprio diritto a scegliere liberamente e consapevolmente, e il proprio diritto al piacere perché il sesso andrebbe vissuto sempre e solo come un qualcosa di bello. Si pulito. Di sereno.

In una società bombardata letteralmente dal sesso ad ogni angolo e in ogni momento della quotidianità si potrebbe pensare che un adolescente in crescita abbia modo di avere una consapevolezza e un "bagaglio" con cui destreggiarsi in questo aspetto della vita; che abbia la possibilità di dialogare, non solo con gli amici ma anche con i familiari, di tutto quello che riguarda la sfera sessuale, chiarendo i propri dubbi, assegnandogli il gusto peso e inquadrandolo nella giusta prospettiva. Ma purtroppo nella realtà le cose non stanno proprio così.
Le informazioni non sono sempre chiare; le percezioni spesso sono "viziate" da esperienze sbagliate che possono trasformare in negativo non solo il presente ma anche la futura vita sessuale e, cose come la "famiglia" o la morale religiosa possono influenzare negativamente l'approccio con la sessualità, inficiando il dialogo, la risoluzione dei problemi o il superamento di tante incertezze.
Anche nel romanzo quello che emerge dai discorsi delle ragazze, che man mano si aprono sempre di più tra loro confessando le loro esperienze e le loro idee, è che molte ragazze vivono il sesso come un peso, un "obbligo" un qualcosa da sopportare. Solo per adeguarsi a un non si sa che di falsamente prestabilito o per compiacere un ragazzo. Per sentirsi accettate. Come qualcosa di ineluttabile... da vivere passivamente e non solo in senso fisico. 
Una cosa che mi ha colpito moltissimo nel romanzo, da mamma, è un passaggio in cui viene detto da una ragazza che avrebbe voluto che i suoi genitori le avessero parlato del sesso, spiegandole che è una cosa che si può scegliere, che bisognerebbe desiderare. In questo modo tutto sarebbe stato diverso per lei. (E forse per molte altre). Credo sia una cosa molto importante. Una cosa che noi genitori abbiamo il dovere di fare.
Molte ragazze nel profondo del cuore forse pensano che non si possa dire di no. Sono convinte che se un ragazzo le vuole, allora la decisione ormai è stata presa. 
Ma anche questa è una forma di violenza no?
Anche noi possiamo violentare noi stesse, se non impariamo a dire di no!

E si deve imparare a dire di no.
Mai abbassare la guardia perchè ci sono i ragazzi cattivi. Scellerati. Egoisti. Meschini.
Quelli come tutti quelli che si approfittano della debolezza o dell'amore di una ragazza. Che illudono le ragazzine per farle sentire importanti. Che le usano o peggio le ingannano o le drogano per poter far loro di tutto. Per far loro del male. Come Spencer, Eric ed Ennis.
Veri delinquenti. Bestie senza morale. Senza dignità. Che per sentirsi "qualcuno" - nella maniera più sbagliata e bieca possibile, quella dignità la portano via a chi di loro, ingenuamente, si fida.

Ma esistono, per fortuna, anche i bravi ragazzi: come Otis e Jess. 
Ragazzi che si schierano. Ragazzi che vanno oltre le apparenze. Ragazzi pronti a tendere la mano, a rendersi utili ad aiutare. Ragazzi che vanno contro al branco. Contro le ingiustizie. Ragazzi che non si voltano dall'altra parte. Proprio quello che desiderano le Nowhere girls: diffondere una cultura, una consapevolezza per cui i ragazzi non si uniscano al branco, non si voltino dall'altra parte. 
I ragazzi devono denunciare la discriminazione sessuale quando ne sono testimoni; dovrebbero dire ai propri "amici" che i "giochetti allo stupro" non sono affatto divertenti. Non interessarsi e non prendere come oro colato i racconti di quanto ci sanno fare a letto con le ragazze; non ascoltare sparlare di loro. Dare il proprio aiuto quando si accorgono che una ragazza è assillata e tormentata. Non stare zitti quando si assiste a qualcosa di brutto.
Possono così avere l'occasione di diventare uomini migliori.

"Ho sempre provato ad essere amico di tutti.
Voler piacere alla gente...
beh, è un mio difetto, mi sa.
Alcuni li avrei dovuti mollare da tempo, lo so.
non immagini neppure le stronzate razziste che riescono a sparare. E io fingo di non sentire,
fingo che non mi feriscano.
E poi sentissi quante ne hanno dette su mio fratello,
quando cambiava sesso..."
distoglie lo sguardo con imbarazzo
"E io non l'ho nemmeno difeso. 
Non ho difeso mio fratello." ...
"Pensavo fosse meglio restare neutrale.
Che se non avessi detto o fatto niente,
sarei piaciuto a tutti.
Poi però mi sono reso conto che è impossibile,
e ora ho capito che c sono cose più importanti che piacere a tutti.
Così ho scelto di schierarmi da un lato: quello giusto. Il tuo."

Cosa altro aggiungere su una storia meravigliosa tutta da leggere e da scoprire? Le tre protagoniste sono fantastiche. Sono certa che le amerete tantissimo, ciascuna per la propria peculiarità.
L'autrice le ha tratteggiate in una maniera tanto profonda e dettagliata che vi sembrerà di vederle; di percepirne i pensieri. Tre persone che non potrebbero essere più diverse ma  con molto più di quello che si possa immaginare in comune, che insieme costituiscono un amalgama potente e indissolubile. Non saprei proprio quale scegliere come preferita. Forse Rosina.
Anche se tutte e tre sono delle eroine.
Delle super-eroine della "normalità".

Il mio voto: 5 stelline

Silenzio non vuol dire sì!

L'Autrice

Al suo esordio in Italia, Amy Reed è autrice di numerosi libri per adolescenti. E' una femminista e una mamma, le piace correre, fare liste e passeggiare per le montagne del North Carolina, dove vive.
Il suo sito è


Il Libro

editore: Piemme Freeway
genere: Young Adult
pagine: 371
prezzo: 17.00 euro
Rilegato
eBook: 6.99 euro

Trama

Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls, una moltitudine di voci diverse, dovranno superare la paura e l'imbarazzo per confrontarsi con coraggiosa onestà e opporsi alle minacce di chi si sente forte e non è disposto a mettersi in discussione. Ma alla fine riusciranno in ciò che sembrava impossibile: le cose possono cambiare e tutti hanno diritto alla felicità. Senza compromessi. Senza discriminazioni.

1 commento:

  1. Oh. Mio. Dio. Questo libro.
    In fondo non permettessimo dal punto di vista letterario, almeno secondo me, ma - Dio! - che messaggio.
    Un libro di violenza e di speranza, di annientamento, ma anche di affermazione di sé e rinascita.
    Bello, direi un must nella biblioteca di ogni lettore, a maggior ragione se lettrice.
    Trovi la mia estatica recensione quiii ahah.
    Un abbraccio, bellissima recensione!
    Rainy

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